Agnese Purgatorio alla Podbielski Contemporary di Berlino

Esule, Clandestino. Quante volte leggiamo queste parole sulle pagine dei nostri quotidiani. Ma ci siamo realmente mai interrogati sul significato più profondo di questi termini? Learning by Heart, l’ultimo lavoro di Agnese Purgatorio, che sarà presentato per la prima volta a Berlino presso la galleria Podbielski Contemporary (21 gennaio-21 marzo 2015) non ci concede alibi, spingendoci in questa riflessione profonda. Un lavoro, Learning by Heart, che rappresenta un momento importante nella carriera artistica di Agense Purgaotorio che, in questi anni, attraverso le sue opere fotografiche, i video e le installazioni, ha costruito un’autentica poetica basata sul concetto di esule, di “clandestino”.

Agnese Purgatorio, Learning by Heart #5, 2013. Digital collage 80x120 cm. Courtesy: Podbielski Gallery

Agnese Purgatorio, Learning by Heart #2, 2013. Digital collage 80×120 cm. Courtesy: Podbielski Gallery

Affacciata sulla scena del mondo dal palco offertole della sua città, Bari, Agnese Purgatorio ha osservato folle di immigrati clandestini in arrivo e, attraverso il suo lavoro, ha sempre cercato di allargare il fronte ideale della dimensione di clandestinità fino ad includervi tutti coloro che non hanno, non vogliono o non possono avere davvero patria, veramente appartenenza in nessun luogo, nessun linguaggio, nessun senso compiuto e chiuso; a cominciare da se stessa. In questo itinerario, alcuni anni or sono, l’artista ha incontrato la storia degli armeni, il popolo che è stato vittima del primo genocidio del Novecento e che, privato di buona parte della sua terra, ha depositato tracce e memorie clandestine di sé un po’ dappertutto lungo le coste del Mediterraneo e nel resto del mondo. Come è accaduto nei proprio nei pressi della sua Bari, dove nel 1924 un gruppo di profughi armeni fondò il villaggio di Nor Arax . Su questee tracce Agnese Purgatorio ha inventato storie fatte di contaminazioni ed ha ricostruito la scena giusta per le immagini di Learning by Heart.

Agnese Purgatorio, Learning by Heart #7, 2013. Digital collage 80x120 cm. Courtesy: Podbielski Gallery

Agnese Purgatorio, Learning by Heart #7, 2013. Digital collage 80×120 cm. Courtesy: Podbielski Gallery

Si tratta di collage digitali, un linguaggio che consente le ibridazioni e che l’artista italiana pratica sistematicamente da molti anni in un continuo e, virtualmente infinito, montaggio delle stesse componenti, che migrano letteralmente da una posizione all’altra e da un ruolo all’altro. «Una scelta linguistica – spiega la curatrice della mostra, Martina Corgnati – che, oggi più che mai, appare strategica ma che, già nel 1994 le aveva assicurato il prestigioso premio Panorama Europeen Kodak ai Rencontres Internationales d’Arles per la fotografia». Una scelta linguistica che parte dalla convinzione che l’ultima immagine non esiste, è quella che deve ancora venire. «L’immagine stessa, si potrebbe dire, non esiste – prosegue Corgnati – ma è una forma mobile, in perenne trasformazione; essa si presta, come creta molle, a interpretare la posizione soggettiva dell’artista in quel momento, la condizione provvisoria dell’io».

Agnese Purgatorio, Learning by Heart #5, 2014. Digital collage 80x120 cm. Courtesy: Podbielski Gallery

Agnese Purgatorio, Learning by Heart #9, 2014. Digital collage 80×120 cm. Courtesy: Podbielski Gallery

Accompagna le immagini il video realizzato della performance J’ai utilisé la mémoire, dove i versi del poeta armeno Hrand Nazariantz accompagnano un un mixage di sequenze raccolte in Armenia e altre ambientate invece in uno dei più antichi cinema –teatri aperti in Puglia, oggi abbandonato dove nel 1910 era stato proiettato un film documentario sulle relazioni fra Italia e Turchia; ed è lì – conclude la curatrice – «che oggi l’artista inscena una performance che la porta a scriversi addosso le parole del poeta, a coprirsi di parole perché la vita scorre ma scripta manent, la memoria resti».

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