Martina Antonioni

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Martina Antonioni

Martina Antonioni

Data di Nascita: 1986

Luogo di Nascita: Milano

Vive a: Milano

Lavora a: Milano

Formazione: NABA – Milano

Sito Web:

Gallerie: Federico Rui Arte Contemporanea

In breve

Attraverso la continua ricerca di indizi, Martina Antonioni registra, archivia e trascrive gli elementi della vita che per lei sono significativi. Trasforma immagini, ricordi o paesaggi in frammenti di una costellazione inventata, per raccontare incontri possibili che fissa in mappe del sentire. Gli elementi parlano di molteplici possibilità e sono uniti da sottili fili elettrici. Tra di loro si sviluppano forze di attrazione e repulsione, in una danza sospesa di un cielo fantastico. Attraverso la perdita di un centro, gli elementi sono liberi di sviluppare le loro potenzialità in divenire.Lasciando aperta questa rete di immagini, Martina suggerisce la lettura di un racconto sempre nuovo, in cui il lettore possa immaginare storie sempre diverse. Martina Antonioni ha esposto in numerose collettive. Tra le più recenti Festival delle lettere- Buste dipinte, Spazio Oberdan, Milano e Teatro Dal Verme, Milano, 2011; Loasi, quartiere Isola, Milano, 2011; I care (mostra didattica in tempo reale), Crac, Centro ricerca arte contemporanea, Cremona, 2010, a cura di Andris Brinkmanis; Italian Folktales, NABAsite, Milano, a cura degli studenti con Jens Hoffman; Filo, centro congressi Le Stelline, Milano, 2009; Cemento armato, cantiere 2, Galleria Artra, Milano, 2009, a cura di Marcello Maloberti e Marco Scotini. E' del 2012 la prima personale, Dentro la stanza, alla Galleria Bellinzona, Milano, a cura di Emanuele Beluffi. Nel 2013 partecipa alla collettiva Summer Show da Federico Rui Arte Contemporanea, che la presenterà anche in un solo show a Set Up Art Fair a Bologna nel gennaio del 2014. Sempre nello stesso anno è invitata al Premio Zingarelli Rocca delle Macie.

Opere

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Come nella miglior tradizione che vuole l’idea intellettuale dignitosa quanto l’opera materiale, la produzione di Martina Antonioni non è altro che il residuo di un pensiero, frammento di un ordito narrativo dove alle parole subentrano i tratti di biro e di matita, residui mnestici e depensamenti disseminati con assorta levità lungo una rete dagli accessi liberi e molteplici.

(Emanuele Beluffi – Curatore)

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