Aste: uno sguardo ai cataloghi Borromeo, Poleschi e Minerva Auctions

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Novembre è iniziato e il mercato italiano delle aste entra nel suo momento più caldo con le case che hanno già messo online e dato alle stampe i loro cataloghi di arte moderna e contemporanea. Proseguiamo così le nostre “letture” sfogliando, oggi, i cataloghi di Borromeo Studio d’Arte, che batte il 4 novembre, Galleria Poleschi Casa D’Aste che debutta nella sua “partnership” con Ambrosiana casa d’aste e Minerva Auctions che il 16 novembre prossimo propone un interessante catalogo di arte moderna e contemporanea.

 

Aste Borromeo: piccolo è bello

 

Nel suo insieme il catalogo messo insieme dalla casa d’aste Borromeo Studio d’Arte, non è certo di quelli entusiasmanti, ma tra i tantissimi lotti (ben 569) che saranno battuti il 4 novembre prossimo in due sessioni ce ne sono comunque alcuni che meritano attenzione. E’ il caso, ad esempio, della piccola quadrettatura di Aldo Mondino (34×84 cm) presentata al lotto 405 con una stima di 6-6.500 euro e proveniente da una collezione privata savonese.

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Oppure di Intreccio, piccolo ma delizioso lavoro del 1979 in foglia ora su faesite intrecciata e intavolata di Armando Marrocco (lotto 440, stima: 2800-3000 euro). Ma il pezzo più interessante tra quelli in catalogo è, con molta probabilità,  2 voci 263, lavoro del 1966 di Arturo Bonfanti di appena 25×30 cm, che vanta un bel curriculum espositivo e bibliografico e offerto al lotto 504 con una stima di 3500-4000 euro.

 

Il debutto della “coppia” Poleschi/Ambrosiana

 

Prima asta del nuovo corso della Galleria Poleschi Casa D’Aste che si è fusa recentemente con Ambrosiana Casa D’Aste dando vita ad una nuova realtà nel panorama milanese, tra Corso Magenta e Piazza Sant’Ambrogio. Tra i 331 lotti del catalogo che sarà battuto il 7 e 8 novembre, spiccano alcuni lavori di Piero Dorazio di buona fattura e qualche spirale di Crippa degli anni ’50 che sicuramente meritano attenzione. Ma tra tutte le opere selezionate per questa vendita, la nostra attenzione è stata attirata da una “carta assorbente” di Lucio Fontana dal 1951, proposta al lotto 98 con una stima di 40-50.000 euro: Concetto spaziale. Si tratta di uno dei primi esempi di opere realizzate su carta assorbente, uno dei materiali più originali e rappresentativi usati dall’artista proprio a partire dagli anni Cinquanta.

LOTTO 251 - Alberto Burri, Cretto (B), 1971. Acquaforte, acquatinta su carta Fabriano Rosaspina. Cm.67x96.5, Numerazione "64/90"

LOTTO 251 – Alberto Burri, Cretto (B), 1971. Acquaforte, acquatinta su carta Fabriano Rosaspina. Cm.67×96.5, Numerazione “64/90”

Sempre rimanendo nell’ambito delle opere su carta, interessante il Senza titolo del 1971 di Gianfranco Baruchello proposto al lotto 99 (stima: 4.000-8.000 euro) e transitato, negli anni, dalla galleria Schwarz di Milano e dalla galerie Buchholz di Monaco. Pregevole, poi, il Cretto (B) al lotto 251: acquaforte, acquatinta su carta Fabriano Rosaspina di Alberto Burri del 1971 ed esemplare n. 64 di una tiratura di 90. L’opera ha una stima di 11-14000 euro. Infine ci piace segnalare la Superficie sensoriale (1960) di Franco Bemporad al lotto 270 con una stima di 11-14.000 euro.

 

Minerva Auctions: ma che bello quel Viani

 

Delle tre aste prese in esame oggi dalla nostra “lettura catalogo”, la prossima vendita di arte moderna e contemporanea della Casa d’Aste Minerva Auctions, in calendario per il 16 Novembre a Roma, è senza alcun dubbio quella più ricca di spunti. Circa 200 le opere in catalogo, provenienti da diverse collezioni private, con la parte più interessante che m pare si collochi dalla metà in poi dove troviamo, fin da subito, una serie di carte futuriste (lotti 108-120) a firma di Gerardo Dottori e Giacomo Balla, oltre ad alcune piccole tele di Tato. Al di là di questo inserto futurista, il lavoro più bello è sicuramente Le Parigine, intenso e particolare olio su cartone del 1908 di Lorenzo Viani (cm 74×51), esposto e pubblicato nelle maggiori rassegne dedicate all’autore e qui proposto al lotto 147 con una stima di 30-40.000 euro.

 

LOTTO 147 - Lorenzo Viani, Le Parigine, 1908. Olio su cartone, cm 74 x 54. Stima: 30.000-40.000 euro.

LOTTO 147 – Lorenzo Viani, Le Parigine, 1908. Olio su cartone, cm 74 x 54. Stima: 30.000-40.000 euro.

Superata una scultura del 1958-59  di Leoncillo Leonardi in gres smaltato nero (Appunto, lotto 148, stima: 20-30.000 euro), incontriamo quattro opere storiche (lotti 49-152) di Agostino Bonalumi risalenti agli anni Cinquanta e che ci portano agli inizi della sua carriera artistica con lavori giovanili ancora figurativi, per passare da una composizione sperimentale, Fenomeno del 1959 e arrivare ad una delle sue classiche estroflessioni: Senza titolo (1979), presentata al lotto 152 con una stima di  35-50.000 euro. Mentre proviene da una collezione privata che l’ha custodita per 82 anni, Natura morta con cappello di paglia, olio su tela del 1934 di Filippo de Pisis acquisto alla II Quadriennale di Roma nel 1935 e qui proposto al lotto 153 con una stima di 12-18.000 euro.

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Tra le altre opere che meritano attenzione, in una seconda parte d’asta decisamente intensa, troviamo al lotto 155 una rara composizione in metacrilato di Fabio Mauri, Pila a luce solida (1968) stimata 30-40.000 euro e, al lotto 159 una seconda scultura di Leoncillo: Taglio rosso, del 1960, stimato 12-18.000 euro. Mentre nella selezione di Pop Art italiana inserita in asta, spicca un bel monocromo rosso di Mario Schifano: Something else. Piccolo smalto e collage su tela del 1961 ( cm 40×40), stimato 40-60.000 euro.

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