Padiglione Germania - "Anne Imhof" | Leone d'Oro per la miglior Partecipazione Nazionale

Biennale di Venezia 2017 — Un bilancio #2: i padiglioni nazionali

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E dopo Viva Arte Viva, ecco il nostro bilancio sui Padiglioni nazionali che risultano molto più creativi della media delle opere presenti nei “transpadiglioni” dell’esposizione principale. Con una Top 10 aggiornata che può aiutarvi nella vostra visita in laguna e far risparmiare un po’ di tempo. Anche se il consiglio, ovviamente, è sempre quello di guardare un po’ tutto.

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Biennale di Venezia 2017 – Un bilancio #1: Viva Arte Viva

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A tre mesi dall’inaugurazione della 57. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia siamo tornati in Laguna per alcune verifiche sulla tenuta del progetto dopo le impressioni riportate a caldo e in cui avevamo cercato di darvi il senso dell’operazione. Ecco così un bilancio delle debolezze e i punti di forza della mostra centrale, Viva Arte Viva, curata da Christine Macel, dedicato a tutti coloro che visiteranno la Biennale di Venezia in autunno.

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Allora&Calzadilla - Track and Field, 2011

L’arte e… il mestiere delle armi

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Le armi, per quanto da sempre rappresentate in contesti pittorici e scultorei, parrebbero essere, come oggetti reali, qualcosa di concettualmente molto lontano dall’“olimpico” mondo dell’arte. In realtà, dalla seconda metà del XX secolo, soprattutto in ambiti performativi e installativi, le armi reali sono diventate parte integrante e “necessaria” di diverse opere.

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Arman

Arman: il ritorno?

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A Roma, fino al 23 luglio, Palazzo Cipolla ospita la più ampia retrospettiva che il nostro paese abbia mai dedicato ad Arman negli ultimi 15 anni: “Arman 1954-2005” curata da Germano Celant. Una mostra che potrebbe contribuire a riportare attenzione su questo arista al momento decisamente sottovalutato.

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Stefano Arienti: Ailanto oro, 2009 e I nomi di Ciserano, 2001. Vista della mostra alla Galleria Civica di Modena.

Stefano Arienti: Antipolvere a Modena

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Alla Galleria Civica di Modena, una retrospettiva ci racconta 25 anni di carriera di Stefano Arienti. Piccola (18 le opere esposte) ma ben costruita, la mostra offre l’occasione per approfondire la conoscenza di un artista da sempre rispettato e apprezzato per la coerenza della sua ricerca.

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Damien Hirst, Andromeda and the Sea Monster, 2017.

Hirst a Venezia: tanto mistero per nulla?

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Hirst arriva a Venezia e ci porta nel dominio del kitsch più puro. I suoi “Treasures from the Wreck of the Unbelievable ” sono una grande delusione che, tra post-modern e post-human, ci propone una teoria di “reperti” archeologici di varia dimensione made in China che starebbero bene a Las Vegas.

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Veduta della mostra di Claudio Olivieri organizzata da Maco Arte all'Arsenale di Venezia nel 2013 - Courtesy Maco Arte

Ricostruire la storia di un’opera: incontro con Maco Arte

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Maco Arte è uno dei progetti di Art Advising & Consulting più interessanti del nostro paese. Un vero e proprio punto di riferimento per il collezionismo italiano, ma anche per tutto colo che hanno bisogno di ricostruire storia e pedigree delle opere, al di là delle semplici autentiche e archiviazioni. Ne abbiamo parlato con Mattia Munari, fondatore e titolare di Maco.

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Damien Hirst al museo Madre di Napoli fotografato vicino all'opera Heaven nel 2010, quando l'artista venne in Italia per l'esposizione, sempre al Madre, dell'opera When Logic Dies del 1991.

Fu vera gloria? Damien Hirst a Venezia (prequel)

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Su Damien Hirst si è detto e scritto di tutto. Giudizi su cui spesso hanno pesato le sue trovate mediatiche e i tanti pregiudizi nati da esse. In vista della grande mostra monografica che aprirà a Venezia il 9 aprile prossimo proviamo a riprendere il filo del discorso e ad affrontare la sua opera da un punto di vista più oggettivo. Per capire come mai alcune opere di Damien Hirst sono diventate icone dell’arte degli anni Novanta e Duemila.

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Ana Lupas - The Solemn Process, 1964-2008

Una gita a… Bucarest: arte contemporanea in Romania

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Dite la verità: cosa conoscete di arte contemporanea romena? Credo che i primi nomi che vengano in mente nel rispondere a questa domanda, per motivi quasi opposti e includendo involontariamente in un arco temporale tutto il Novecento, siano quelli di Constantin Brâncuşi e di Adrian Ghenie. Ecco, allora, un breve viaggio nella scena artistica della Romania, tra musei d’arte contemporanea e le gallerie di tendenza che animano il centro di Bucarest.

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