Aste: la rivoluzione si chiama Basezero

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Mancano meno di 50 ore ad un evento che potrebbe entrare negli annali del sistema dell’arte. Sabato 13 dicembre alle ore 10:30 presso lo Spazio Tadini di Milano si terrà, infatti, il primo appuntamento con Basezero, startup del mondo delle aste che punta ad introdurre nel mercato un nuovo format di vendita in cui il prezzo nasce dal basso, ossia dai collezionisti. I 251 lotti in catalogo, tra artisti storicizzati ed emergenti, non hanno né una base d’asta (da cui il nome), né stime di riferimento, né un prezzo di riserva sotto al quale l’opera non verrà venduta. Ogni lavoro, sia che porti la firma del giovanissimo Giulio Rossi (n. 1988) o di Emilio Isgrò, partirà da zero. Come dire: tutti uguali alla partenza, vedremo come andrà al traguardo.
Veri progonisti saranno, quindi, i collezionisti e gli appassionati che in sala, online o al telefono si contenderanno le opere a rilanci di almeno 50 euro e saranno loro, alla fine, a fare il prezzo. Unica cosa in comune con le aste a cui siamo abituati, il buyer’s premium, per il resto anche il martelletto va in pensione con Basezero che ha optato per un più scenografico gong.

 

Eravamo “tre” amici al bar…

 

«Eravamo “tre” amici al bar che volevano cambiare il mondo…» Il mondo in questione è quello dell’arte, gli amici sono, invece, Stefano Baldo, Francesco Palermo e Alessandro Prada. A loro si deve l’ideazione di questa nuova casa d’aste. Tutti collezionisti, i tre di Basezero sono giustamente in fibrillazione nell’attesa della prima asta. Ma già stanno incassando i primi “successi”: «Il 29 novembre, all’inaugurazione del vernissage, c’erano più di 500 persone – mi raccontano al telefono – e anche nei giorni successivi in tanti hanno visitato la mostra delle opere che metteremo in vendita il 13 dicembre prossimo. C’è molta curiosità e qualcuno, sulla scia dell’entusiasmo, si è addirittura offerto di aiutarci gratis».

Francesco Palermo e Alessandro Prada: fondatori di Basezero

Stefano Baldo, Francesco Palermo e Alessandro Prada: fondatori di Basezero

Ma la cosa che li ha stupiti di più è probabilmente la richiesta che gli ha fatto Affordable Art Fair: «Quando hanno saputo della nostra idea – raccontano – ci hanno chiesto di organizzare delle speedy aste di 30 lotti in 30 minuti durante la prossima edizione di Milano e di battere opere, nella stessa occasione, anche per un loro eventuale Charity partner».

 

Obiettivo: trasparenza

 

«Le aste – racontano i fondatori di Basezero – fino a qualche tempo fa erano un mondo per addetti ai lavori o per ricchi. Oggi, invece, grazie anche alle esperienze online, sono divenute uno strumento di acquisto molto più diffuso tra il pubblico che qui compra dai libri all’elettronica. A differenza delle gallerie, poi, dove il prezzo va chiesto e non è mai certo, nelle aste si hanno sempre dei prezzi di riferimento. Con la nostra formula vogliamo cambiare proprio questo: il valore delle opere verrà stabilito dal pubblico che farà le sue offerte in sala o online. Siamo convinti che, in questo modo, si avvicineranno all’acquisto d’arte tanti di quegli appassionati che oggi si trovano ad essere, il più delle volte, solo degli spettatori, pur sognando di possedere un’opera d’arte originale».

Il pubblico affolla il vernissage del 29 novembre che ha aperto l'esposizione dei lotti del primo catalogo di Basezero

Il pubblico affolla il vernissage del 29 novembre che ha aperto l’esposizione dei lotti del primo catalogo di Basezero

Una formula, quella studiata da Basezero, che rappresenta una bella opportunità anche per gli artisti più giovani che, in questo modo, potranno avere delle quotazioni certe e crearsi un primo mercato. E gli storicizzati? Non si corre il rischio di una “svendita”? I tre fondatori della casa d’aste sono sicuri che la “storia avrà il suo peso”: «Recenti esperienze ci hanno dimostrato che opere di artisti storicizzati, pur partendo con prezzi di riserva bassi (in alcuni casi addirittura assenti), hanno abbondantemente superato la stima proposta». Come a dire: se l’opera è bella, il collezionista attento non se la fa sfuggire.

 

Artisti e collezionisti hanno raccolto la sfida

 

L’entusiasmo non ha però contagiato solo il pubblico dell’esposizione. Se molte delle opere in vendita sono state offerte direttamente da vari artisti emergenti, non sono pochi i collezionisti che hanno creduto nel progetto, mettendosi in gioco e affidando alcune loro opere ai quattro di Basezero. «Le opere sono arrivate in una tale quantità – raccontano ancora Stefano Baldo, Francesco Palermo, e Alessandro Prada – che ci siamo trovati costretti ad essere molto selettivi nel costruire il catalogo. Anche perché, al di là di tutto, volevamo offrire al pubblico lotti di buona qualità».

Un momento del vernissage del 29 novembre che ha aperto l'esposizione dei lotti del primo catalogo di Basezero

Un momento del vernissage del 29 novembre che ha aperto l’esposizione dei lotti del primo catalogo di Basezero

E allora, appuntamento il 13 dicembre allo Spazio Tadini in Via Jommelli 24 a Milano per un’asta inedita dove magari potreste anche trovare qualche bel regalo da acquistare in vista del prossimo Natale.

www.basezero.it

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#basezeroaste

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7 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Non sono per niente d'accordo. Chiaramente é solo la mia opinione. Ma Basezero mi ricorda tanto un sei politico di comunista memoria ; non ha senso, la base d'asta serve eccome, per discriminare il valore dal pezzente che ha appena preso in mano una matita dal Maestro che quella matita la tiene in mano da trant'anni. SA http://armellin.blogspot.com

  • Basezero ha detto:

    Vero. Se così fosse. Ma così non è!
    E per fortuna di pezzenti non ne abbiamo incontrati. Solo artisti bravi (chi più, chi meno), con una storia alle spalle (frequentazione accademie, mostre collettive o personali, concorsi) che hanno deciso di mettersi in gioco con quotazioni reali di mercato. Senza la protezione o la sponsorizzazione di galleristi (Per fortuna pochi – gli Dei salvino la categoria) o presunti tali che decidono di pompare questo o quell'altro secondo i propri interessi, e non quelli degli artisti.
    Chiaramente, anche questa è solo un'opinione!
    Che l'Arte sia con voi!

  • Bellissima iniziativa . Quali sono i criteri per poter partecipare .?Grazie e buon lavoro

  • milanoartexpo ha detto:

    Piero Manzoni, Jean-Michel Basquiat o Bepi Romagnoni, tanto per fare i primi tre nomi che mi vengono in mente, non hanno avuto la fortuna di tenere la matita in mano per trent’anni e – di conseguenza – entrano nella lista (stando all’osservazione di Armellin) dei pezzenti e non dei “Maestri”. Conosco Maestri – che insegnano anche in fior di Accademie – che non riescono ancora a comunicare al mondo in maniera fluida la loro “genialità” artistica. E conosco giovani (sotto i 30, per dire) che hanno più idee e capacità tecniche di molti anziani. Il “6 politico” è l’esatto contrario di un’asta come BASEZERO, che mette chi produce un’opera a contatto con il pubblico senza alcuna rete di protezione. La legge “della domanda e dell’offerta” è cruda, dura, ma premia chi riesce a conquistare un pubblico. E poi: basta non parteciparvi per non correre il rischio di vedersi (mamma mia che onta!) superati da qualche giovane….

    Personalmente amo trovarmi al cospetto di un giovane che si dimostra più abile e più intelligente di me: mi capita non di rado e la cosa mi rende ottimista per il futuro di questa Italia in mano ad anziani (naturalmente senza generalizzare) paraculi, corrotti e Maestri della raccomandazione, che hanno sempre meno voglia di lavorare sodo.

  • Francesco Tadini ha detto:

    Piero Manzoni, Jean-Michel Basquiat o Bepi Romagnoni, tanto per fare i primi tre nomi che mi vengono in mente, non hanno avuto la fortuna di tenere la matita in mano per trent’anni e – di conseguenza – entrano nella lista (stando all’osservazione di Armellin) dei pezzenti e non dei “Maestri”. Conosco Maestri – che insegnano anche in fior di Accademie – che non riescono ancora a comunicare al mondo in maniera fluida la loro “genialità” artistica. E conosco giovani (sotto i 30, per dire) che hanno più idee e capacità tecniche di molti anziani. Il “6 politico” è l’esatto contrario di un’asta come BASEZERO, che mette chi produce un’opera a contatto con il pubblico senza alcuna rete di protezione. La legge “della domanda e dell’offerta” è cruda, dura, ma premia chi riesce a conquistare un pubblico. E poi: basta non parteciparvi per non correre il rischio di vedersi (mamma mia che onta!) superati da qualche giovane….
    Personalmente amo trovarmi al cospetto di un giovane che si dimostra più abile e più intelligente di me: mi capita non di rado e la cosa mi rende ottimista per il futuro di questa Italia in mano ad anziani (naturalmente senza generalizzare) paraculi, corrotti e Maestri della raccomandazione, che hanno sempre meno voglia di lavorare sodo.

  • Nando Capobianco ha detto:

    Mi sembra di aver scoperto dei buni samaritani…… l'iniziativa mi interessa, vorrei sapere le modalità di partecipazione, .Grazie se rispondete. Capobianco.

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