Dal M.A.C. a Ketty La Rocca: ecco l’asta Martini di giugno

La sede dello Studio d'Arte Martini a Brescia.
La sede dello Studio d'Arte Martini a Brescia.
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Secondo appuntamento dell’anno per lo Studio d’Arte Martini di Brescia che il 20 e 21 giugno batterà il suo catalogo di arte moderna e contemporanea. 181 lotti che, ancora una volta, non possono che attirare la nostra attenzione su una proposta artistica sempre molto interessante e ricca di spunti per il collezionista attento. Questa volta, peraltro, tra le pieghe del catalogo Martini troviamo anche un po’ di Biennale di Venezia e di Art Basel, con aperture ad artisti che raramente si vedono passare nelle aste (e a dire il vero anche nelle gallerie) nonostante abbiano un posto di primo piano nella storia dell’arte non solo italiana. E’ il caso, ad esempio, di Ketty La Rocca, una delle nostre più importanti artiste contemporanee che, dopo un inizio nell’ambito della Poesia Visiva è stata una delle pioniere della cosiddetta body art, guadagnandosi, peraltro, un fama che è andata ben oltre i nostri confini nazionali.

LOTTO 134. KETTY LA ROCCA - Senza titolo, 1974

LOTTO 134. KETTY LA ROCCA – Senza titolo, 1974

Un’artista che, tra gli anni Sessanta e Settanta, ha avuto rapporti con il Gruppo 70 e ha sviluppato un particolarissimo interesse  per la fotografia, il video e le pratiche performative. Per non parlare dei suoi legami con la neoavanguardia e con il dibattito femminista italiano e internazionale. Di lei Studio Martini offre in asta un bellissimo Senza titolo del 1974 (lotto 134), valutato 20-30.000 euro e che giustamente si guadagna anche la copertina del catalogo. Ma vediamo quali sono, secondo noi, le chicche “nascoste” nelle due sessioni di quest’asta in programma martedì 20 giugno ore 17 (lotto 1-100) e mercoledì 21 giugno ore 17 (lotti 101-180).

 

Una prima sessione dal “cuore” Concreto…

 

E iniziamo dal lotto 19 dove troviamo un artista appartenente alla scuderia della Bortolami Gallery di New York e che raramente si intravede dalle nostre parti (tranne ad Artissima qualche volta): si tratta di Jonathan Meese, artista tedesco portato in Italia per la prima volta dai collezionisti napoletani  Angela e Massimo Lauro che gli organizzarono una personale al Museo Civico Diocesano di Santa Meria dei Servi a Città della Pieve nel lontano 2010. Un artista ritenuto tra i più interessanti della sua generazione (è nato nel 1970) che ha alle spalle un curriculum di tutto rispetto con mostre al Guggenheim e al P.S.1 di New York, al Centre Pompidou di Parigi o all’Hamburger Bahnof di Berlino, tanto per citarne alcune. In catalogo da Martini abbiamo un bel polimaterico su tela del 2004, Die Liebelei, presentato con una stima di 3-4.000 euro.

LOTTO 19. JONATHAN MEESE - Die Liebelei, 2004

LOTTO 19. JONATHAN MEESE – Die Liebelei, 2004

Una decina di lotti (n. 30) si incrocia un piccolo Vedova del 1990, Oltre – 3, valutato 8-10.000 euro. Anche se più interessante mi pare, in questo caso, il lotto successivo: un Senza titolo del 1951 di Gillo Dorfles (lotto 31, stima: 6-7.000 euro) che inaugura una piccola, ma importante, sessione dedicata al M.A.C., Movimento Arte Concreta che Dorfles fonda nel 1948 assieme a Atanasio Soldati, Bruno Munari e Gianni Monnet. Proprio Dorfles, peraltro, darà la definizione di arte concreta, ossia di un’arte «(nata) in contrapposizione alla tanto diffusa voga dell’astrazione – appunto perché non proviene da nessun tentativo di astrazione di oggetti sensibili (…) ma è basata soltanto sulla realizzazione e sull’oggettivazione delle intuizioni degli artisti (…), lontane da ogni significato simbolico, da ogni astrazione formale, e mirante a cogliere solo quei ritmi, quelle cadenze, quegli accordi, di cui è ricco il mondo dei colori».

LOTTO 31. GILLO DORFLES - Senza titolo, 1951

LOTTO 31. GILLO DORFLES – Senza titolo, 1951

Accando a Dorfles, alcuni dei protagonisti della prima mostra del Movimento alla Libreria Salto nel 1948. Tra questi Luigi Veronesi, di cui viene proposta una splendida Composizione diagonale del 1950 (lotto 32, stima 20-25.000 euro); Ideo Pantaleoni con una Composizione del 1954 (lotto 33, stima: 8-10.000  euro) o Atanasio Soldati di cui abbiamo una bella carta nel 1952 (lotto 38) valutata 6-7.000 euro). Più tarda, ma ugualmente interessante, anche la tempera su tela di Mario Nigro, Concetto costruttivo elementare geometrico: linea gialla (anni ’70) che troviamo al lotto 45 (stima: 14-16.000 euro).

LOTTO 32. LUIGI VERONESI - Composizone diagonale, 1950

LOTTO 32. LUIGI VERONESI – Composizone diagonale, 1950

Spostandoci sul versante delle ricerche optical e cinetiche, al lotto 56 incontriamo un lavoro di Francesco Guerrieri del 1963: Ritmo struttura alfa (stima: 10-12.000 euro). Un lavoro che appartiene ad un momento importante della carriera dell’artista scomparso nel 2005, ossia al passaggio tra il Gruppo 63 (1962-63) – fondato assieme alla moglie Lia Drei, Di Luciano e Pizzo – e il Binomio Sperimentale p. (1963-68), che lo vede al fianco della sua compagna. Una copia, quella Guerrieri-Drei, recenemente celebrata al MACRO di Roma in occasione della mostra  Lia Drei / Francesco Guerrieri. La regola e l’emozione 1962-1973 curata da Federica Pirani e Gabriele Simongini.

LOTTO 92. SERGIO DANGELO - Il muro dell'anima, 1952

LOTTO 92. SERGIO DANGELO – Il muro dell’anima, 1952

Passato un bel lavoro di Giovanni Frangi – Canale Lombardo del 1998 (lotto 74) – e un piccolo nucleo di lavori di Aldo Mondino (lotti 76-78) arriviamo al lotto 92 dove si trova Il muro dell’anima, smalto su tela datata 1955 di Sergio Dangelo che nel 1951 fu tra i fondatori della cosiddetta Pittura Nuclere e firmatario, nel 1957, del Manifesto “contro lo stile” insieme a Enrico Baj, Yves Klein, Arnaldo Pomodoro, Giò Pomodoro, Pierre Restany, Piero Manzoni, Paolo Pasotto, Arman e altri. L’opera è valutata 8-10.000 euro.

 

…e il 21 si prosegue tra Cinetica e Pittura Analitica

 

Fa idealmente da trait d’union tra la prima e la seconda sessione l’artista toscano Walter Fusi che dopo aver aderito, negli anni Cinquanta, ai contenuti dell’Informale, dalla fine degli anni Sessanta, a Milano, si avvicinò alle sperimentazioni geometriche e spazialiste, aderendo a una forma di concretismo personalissima, che lo conduce a sperimentare pratiche artistiche capaci di contaminare masse e volumi plastici con i cromatismi vibranti e incantati della sua pittura. E il lavoro in asta da Martini è un bell’esempio proprio di questa sua pratica artistica: 046 – 71 del 1971 (lotto 104, stima: 4-5.000 euro).

LOTTO 104. WALTER FUSI - 046/71, 1971

LOTTO 104. WALTER FUSI – 046/71, 1971

Attorno a Fusi, nei primi 30 lotti di questa seconda sessione, una bella selezione di opere di arte cinetica e optical, tra le quali spiccano il Senza Titolo del 1975 a firma di Horacio Garcia Rossi  (lotto 108, stima: 10-12.000 euro); A14 del 1969 di Winfred Gaul (lotto 109, stima: 8-10.000 euro), ma soprattutto i due lavori di Hans Jorg Glattfeld ai lotti 111 e 112 – PYR 124 del 1969 (stima:  20-25.000 euro) e Senza titolo del 1971(stima 10-12.000 euro) – e Stereo objekt stee 60/2, lavoro del 1976 di Ludwig Wilding (stima  25-35.000,00 euro). Ma la selezione è veramente ampia e merita tutta la vostra attenzione, in particolare per quanto riguarda i lavori di Marcello Morandini, Toni Costa, Edoardo Landi e Getulio Alviani. Tutte opere storiche da non trascurare.

LOTTO 124. LUDWIG WILDING - Stereo objekt sti 60/2, 1976

LOTTO 124. LUDWIG WILDING – Stereo objekt sti 60/2, 1976

Spostandoci a ricerche più recenti, mi piace a questo punto segnalare il lotto 132, dove troviamo un bel senza titolo di Alberto Garutti, artista che lo scorso anno ha “rappresentato” l’Italia nel Parcours di Art Basel. L’opera, del 1987, è stimata 6-7.000 euro. A proposito della fiera di Basilea, subito dopo Garutti, al lotto 133, troviamo anche Paolo Icaro con Graffito verde (io disegno) del 1988 (stima: 12-14.000 euro). Artista, Icaro, che negli ultimi anni ha conosciuto un nuovo momento di gloria e che quest’anno è ad Art Basel grazie alle gallerie P420 di Bologna e Massimo Minini di Bresica. E sempre a Basilea, ci riporta anche Frammenti di un autoritratto anonimo (dal 327° al 379° secondo), opera del 1976 di Carlo Alfano (lotto 135, stima: 7-8.000 euro), artista napoletano scomparso nel 1990 e che in questi giorni, grazie allo Studio Trisorio, è protagonista nella sezione Feature della fiera.

LOTTO 135. CARLO ALFANO - Frammenti di un autoritratto anonimo (dal 327° al 379° secondo), 1976

LOTTO 135. CARLO ALFANO – Frammenti di un autoritratto anonimo (dal 327° al 379° secondo), 1976

Bellissimo il lotto 139:  Mimesi, lavoro del 1970 di Michele Zaza, valutato 30-40.000 euro. Come merita attenzione il Senza titolo del 1972 a firma di Giuseppe Chiari, artista tutto da riscoprire e qui proposto con un lavoro storico stimato 4-5.000 euro. Decisamente sulla cresta dell’onda è, invece, Emilio Isgrò, presente al lotto 150 con Roma tagliente, opera del 2007 stimata 15-20.000 euro. Si arriva così alla parte più “ricca” di questa asta e vera specialità dello Studio d’Arte Martini: la Pittura Analitica, qui rappresentata da tutti i suoi principali esponenti. A cominciare da Paolo Cotani di cui, al lotto 153, abbiamo Bende elastiche + colore, lavoro del 1975 stimato 60-70.000 euro che potrebbe segnare un suo nuovo record d’asta.

LOTTO 144. GIUSEPPE CHIARI - Senza titolo, 1972

LOTTO 144. GIUSEPPE CHIARI – Senza titolo, 1972

Al lotto 153 abbiamo invece Linee orizzontali, opera storica (1973) di Giorgio Griffa, tra i pochi italiani inseriti quest’anno nella mostra centrale della Biennale di Venezia, valutata 30-40.000 euro. Poi, di seguito, una serie di opere dei primi anni Settanta a firma di Marco Gastini, Gianfranco Zappettini, Enzo Cacciola e Elio Marchegiani di cui è proposta Grammatura di colore n. 19 del 1974 proveniente dalla prestigiosa collezione VAF. E non manca neppure Riccardo Guarneri, l’altro analitico inserito in Viva Arte Viva e, perdonatemi la parentesi, sarebbe stato molto più interessante avere in Biennale opere storiche di Griffa e Guarneri come quelle inserite in questo catalogo che non quelle, recentissime, selezionate invece dalla Macel.

LOTTO 153. PAOLO COTANI - Bende elastiche + colore, 1975

LOTTO 153. PAOLO COTANI – Bende elastiche + colore, 1975

Infine, tra le sculture inserite in catalogo, troviamo un Senza Titolo di Pablo Atchugarry al lotto 177 e, soprattutto, al lotto successivo, Luce (stima: 8-10.000 euro), scultura in acciaio inox lucidato a specchio del 2008 creata dall’artista di origini albanesi Helidon Xhixha, salito alle cronache dell’arte nel 2015 con le sue sculture galleggianti alla Biennale di Venezia e che nei prossimi giorni sarà protagonista a Firenze con una mostra personale nella splendida cornice del Giardino di Boboli.

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