L’arte contemporanea rilancia il mercato delle aste internazionali (+5.3%)

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A livello globale, il mercato dell’arte ha chiuso il primo semestre 2017 in ottima forma. A dirlo è il rapporto semestrale di Art Price pubblicato la scorsa settimana e che mette in evidenza un crescita generale del +5.3% per un valore complessivo delle transazioni in asta di 6.9 miliardi dollari. A guidare la ripresa, che giunge dopo due anni di costante contrazione, le vendite di Contemporary and Post-War Art che sembrano aver finalmente superato la fase di aggiustamento iniziata nel secondo semestre del 2015, tanto che i dati relativi al primo semestre 2017 sembrano annunciare una nuova era di prosperità. E oggi questo segmento di mercato vale, infatti, per il 15% del turnover totale delle aste di arte, quando nel 2000 pesava solo per il 3%. E a crescere sono anche i prezzi in aumento del +9.6%.

L'andamento del mercato globale dell'arte, semestre per semestre. Fonte: ArtPrice.com

L’andamento del mercato globale dell’arte, semestre per semestre. Fonte: ArtPrice.com

«Una nuova era di prosperità  – scrivono gli autore del rapporto – che per la prima volta nella storia del mercato dell’arte è guidata dall’arte contemporanea». «Questo – si legge nel rapporto di Art Price – rappresenta uno storico sviluppo e un indiscutibile indicatore della fiducia del mercato negli artisti viventi. Il potere attuale dell’arte contemporanea (che una volta era il segmento più debole del mercato) conferma la solidità complessiva del mercato dell’arte di oggi».

 

Gli Stati Uniti guidano la ripresa. In calo l’Italia

 

Leader di mercato in questi primi sei mesi dell’anno, gli Stati Uniti che con un fatturato di oltre 2.2 miliardi di dollari (+28% su H1 2016) conquistano la vetta della classifica sopravanzando la Cina, le cui case d’asta hanno visto le vendite contrarsi del -12% con un fatturato di poco al di sotto dei 2 miliardi. Ma a contribuire alla crescita globale dei fatturati d’asta sono stati anche il Regno Unito (+13%) e la Francia (+7%). E ottime performance si registrano anche sul mercato australiano (+18%) e su quello sudcoreano (+42%) che conferma, così, l’exploit degli anni passati. Calano, invece, i fatturati delle case d’asta in Germania (-6%) e in Italia (-6.3%) che comunque mantengono, rispettivamente, il 4° e 5° posto nel Ranking mondiale con quote di mercato del 1.4 e 1.5%.

La suddivisione geografica dei fatturati delle aste d'arte. Fonte: Art Price

La suddivisione geografica dei fatturati delle aste d’arte. Fonte: Art Price

Nonostante il buon andamento delle aste di arte moderna e contemporanea (+11%), i fatturati delle aste italiane sono passati dai 101.412.936 $ del primo semestre 2016 ai 95.051.377 $ dei primi sei mesi di quest’anno. Segno che, evidentemente, ci sono settori che scricchiolano e non poco. Ma per capire meglio come sono andate le cose è necessario attendere la fine dell’anno ad un’analisi più approfondita del mercato che non si soffermi alla fotografia di un trend (Leggi -> Aste: prosegue la crescita del mercato italiano).

 

Rudolf Stingel guida la classifica degli Italiani più “ricchi”

 

Prosegue, invece, l’ottima andamento dell’arte italiana sulle piazze di tutto il mondo trainato da uno strepitoso Rudolf Stingel che nel primo semestre si è collocato al 28° posto nella classifica dei 50 artisti con i fatturati d’asta più alta. Seguono: Lucio Fontana (33°) e Amedeo Modigliani (39°).

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