Dal Mao di Warhol a Picasso. Ecco l’asta di Pandolfini (12 giugno)

Uno scorcio della preview di Pandolfini che aprirà domani al Centro Svizzero di Milano.
Uno scorcio della preview di Pandolfini che aprirà domani al Centro Svizzero di Milano.
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Tutto pronto, al Centro Svizzero di via Palestro a Milano per la preview dell’asta di arte moderna e contemporanea di Pandolfini: circa 350 opere attentamente selezionate per un catalogo che spazia dal primo Novecento al contemporaneo, passando per le correnti degli anni Cinquanta e Sessanta, la pop art italiana, e alcune opere di rilievo internazionale. I lotti, saranno in esposizione da giovedì 8 a domenica 11 giugno prima di essere battuti il 12 giugno in due sessioni, una mattutina (ore 10.30) e una pomeridiana (ore 15.30), dove si concentrano le opere sicuramente più preziose.

LOTTO 203- Agostino Bonalumi, Blu, 1982. Tela estroflessa e tempera vinilica, cm 29,5x30.

LOTTO 203- Agostino Bonalumi, Blu, 1982.
Tela estroflessa e tempera vinilica, cm 29,5×30.

Già tra i primi lotti che saranno battuti nel pomeriggio di lunedì prossimo, infatti, troviamo una graziosa tela estroflessa di Agostino Bonalumi del 1982:  Blu (lotto 203, stima: 8-12.000 euro). E del 1982 è anche la seconda opera di Bonalumi presente in catalogo al lotto 273: Rosso, valutata 50-70.000 euro. Al lotto 205, invece, troviamo la prima tela di Dorazio (Primizia del 1990) che inaugura un’interessante selezione di sue opere di grande formato tra le quali vanno certamente segnalate Cycladic Scuro (lotto 227) del 1982, RA I del 1989-1990 e Aureolina III (lotto 212) del 1984, tre opere a olio su tela valutate rispettivamente per 45-65.000 e 65-85.000 euro e 30-50.000 euro.

LOTTO 227 - Piero Dorazio, “Cycladic” Scuro, 1982. Olio su tela, cm 130x170

LOTTO 227 – Piero Dorazio, “Cycladic” Scuro, 1982. Olio su tela, cm 130×170

Tra le opere più preziose dell’asta Pandolfini, troviamo poi Spazio Elastico (lotto 274, stima: 90-140.000 euro) eseguito nel 1974/75 con molle, elastici, chiodi, spago e smalto su tavola da Gianni Colombo, artista che proprio nei giorni dell’asta sarà tra i protagonisti di Art Basel 2017 con il suo ambiente Spazio curvo (1992), che sarà installato sulla Martinsgasse nell’ambito del Parcours.

LOTTO 274 - Gianni Colombo, Spazio elastico, 1974-75. Molle, elastici, chiodi, spago e smalto su tavola, cm 124x127

LOTTO 274 – Gianni Colombo, Spazio elastico, 1974-75.
Molle, elastici, chiodi, spago e smalto su tavola, cm 124×127

Al lotto 345 troviamo invece Alfabeto senza fine, olio del 1969 di Emilio Scanvino valutato 45-70.000 euro, mentre è inserito in catalogo con una stima di 20-38.000 euro il grande dipinto ad acrilico su tela La mano e il tavolo (lotto 263) che Renato Mambor eseguì nel 1965. Di assoluto pregio è, poi, la Dinamica Circolare 6RR di Marina Apollonio che troviamo al lotto 260: una nitro su perspex con meccanismo rotante del 1966 valutata 20-30.000 euro.

LOTTO 260 - Marina Apollonio, Dinamica Circolare 6RR3, 1966. Nitro su perspex, meccanismo rotante, cm 50x50, diametro cm 40

LOTTO 260 – Marina Apollonio, Dinamica Circolare 6RR3, 1966.
Nitro su perspex, meccanismo rotante, cm 50×50, diametro cm 40

Un’opera, quella dell’Apollonio, che fa il paio con i due lavori di Dadamaino ai lotti 340 e 264: Oggetto ottico-dinamico indeterminato del 1961, realizzato con tessere di alluminio fresato su tavola (stima:  25-35.000 euro), e Volume, tempera su tela bucata del 1960 valutata 25-35.000 euro.

LOTTO 340 - Dadamaino, Oggetto ottico-dinamico indeterminato, 1961. Tessere di alluminio fresato su tavola, cm 50x50

LOTTO 340 – Dadamaino, Oggetto ottico-dinamico indeterminato, 1961.
Tessere di alluminio fresato su tavola, cm 50×50

E’ del 1974, invece, Fatti (lotto 272) di Emilio Isgrò, una china su libro tipografico su tavola inserita in catalogo con una stima di 20-30.000 euro. Dello stesso periodo ricordiamo K12a (lotto 209) del 1975 di Paolo Cotani, autore anche di Tensioni del 2008 (lotto 223). Le due opere, caratterizzate dal gioco di tensioni delle bende elastiche tipico della sua ricerca artistica, sono in catalogo rispettivamente per  5-8.000 e 9-12.000 euro.

LOTTO 209 - Paolo Cotani, K12a, 1975. Acrilico su bande elastiche, cm 100x100

LOTTO 209 – Paolo Cotani, K12a, 1975. Acrilico su bande elastiche, cm 100×100

Degna di nota anche Baiardo in soffitta,  tecnica mista su tela del 1966 di Achille Perilli (lotto 218, stima: 15-25.000 euro) e la storica natura morta del 1958 di Fausto PirandelloLampadine e scatole, un olio su cartone del 1958 pubblicato nel catalogo generale in asta con la stima di 5-8.000 euro. Come non è da trascurare Paesaggio siciliano + aerei caproni (lotto 235, stima: 9-14.000 euro) tela di Giulio D’Anna del 1928/1929 e che appartiene, pertanto, ai primissimi esperimenti di aeropittura dell’artista. Tra le opere futuriste in catalogo certamente una della più interessanti assieme a Aeropittura di Italo Ferro (lotto 234, stima: 7-10.000 euro).

LOTTO 235 - Giulio D'Anna, Paesaggio siciliano + aerei caproni, 1928-29. Olio su tavola, cm 52x46,5

LOTTO 235 – Giulio D’Anna, Paesaggio siciliano + aerei caproni, 1928-29.
Olio su tavola, cm 52×46,5

Non esaltante, sinceramente, la parte dedicata alla Pop Art italiana, mentre di deciso interesse è quella relativa alla Pop americana dove troviamo, al lotto …, la storica wallpaper Mao di Andy Warhol (lotto 321; stima: 60-80.000 euro), la carta da parati che fu realizzata dall’artista appositamente come sfondo di allestimento in occasione della sua personale al Musée Galliera di Parigi nel 1974. Da citare, poi, il piccolo arazzo di Alighiero Boetti al lotto 221:, Attirare l’attenzione del 1989, presentato in catalogo con una stima di 18-22.000 euro. Nonché l’opera T 1982-H49 un acrilico su tela del 1982 di Hans Hartung in catalogo per la cifra di 12.000/18.000 euro.

LOTTO 321 - Andy Warhol, Mao, 1974. serigrafia su carta da parati applicata su tela, cm 183x211,5

LOTTO 321 – Andy Warhol, Mao, 1974.
serigrafia su carta da parati applicata su tela, cm 183×211,5

Notevole, infine, la sezione delle “carte” che chiude la sessione pomeridiana dell’asta Pandolfini (lotti 295-321) e dove spicca, tra le altre, Les Dejeuners, una matita su carta del 1961 di Pablo Picasso (lotto 304; stima: 70-100.000 euro). Il confronto con la celebre opera di Manet è un tema assai caro a Picasso e ricorrente nel suo lavoro, tanto che sul retro di una busta della galleria Simon, con ogni probabilità nel 1932, Picasso scrive: “Alla vista della Colazione sull’erba di Manet intravedo dolori futuri”. E’ però solo dal 1954, allorché Picasso esegue i primi disegni sul tema della colazione, che si concretizza il suo desiderio di “confronto” che a più riprese si ripropone fino agli anni 60.

LOTTO 304 - Pablo Picasso, Les déjeuners, 1961. Matita su carta, cm 27x42.

LOTTO 304 – Pablo Picasso, Les déjeuners, 1961. Matita su carta, cm 27×42.

Notevole anche la matita Nudo di donna a mani giunte del 1917/18 di Amedeo Modigliani (lotto 316) in catalogo a 50-70.000 euro, come il nucleo di quattro opere di Lucio Fontana tra le quali segnaliamo il Concetto Spaziale al lotto 320, stimato 12-16.000 euro. Interessante, infine, è Studio per il maNifesto per la Società Nazionale Gazometri di Milano (lotto 296), una matita e china su carta, in catalogo per 2.500-4.500 euro, che come si legge sul retro era il “bozzetto preliminare per l’arazzo realizzato per il concorso Ali fasciste del 1937”. Il tema fu sviluppato da Depero nel 1934 in occasione della realizzazione del manifesto per la Società Nazionale Gazometri e ripreso nel 1947 per la campagna pubblicitaria degli apparecchi a gas Fargas. Insomma, appuntamento milanese ricco di spunti per Pandolfini che, lo ricordiamo, batterà la sua asta i prossimo 12 giugno al Centro Svizzero di Via Palestro.

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