Aste: la top 10 degli artisti che guidano il mercato

Da sinistra: Pablo Picasso, Andy Warhol, Claude Monet e Amedeo Modigliani, rispettivamente al 1°, 2°, 3° e 10° posto della Top 10 degli artisti più venduti sul mercato di fascia alta.
Da sinistra: Pablo Picasso, Andy Warhol, Claude Monet e Amedeo Modigliani, rispettivamente al 1°, 2°, 3° e 10° posto della Top 10 degli artisti più venduti sul mercato di fascia alta.
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Da gennaio a settembre di quest’anno la fascia alta del mercato ha raggiunto i 53.8 miliardi di dollari di valore, superando il record del 2014. A determinare questo risultato, una rosa ristrettissima di nomi sempre presenti nei cataloghi delle principali case d’asta. Guidata da Picasso, Andy Warhol e Claude Monet, la top 10 degli artisti che navigano ai piani alti del mercato dell’arte ha totalizzato, da sola, un terzo del suo valore. Amedeo Modigliani è l’unico italiano in classifica.

 

Un mercato selettivo e “ripetitivo”

 

Una nuova stagione di aste si sta per aprire. Mentre il lavoro ferve attorno ai cataloghi delle principali case d’asta internazionali, l’ultimo report di skate’s, leader mondiale dell’art business intelligence, ci consegna il “ritratto” più aggiornato della fascia più alta del mercato dell’arte. Dal rapporto, uscito il 5 settembre scorso, scopriamo così che la vetta del mercato ha raggiunto, nei primi 8 mesi del 2015 l’incredibile valore del 53.8 miliardi di dollari segnando un +6% rispetto al 2014. E a crescere è anche il prezzo d’entrata nella fascia alta, passato da 1.5 milioni di dollari a circa 1.6 milioni. Da gennaio a settembre è aumentata, infine, anche la liquidità del mercato: oltre il 18% del volume totale di questo segmento, infatti, è stato generato da vendite ripetute di opere a firma di uno stesso autore: se calano, infatti, gli artisti con più di un passaggio in asta (592 contro i 603 del 2014), sono sempre di più quelli che possono contare su oltre 5 vendite, passati dai 309 dello scorso anno ai 311 dei primi nove mesi del 2015. E se, complessivamente, sono poco più di 1000 gli artisti che riescono ad entrare in questo club elitario, un terzo del mercato di fascia alta è rappresentato dalle vendite di soli 10 artisti tra i quali l’unico italiano è Amedeo Modigliani di cui, a novembre, andranno all’asta il Portrait de Paulette Jourdain (Sotheby’s, 4 novembre)il celebre Nu couché della collezione Mattioli in catalogo da Christie’s il prossimo 9 novembre. (Leggi -> Il “Nu Couché” di Modigliani in asta da Christie’s).

La top 10 degli artisti che maggiormente hanno contribuito alla crescita della fascia alta del mercato (Fonte: Skate's)

La top 10 degli artisti che maggiormente hanno contribuito alla crescita della fascia alta del mercato (Fonte: Skate’s)

 

Rarità e disponibilità: il segreto del successo

 

Il quadro degli artisti che più contribuiscono al valore totale del mercato dell’arte è, tutto sommato, rassicurante, considerato lo sconcerto che spesso generano alcune opere di giovani under 40 che superano, al primo passaggio in asta, la soglia del milione di dollari. I nomi della top 10 sono, infatti, quelli dei grandi maestri dell’arte moderna e contemporanea e il loro valore economico è generato, in primo luogo, da un indiscusso valore artistico. Certo la speculazione rimane, ma è forse proprio anche il timore di “oscure manovre finanziarie” dietro la messa in vendita degli artisti più giovani, ad orientare il grande collezionismo internazionale verso certi nomi, a testimonianza di un predominare della passione sull’investimento, anche in un mercato che spesso lascia perplessi. Ma dal report pubblicato da Skate’s emerge anche un dato importante che fa capire cosa genera tanti record d’asta: rarità e disponibilità. Una binomio incoerente solo all’apparenza: rara, per sue caratteristiche particolari, deve essere l’opera in catalogo, ma perché un artista abbia un mercato solido deve anche esserci una certa disponibilità di lavori analoghi, così da soddisfare la domanda di un collezionismo che, in fatto di gusti, è spesso molto omologato alle scelte di pochi, grandi acquirenti di brand. Basti pensare che, oggi, il 18% in volume della fascia alta del mercato e il 15% delle vendite è generato da artisti che, durante l’anno, vengono inseriti più volte nei cataloghi. E’, però, la rarità insita nel singolo pezzo a farne lievitare il prezzo. Un esempio su tutti, l’Achrome del 1958-59 di Piero Manzoni venduto per 12.626.500 sterline (incluso buyer’s premium) nell’ultima Italian Sale di Sotheby’s, partendo da una stima di 5-7 milioni di sterline. Di Achrome simili ne esistono altri (un secondo era presente, peraltro, nel catalogo dell’asta di arte italiana di Christie’s), ma quello era l’unico disponibile di una serie di soli nove esemplari delle stesse dimensioni di cui gli altri pezzi fanno parte delle collezioni di alcuni dei musei di arte moderna e contemporanea più importanti del mondo. (Leggi anche -> Italian Sales: l’arte italiana va in “bianco”).

© 2015, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

4 Commenti

  • Stefano Armellin ha detto:

    Caro Maggi, ci sarebbe anche un altro italiano che potrebbe entrare in classifica cioè io, ora consentitemi di contestualizzare l’affermazione, non parlo di me in prima persona non me ne frega niente, sono solo uno strumento. Piuttosto chi é un bravo giornalista serio come Lei potrebbe benissimo aprire una finestra su noi under 50 che abbiamo dei prodotti competitivi ma privi dei giusti supporti. Quindi questa Top 10 esiste per cerchie, clan affiatati di collezionisti desiderosi sì di qualità ma di sicurezza nell’investimento. Ora, visto che si parla di qualità io mi riferisco e chiedo un confronto solo sulle opere dove posso benissimo dimostrare che questi Top 10 davanti al mio Epilogo del Poema visivo del XXI secolo (non pubblicato) sono superati tutti. Dove superare é relativo solo all’invenzione, alla capacità grafica innovativa in sintonia con il nostro tempo e alla reale concretezza del Capolavoro che supera gli altri perché viene per ultimo e i Top 10 sono rigorosamente morti. Ma se sono rigorosamente morti perché alcuni di costoro, oggi, producono ancora di più che se fossero vivi ? Stefano Armellin, http://armellin.blogspot.com Pompei, martedì 15 settembre 2015

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Buongiorno. La ringrazio per il suo commento. Le auguro che presto il sistema dell’arte si accorga dell’alta qualità del suo lavori. Da parte nostra, per scelta editoriale, cerchiamo di evidenziare il lavoro degli artisti italiani nati dopo il 1970. Ma ci sono certamente testate più blasonate della nostra che, capendo il livello della sua opera, le daranno sicuramente spazio, promuovendola in modo più adeguato. Cordiali saluto. Nicola Maggi

      • Stefano Armellin ha detto:

        Grazie.Solitamente le testate più blasonate prima comprendono il valore di un assegno che permette di accedere alla pubblicazione e al giro (poco virtuoso) dei soliti noti. Virna Lisi nel 2004 ha denunciato chiaramente che nel mondo del cinema chi non é di sinistra non lavora, per dirVi che c’é anche questo aspetto…

  • Stefano Armellin ha detto:

    Postille al mio commento : Richter dei Top 10 é l’unico vivo e questo dovrebbe essere un incoraggiamento per noi artisti impegnati a tempo pieno sul Capolavoro puro…

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