Sotheby’s Milano: ecco l’asta di primavera

LOTTO 4 - LUCIO FONTANA, Concetto Spaziale, 1963-64. Olio, squarci e graffiti su tela, oro, (particolare). Courtesy: Sotheby's
LOTTO 4 - LUCIO FONTANA, Concetto Spaziale, 1963-64. Olio, squarci e graffiti su tela, oro (particolare). Courtesy: Sotheby's

Due sessioni, 92 lotti e una bella storia da raccontare. Il 18 e il 19 aprile prossimi Sotheby’s festeggia mezzo secolo di attività in Italia con un’asta primaverile di arte moderna e contemporanea non semplice da decifrare, ma che sembra volersi offrire come trait-d’union tra i due grandi eventi che le fanno da cornice: Miart e il Salone del Mobile. E cuore del catalogo di Palazzo Serbelloni sono infatti un soffitto e una bellissima parete decorata di Lucio Fontana provenienti da una abitazione milanese (Lotto 31, Soffitto: Concetto Spaziale, 1952-54 e Lotto 32, Decorazione parete: Arlecchini, 1954; stima: € 300.000-400.000) che ci ricorda come questo grandissimo artista abbia collaborato con i principali architetti italiani della sua epoca. Un aspetto che spesso sfugge ai più, tanto siamo abituati al binomio Fontana-Tagli.

LOTTO 31 - LUCIO FONTANA, Soffitto: Concetto Spaziale, 1952-54. Due forme in gesso e stucco, illuminazione al neon, cm 350x300, cm 190x190.Courtesy: Sotheby's

LOTTO 31 – LUCIO FONTANA, Soffitto: Concetto Spaziale, 1952-54. Due forme in gesso e stucco, illuminazione al neon, cm 350×300, cm 190×190.Courtesy: Sotheby’s

Come ci ha ricordato la recente mostra all’HangarBicocca dedicata alle sue Ambientazioni, Fontana si è infatti avvicinato più volte, nel corso della sua vita, al mondo dell’architettura spinto dal suo interesse per il rapporto tra spazio, opera e visitatore. E tanti sono i nomi degli architetti e degli studi italiani più importanti della sua epoca, con cui ha lavorato. Tra questi l’architetto e designer milanese Osvaldo Borsani a cui ci riportano le opere in catalogo nella evening sale del 18 aprile prossimo. Già dalla fine degli anni Quaranta fra i due inizia, infatti, una costante collaborazione che durerà per tutti gli anni Cinquanta. Un rapporto esclusivo che permetterà a Fontana di sperimentare nuove tecniche, nuovi materiali e le più disparate soluzioni immaginative in numerosi edifici soprattutto milanesi, non solo abitazioni ma anche negozi, cinema e teatri.

LOTTO 21 - LUCIO FONTANA, Decorazione parete: Arlecchini, 1954. Stucchi colorati, cm 310x410. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 21 – LUCIO FONTANA, Decorazione parete: Arlecchini, 1954. Stucchi colorati, cm 310×410. Courtesy: Sotheby’s

Il motivo degli arlecchini che domina la parte centrale della parete, non può che riportarci alla mente, peraltro, l’arlecchino e il fregio che l’artista, appena rientrato dall’Argentina, realizzò nel 1948 per un piccolo cinema milanese (l’Arlecchino, appunto), esposto ormai 8 anni fa alla Galleria Gian Ferrari. Quello stesso Arlecchino che, sempre in quell’immediato dopoguerra (1947), un giovane Giorgio Strehler mise in scena al Piccolo portando sul palco il goldoniano Servitor di due padorni e facendo della maschera bergamasca un vero e proprio mito. E nelle pieghe della decorazione di questa parete realizza all’alba del “miracolo economico italiano”, sembra riecheggiare questa storia molto milanese, di un Arlecchino che, come racconterà in un secondo momento lo stesso Strehler, «segnava, alla fine della guerra, il ritrovamento di alcuni eterni valori di poesia, era un messaggio di fiducia attraverso la liberazione di un riso più aperto, del gioco più puro».

LOTTO 4 - LUCIO FONTANA, Concetto Spaziale, 1963-64. Olio, squarci e graffiti su tela, oro, cm 55x46. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 4 – LUCIO FONTANA, Concetto Spaziale, 1963-64. Olio, squarci e graffiti su tela, oro, cm 55×46. Courtesy: Sotheby’s

Dallo “sberleffo” di Arlecchino al mix di calma, rigore e serenità ricorrente nell’opera di Fontana e di cui ci dà un bell’esempio un secondo lavoro del padre dello Spazialismo proposto questa volta lotto 4: un Concetto Spaziale del 1963-64 color oro (Stima: € 350.000-450.000). Di quell’oro, come scrive Rossella Siligato, che «accentuando i valori baluginanti della superficie, rende percepibile l’indeterminatezza dello spazio esistenziale e sottrae alla materia il suo volume e il suo peso». E se il top lot della serata di Palazzo Serbelloni e il Concetto Spaziale, Attese al lotto 12 coni suoi quattro fendenti, è quel singolo squarcio che troviamo al n. 37 che a mio avviso rispecchia a pieno il senso di quei tagli e di quei fori che per Fontana rappresentavano «il mistero, l’incognito dell’arte, […] l’attesa di una cosa che deve succedere».

LOTTO 8 - JESÚS RAFAEL SOTO, Fines vibrations en bleu et noir, 1974. acrilico su tavola e metallo con 42 elementi mobili e fili di nylon; tavola cm 80x80x7; elementi mobili con perno cm 24x100. Courtesy: Sotheby's.

LOTTO 8 – JESÚS RAFAEL SOTO, Fines vibrations en bleu et noir, 1974. acrilico su tavola e metallo con 42 elementi mobili e fili di nylon; tavola cm 80x80x7; elementi mobili con perno cm 24×100. Courtesy: Sotheby’s.

Ma lasciamo adesso un po’ da parte Lucio Fontana, fin troppo presente in questo catalogo (sono suoi ben 18 lotti su 92), e diamo uno sguardo alle altre opere che saranno battute nelle due giornate d’asta che Sotheby’s ha preparato per i suoi 50 anni italiani. Sfogliando il catalogo, tra le opere più interessanti non posso non citare Fines Vibrations en bleu et noir del 1974 (Lotto 8, stima: € 180.000-250.000) uno degli esempi massimi della ricerca di Jesús-Rafael Soto, del suo tentativo di intrappolare il movimento perpetuo del reale, le sue pulsazioni, per poi canalizzarle e trasformarle in pure vibrazioni, che si sviluppano verso l’infinito.

LOTTO 20 - FAUSTO MELOTTI, Hotel Dieu, 1967. Ottone, cm 97x53,5x27. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 20 – FAUSTO MELOTTI, Hotel Dieu, 1967. Ottone, cm 97×53,5×27. Courtesy: Sotheby’s

Passati due lavori di Piero Dorazio provenienti da un’importante collezione privata europea, si arriva al lotto 20, dove troviamo una poetica scultura di Fausto Melotti (Hotel Dieu, 1967) che si colloca a metà strada tra i suoi teatrini e le composizioni a tableau che attingono ai suoi lavori su grande scala. Valutata 250-350.000 euro, nel 1976 fu esposta nella celebre mostra “Fausto Melotti” a Parma alla Sala della Pilotta.

LOTTO 23 - SALVATORE SCARPITTA, Bendato, 1960. Bende e tecnica mista, cm 39x49. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 23 – SALVATORE SCARPITTA, Bendato, 1960. Bende e tecnica mista, cm 39×49. Courtesy: Sotheby’s

Al lotto 23 abbiamo invece Bendato (stima: €350-450.000), opera di Salvatore Scarpitta proveniente dalla celebre collezione Ruberl di Francoforte. Dalle larghe fasce sovrapposte intrecciate che formano dinamiche linee di forza e datata 1960 quest’opera è stata esposta per la prima volta in occasione della seconda mostra personale dell’artista nella galleria di Leo Castelli a New York . E’ un’opera che traduce nel colore e nella forza della composizione, energia ed equilibrio insieme.

LOTTO 41 - AFRO, Oltremare, 1969. Olio su tela, cm 120x130. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 41 – AFRO, Oltremare, 1969. Olio su tela, cm 120×130. Courtesy: Sotheby’s

Si incontrano poi due arazzi di Boetti del 1988 valutati entrambi €280.000-350.000 (lotti: 6 e 26) e Una Visione, lavoro di Giulio Paolini del 1973 stimato € 60-80.000 (lotto: 36). Mentre al lotto 42, con una stima di €180-250.000, è proposta Oltremare (1969) una pregevole tela quadrata di Afro proveniente da un’importante collezione privata italiana e recentemente esposta a Palazzo Reale nel 1992. Mentre nella Day Sale del 19 aprile mi piace segnalare l’intrigante tela di Cesare Tacchi, Come è liscia la tua pelle del 1965 (lotto 107, stima: € 40.000-60.000).

LOTTO 107 - CESARE TACCHI, Come è liscia la tua pelle, 1965. Inchiostro su tessuto imbottito e chiodi su tavola, cm 66x84. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 107 – CESARE TACCHI, Come è liscia la tua pelle, 1965. Inchiostro su tessuto imbottito e chiodi su tavola, cm 66×84. Courtesy: Sotheby’s

Esposta nello stesso anno della sua creazione alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, si tratta, come ricorda Gaia Lisa Tacchi, «di un’opera basilare nel percorso artistico di Cesare Tacchi: rappresenta, infatti, il primo quadro sul soggetto “Com’è liscia la tua pelle”, tema sul quale l’artista ha lavorato a più riprese, tratto da un’immagine pubblicitaria dell’epoca». Una perla da non farsi sfuggire. Infine, cogliamo l’occasione per ricordarvi che i lotti saranno esposti a Milano, nella sede di Sotheby’s, a partire da questo sabato (14 aprile). Mentre l’asta si terrà, come detto, il 18 aprile (ore 19.00, l otti 1-46) e il 19 aprile (ore 15.30, lotti 101-147).

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