Art City Bologna: breve guida a tre giorni di mostre

Quinta edizione per Art City Bologna, il programma di mostre, eventi ed incontri che affianca ArteFiera con il proposito di offrire nuove opportunità di scoperta e conoscenza del patrimonio artistico cittadino attraverso la contaminazione con il contemporaneo. 55 gli appuntamenti ufficiali in agenda a cui se ne aggiungono altri non meno interessanti. Ma visto che non basterebbe un mese per vedere tutto con cura, abbiamo pensato di selezionarne alcune che, secondo noi, meriterebbero la vostra attenzione. Iniziamo con due “primizie” per la scena italiana. Proprio in occasione di Art City 2017, infatti, arrivano a Bologna due artisti che mai avevano esposto nel nostro Paese. Si tratta del belga Peter Buggenhout (n. 1963) e del giovane messicano Emilio Rojas (n. 1984). Buggenhout è uno dei più importanti scultori europei della sua generazione, conosciuto per le sue  elaborate creazioni artistiche che sembrano a prima vista prodotti del caso e del tempo. Come le sculture della  serie The Blind Leading the Blind, che hanno l’aspetto di relitti, macerie, rovine, tanto da essere state definite dalla critica «reperti archeologici del futuro». E proprio due opere di questa serie  saranno esposte, dal 27 gennaio, presso il Salone della Banca di Bologna di Palazzo De’ Toschi.

Peter Buggenhout, The Blind Leading the Blind # 25, 2008. Plastica, alluminio, cartongesso, plexiglass, poliuretano, polistirolo, ferro, legno, materiali vari, polvere domestica. Cm 110 (h) x 200 x 185.

Peter Buggenhout, The Blind Leading the Blind # 25, 2008. Plastica, alluminio, cartongesso, plexiglass, poliuretano, polistirolo, ferro, legno, materiali vari, polvere domestica. Cm 110 (h) x 200 x 185.

Emilio Rojas, invece, è un giovane artista multimediale e performer messicano le cui opere esplorano la relazione tra l’artista e il suo pubblico, attraverso l’interazione e lo scambio di ruoli. La relazione intrinseca con il corpo è spesso il soggeto e il mezzo che usa nei suoi interventi per esplorare i limiti fisici e mentali del suo essere e rivalutare, così, i  canoni di bellezza, identità, attivismo, genere e sessualità. A portare per la prima volta in Italia il suo lavoro è la bolognese Gallleriapiù che dal 27 al 29 gennaio ospita, nei suoi spazi di via del porto 48 a/b, la personale The Lions Teeth and/or The World Was Once Flat: un’installazione multi-media che comprende animazioni in stop motion, video, performance, scultura, fotografia, testo e disegni, sviluppata nell’arco di due anni. Al centro del lavoro c’è lo studio metaforico del dente di leone (tarassaco) come specie infestante. La ricerca è iniziata con la raccolta di 15.000 denti di leone; più di mezzo milione di semi che diventano materia prima per indagare le implicazioni storiche del colonialismo attraverso la botanica.

All’ex Atelier Corradi, progettato all’inizio degli anni Cinquanta dall’architetto Enrico De Angeli e oggi tutelati dal Ministero Beni Culturali, il 27 gennaio inaugura L’instabilitá degli oggetti. Curata da Pietro Gaglianò, il percorso espositivo, composta da installazioni di piccolo formato, video e immagini fotografiche, apre ad una riflessione sugli oggetti, rivisitando la loro funzione, il portato simbolico di cui sono investiti nella società dei consumi e la loro centralità nella cultura visiva dell’ultimo secolo. In mostra opere di Bruno Baltzer e Leonora Bisagno, Emanuele Becheri, Luca Capuano, Daniele D’Acquisto, Davide D’Elia, Serena Fineschi, Laura Pugno, Alessandro Valeri. All’interno del percorso espositivo delle Collezioni Comunali d’Arte, si inserisce Chiara Lecca con il progetto A fior di pelle: un intervento che conduce lo sguardo dello spettatore su una soglia tra realtà e illusione attraverso quattro installazioni ambientali, di cui una appositamente realizzata per questa occasione.Utilizzando le controverse capacità semiotiche della materia, il lavoro di Chiara Lecca costringe infatti lo spettatore a ripensare la sua origine, facendo emergere la frattura operata dalla società contemporanea tra uomo e natura e la contraddittorietà insita nella rimozione collettiva della parte istintiva e selvaggia in contrapposizione alla sfera razionale.

Golden Still Life - 2016 - Tassidermia, vetro, metallo, pvc, stoffa - Dimensioni varie. Courtesy: Galleria Fumagalli

Golden Still Life – 2016 – Tassidermia, vetro, metallo, pvc, stoffa – Dimensioni varie. Courtesy: Galleria Fumagalli

In occasione di ArteFiera, l’IBC-Istituto per i beni culturali della Regione Emilia Romagna ha promosso un progetto di valorizzazione di una delle opere più significative appartenenti alla Raccolta d’arte della Regione Emilia-Romagna: i due grandi arazzi realizzati da Alberto Burri nel 1986 per una delle torri del Fiera district di Kenzo Tange. Dopo il recente intervento di pulitura, concluso lo scorso dicembre, i due monumentali manufatti vengono oggi così ripresentati al pubblico restituiti alla originale brillantezza dei colori. Oltre ai due arazzi, peraltro, saranno visibili anche i bozzetti preparatori, normalmente conservati alla Galleria comunale d’arte moderna e contemporanea Villa Franceschi di Riccione, e esposti eccezionalmente a Bologna per l’evento. Le opere saranno in mostra dal 25 al 30 gennaio nell’Atrio della Giunta regionale in Viale Aldo Moro 52.

Uno degli arazzi dei Alberto Burri che sarà in mostra a Bologna.

Uno degli arazzi dei Alberto Burri che sarà in mostra a Bologna.

La Fondazione del Monte di Via delle Donzelle, in collaborazione con Photology, già da oggi (21 gennaio), propone al pubblico l’interessante mostra Oltreprima. La fotografia dipinta nell’arte contemporanea. Un’esposizione che traccia un percorso e definisce una possibile convivenza creativa tra pittura e fotografia e che non è solo una esposizione ma una riflessione vera e propria sul rapporto tra i due “dispositivi” e le sue possibili trasformazioni nel tempo. 19 gli artisti coinvolti nel progetto curato da Fabiola Naldi e Maura Pozzati: Helena Almeida, John Baldessari, Luca Bertolo, Giuseppe De Mattia, Flavio Favelli, Franco Guerzoni, Marcello Jori, Ketty La Rocca, Piero Manai, Shirin Neshat, Luigi Ontani, Federico Pietrella, Arnulf Rainer, Gerhard Richter, Marco Samorè, Mario Schifano, Alessandra Spranzi e Ida Tursic&Wilfried Mille.

Arte contemporanea portoghese - Helena Almeida, Pintura habitada, 1975

Helena Almeida, Pintura habitada, 1975

La mostra Bildung, a cura di Ilaria Bignotti e Andrea Dall’Asta SJ e promossa dalla Raccolta Lercaro con Cortesi Gallery, confronta invece le opere di Agostino Bonalumi, Alberto Biasi, Enrico Castellani, Dadamaino, Maurizio Donzelli, Walter Leblanc, Heinz Mack, Gianfranco Pardi, Francesca Pasquali, Henk Peeters, Ivan Picelj, Otto Piene, Paolo Scheggi e Grazia Varisco, invitando il pubblico a fare dell’opera uno stimolo di esperienza conoscitiva, chiedendogli di essere fruitore attivo e non solo passivo spettatore.

Walter Leblanc, Mobilo-Statique, 1962-1965, polyvinyl on board in artist's frame, 130×127cm, courtesy Cortesi Gallery London - Lugano.

Walter Leblanc, Mobilo-Statique, 1962-1965, polyvinyl on board in artist’s frame, 130×127cm, courtesy Cortesi Gallery London – Lugano.

Solo Figli, invece, è una mostra collettiva che indaga la dimensione oggettuale della scultura di piccolo formato, in stretta relazione con lo spazio che la ospita, il Padiglione de l’Esprit Nouveau di Bologna. All’interno di questo edificio straordinario, progettato da Le Corbusier in occasione dell’Exposition International des Arts Décoratifs di Parigi del 1925 e ricostruito nel 1977 di fronte all’ingresso principale di Bologna Fiere, l’esposizione intende dare voce a trentatré piccole, in certi casi inedite o per meglio dire neonate, opere d’arte a firma di: Salvatore Arancio, Sergia Avveduti, Simone Berti, Davide Bertocchi, Sergio Breviario, Jacopo Candotti, Gianni Caravaggio, Francesco Carone, David Casini, Alice Cattaneo, T-yong Chung, Cuoghi Corsello, Michael Fliri, Luca Francesconi, Giovanni Kronenberg, Stefano Mandracchia, Eva Marisaldi, Nicola Melinelli, Maria Morganti, Luca Pancrazzi, Alessandro Pessoli, Marta Pierobon, Andrea Renzini, Andrea Sala, Marco Samorè, Lorenzo Scotto di Luzio, Namsal Siedlecki, Vincenzo Simone, Natalia Trejbalova, Luca Trevisani, Marcella Vanzo, Serena Vestrucci, Italo Zuffi.

 Sergio Breviario, The time machine, 2014, scatto fotografico Polaroid 8.5x10.8cm cad, legno, bretella, 23x26x30cm

Sergio Breviario, The time machine, 2014, scatto fotografico Polaroid 8.5×10.8cm cad, legno, bretella, 23x26x30cm

A Irma Blank è, invece, dedicata Life Line, la mostra organizzata dalla Galleria P420 in cui sarà esposta la serie dei Radical Writings (dai primi anni ’80 fino agli anni ’90) con cui Blank rende ancora più astratto il suo segno rispetto ai cicli precedenti e più chiaro il rapporto che questo intrattiene con il tempo. Mentre con Grand Tour Contemporaneo, la Galleria Enrico Astuni, celebra l’opera di Aldo Mondino, proponendo una selezione di lavori che copre un arco temporale compreso tra la metà degli Anni Sessanta e il 2001, articola dunque attraverso i momenti più importanti della ricerca dell’artista, dalle opere realizzate su fogli quadrettati, alle pitture su linoleum e le sperimentazioni col bronzo, il vetro, la ceramica e il mosaico.

Ciredz, Increasing / Decreasing, 2016. Cemento, terra e matita. 52 cm diametro. Courtesy: MAGMA Gallery.

Ciredz, Increasing / Decreasing, 2016. Cemento, terra e matita. 52 cm diametro. Courtesy: MAGMA Gallery.

Infine, ci piace segnalarvi la mostra Misplaced,  che aprirà il 27 gennaio negli spazi di MAGMA gallery. In mostra una serie di opere inedite dei due giovani artisti cagliaritani, protagonisti della cosiddetta Urban Art: Tellas (n. 1985), considerato da The Urban Contemporary Art Guide tra i 100 migliori artisti emergenti a livello mondiale, e Ciredz (n. 1981), uno degli artisti più innovativi dell’arte astratta urbana italiana. La galleria per l’occasione presenterà anche una grande installazione nella sala principale, composta dai due artisti utilizzando differenti materiali di recupero, in cui il disorientamento, sia geografico che spirituale, e lo stravolgimento del rassicurante rapporto tra uomo e natura, sono rappresentati in maniera potente ed evocativa.

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