L’arte italiana protagonista ad Art Basel

Tornabuoni Art Dadamaino | Il movimento delle cose, 1993 Unlimited in Basel 2015
Tornabuoni Art - Dadamaino, Il movimento delle cose, 1993. Unlimited in Basel 2015. © Art Basel

Ancora poche ore e uno degli appuntamenti fieristici più attesi dell’anno aprirà i battenti. Oggi alle 11 inaugura infatti la 45° edizione dell’Olimpiade del Mondo dell’Arte: Art Basel (Basilea, 18-21 giugno). Ossia la fiera d’arte più importante del pianeta. 224 le gallerie che prenderanno parte all’edizione 2015, provenienti da Nord America, America Latina, Europa, Asia e Africa, per un totale di oltre 4000 artisti rappresentati: da grandi maestri dell’arte moderna alle star dell’ultima generazione. Un appuntamento immancabile nell’agenda di ogni collezionista e che offre una mappa aggiornata dei galleristi e degli artisti più in vista. Forte la squadra italiana in fiera. Il nostro Paese è la 6° nazione per presenze, con 16 gallerie suddivise tra la Hall 2.0 e la 2.1. Mentre la compagine più numerosa è quella statunitense (56), seguita da Regno Unito (25) e Svizzera (24). Gallerie a parte, l’arte italiana, come già a Frieze e alla FIAC, è presente in grande quantità e nelle sezione Unlimited della fiera tre solo show aprono una finestra importante sull’opera di Dadamaino, Emilio Vedova e Gianni Colombo. E l’Italia è presente anche nel Parcours che dalla Fiera di Basilea ci porta in centro città. A dimostrazione di come la produzione artistica italiana sia richiesta dal mercato, nonostante una valorizzazione istituzionale che da noi latita sempre un po’ troppo.

 

Le gallerie italiane in fiera

 

Conoscere le gallerie che partecipano alle principali fiere d’arte del mondo è importante per capire quali sono gli operatori di riferimento su ciascun mercato. Vediamo, quindi, le 16 italiane presenti Art Basel 2015 e quali artisti del nostro Paese portano in Fiera.
La prima che incontriamo è A Arte Invernizzi. Fondata nel 1993 da Epicarmo Invernizzi questa galleria milanese partecipa, già dal 1994, a tutte le più importati fiere di settore: Art Basel, Art Brussels, Art Cologne, Arte Fiera Bologna, Fiac Paris e MiArt. Quest’anno porta a Basilea 15 opere tra le quali 4 di Rodolfo Aricò, 3 di Mario Nigro – due artisti di cui cura anche l’eredità – e 2, rispettivamente, di Dadamaino e Niele Toroni che ritroviamo, con una sola opera, anche nello stand della Galleria Alfonso Artiaco.

Rodolfo Aricò, Senza titolo, 1987-1988. Acrylic on canvas. 220 x 137 cm. Courtesy A arte Invernizzi, Milan. Photo Bruno Bani, Milan

Rodolfo Aricò, Senza titolo, 1987-1988. Acrylic on canvas. 220 x 137 cm. Courtesy A arte Invernizzi, Milan. Photo Bruno Bani, Milan

La galleria di Pozzuoli, nata nel 1986, è una delle realtà storiche del nostro Paese e a Basilea, oltre a Toroni, porta, tra gli altri: Giulio Paolini, Marco Neri, Giovanni Anselmo e Botto & Bruno, duo composto da Gianfranco Botto (n. 1963) e Roberta Bruno (n. 1966). Tutta italiana la squadra della Christian Stein di Milano. Nata nel 1966 a Torino e oggi diretta da Gianfranco Benedetti, la galleria porta in fiera Marco Bagnoli, Domenico Bianchi, Alighiero Boetti, Paolo Canevari, Enrico Castellani, Jannis Kounellis e Michelangelo Pistoletto. E ad Art Basel non poteva certo mancare la Galleria Continua di San Gimignano, un delle realtà italiane più influenti a livello internazionale. Tra i 15 artisti portati in Fiera dai direttori Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo, solo due gli italiani: Michelangelo Pistoletto (2 opere) e Loris Cecchini (1).

Loris Cecchini, Stem systems I, 2015. Polished steel modules
 215 x 140 x 42 cm.  Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins

Loris Cecchini, Stem systems I, 2015. Polished steel modules
 215 x 140 x 42 cm. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins

Da Verona arriva a Basilea la Galleria dello Scudo con una bella selezione di 11 artisti italiani storicizzati: Carla Accardi, Afro, Giacomo Balla, Alberto Burri, Pietro Consagra, Giorgio De Chirico, Giorgio Morandi, Lucio Fontana, Toti Scialoja, Antonio Sanfilippo e Emilio Vedova. Punta quasi solo sui giovani, invece, la Galleria Franco Noero di Torino: Lara Favaretto (n. 1973), Francesco Vezzoli (n. 1971) e Martino Gamper (n. 1971). E su artisti più o meno giovani punta anche la Magazzino di Roma: Massimo Bartolini (n. 1962), Elisabetta Benassi (1966), Gianluca Malgeri (n. 1974), Alessandro Piangiamore (n. 1976) e il duo Vedovamazzei, composto da Stella Scala (n. 1964) e Simeone Crispino (n. 1962).

Vedovamazzei, Vedovamazzei After Thomas Cole / Thomas Cole after Vedovamazzei, 2013 Watercolor on paper, two elements. Each: 140 x 200 cm

Vedovamazzei, Vedovamazzei After Thomas Cole / Thomas Cole after Vedovamazzei, 2013
Watercolor on paper, two elements. Each: 140 x 200 cm

Massimo Bartolini lo ritroviamo anche da Massimo De Carlo, questa volta in compagnia di Diego Perrone (n. 1975) e di Gianfranco Baruchello. Antonio Calderara, Luigi Ghirri e Paolo Gioli sono gli italiani che porta in Fiera la Galleria Massimo Minini di Brescia. Molto più nutrita, invece, la compagina nazionale nello stand della milanese Tega: Agostino Bonalumi, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta, Giorgio Morandi e Giuseppe Uncini.

Giorgio Andreotta Calò, Doggod, 2014. Bronze. Approx 25 x 25 x 20 cm

Giorgio Andreotta Calò, Doggod, 2014. Bronze. Approx 25 x 25 x 20 cm

La Galleria Tucci Russo di Torre Pellice (TO) gioca la sua presenza a Basilea su un bel mix di artisti italiani giovani e storicizzati: Mario Airò (n. 1961), Giovanni Anselmo, Gianni Caravaggio (n. 1968), Francesco Gennari (n. 1973), Mario Merz, Giulio Paolini e Giuseppe Penone. Mentre Vincenzo Agnetti, Yuri Ancarani (n. 1972) e Giorgio Andreotta Calò (n. 1979) sono gli italiani della Galleria ZERO di Milano. Rosa Barba (n. 1972) compare tra le proposte della galleria Giò Marconi e, infine Tornabuoni Arte, in catalogo come galleria francese, porta a Basilea una selezione di opere di: Paolo Scheggi, Dadamaino e Jannis Kounellis. Nessun italiano, invece, tra gli artisti presenti negli spazi delle gallerie Kaufmann Repetto e Raffaella Cortese.

 

Art Basel Unlimited: solo show per Dadamaino, Emilio Vedova e Gianni Colombo

 

Italia protagonista anche di Unlimited, la piattaforma di Art Basel che trascende la tradizionale impostazione fieristica presentando, quest’anno, 74 progetti realizzati dalla gallerie presenti in fiera e curata, per il quarto anno consecutivo, da Gianni Jetzer dell’Hirshhorn Museum e dello Sculpture Garden di Washington D.C. Fin dalla sua introduzione, nel 2000, Unlimited è diventata un elemento chiave della fiera di Basilea, offrendo alle gallerie l’opportunità di presentare lavori su larga scala o esposizioni più ampie che non troverebbero spazio negli stand. Un’opportunità che, quest’anno, si apre anche ai lavori di Dadamaino, Emilio Vedova e Paolo Gioli. La Galleria Tornabuoni presenta in questa sezione, situata nella Hall 1, Il movimento delle cose (1993) di Dadamaino, rara installazione dei suoi lavori monumentali in poliestere.

Emilio Vedova, ...in continuum, 1987-88. Art Basel, sezione Unlimited.

Galleria dello Scudo – Emilio Vedova | … in continuum, 1987/88, Unlimited in Basel 2015 © Art Basel

La Galleria dello Scudo, invece, porta ad Art Basel …in continuum (1987-88): progetto di Emilio Vedova composto da 109 tele di varie dimensioni mai esposto fino ad oggi in modo completo e che adesso invaderà lo spazio architettonico di Basilea. Realizzato alla fine degli anni Ottanta, questo progetto nasce come installazione in continuo divenire, composta da un supporto a terra  sul quale venivano disposte  tele colorate di bianco  su fondo  nero e nere su fondo bianco, fresche di colore; la pittura si trasferiva, così, per compenetrazione e traslazione. Terminato il ciclo,  le tele ottenute vengono disposte sulle pareti in sovrapposizioni parziali, spostabili a piacere, creando la possibilità di variare continuamente l’insieme dell’opera e rivelando quel movimento e quell’indagine sul possibile di infiniti mondi che è motivo ricorrente nell’estetica di Vedova. A Arte Invernizzi, infine, presenta Architettura cacogoniometrica. Ambiente, lavoro sperimentale di Gianni Colombo datato 1984: environment d’artista composto da un insieme di colonne storte realizzate in PVC che fanno vacillare il nostro senso dell’equilibrio e alterano la nostra percezione dello spazio.

 

Piero Golia e Rosa Barba protagonisti del Parcours

 

Ancora arte italiana anche nel programma del Parcours di Art Basel: serie di opere d’arte site-specific installate attorno alla Münsterplatz di Basilea. Al Municipio la Gagosian Gallery e Bortolami presentano Untitled (il male esiste dove gli uomini buoni non fanno nulla) (2005), una ghigliottina a grandezza naturale di Piero Golia (n. 1974).

Piero Golia, Bortolami and Gagosian Gallery, Untitled (Evil exists where good men do nothing), 2005. Courtesy the aritst and the galleries

Piero Golia, Bortolami and Gagosian Gallery, Untitled (Evil exists where good men do nothing), 2005.
Courtesy the aritst and the galleries

Sabato 20, invece, in occasione di Parcours Night – apertura notturna dei Parcours projects – si terrà un programma serale curato da Derieux con performance, tra gli altri, dell’italiana Rosa Barba.

© 2015 – 2017, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

5 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Anche qui manca The Opera…alla prossima edizione…speriamo…http://armellin.blogspot.com

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Nicola sei sempre un puntuale “cronista” di prima pagina del mercato dell’arte.
    Anche questo post è ricco di informazioni e curiosità, ma è davvero interessante come artisti storicizzati da tempo convivono con figure emergenti, tutti raccontati allo stesso modo a testimonianza che “l’arte viene sempre dall’arte”.
    Molto appropriata la compagine italiana di gallerie dislocate in tutto il territorio nazionale a riprova che la “fiammella” ancora c’è…..
    Informerò gli amici del FORUM.
    Per il resto non ti dico più nulla, un caro saluto da estendere alla tua Famiglia.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Grazie Daniele. hai ragione: la “fiammella” c’è ancora ed è un vero peccato che l’Italia spesso la trascuri non sostenendola come, invece, altri Paesi fanno con la propria arte. Penso ad esempio a Vedova: per vedere oltre 100 suoi lavori è necessario andare fino a Basilea, mentre in Italia non se ne sente quasi più parlare. E questo vale anche per tanti altri nomi presenti ad Art Base come in altre fiere. Per non citare i giovani a cui raramente le istituzioni prestano attenzione, togliendoli quel supporto istituzionale che i loro colleghi hanno nei rispettivi Paesi. E su questo sarebbe bello vedere un maggior impegno anche da parte dei nostri collezionisti.

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