Opentour 2017: tutti a Bologna a caccia di nuovi talenti

Il pubblico in visita ad Opentour 2017 iniziativa che vede la stretta collaborazione tra le gallerie cittadine e l'Accademia di Belle Arti di Bologna.
Il pubblico in visita ad Opentour 2017 iniziativa che vede la stretta collaborazione tra le gallerie cittadine e l'Accademia di Belle Arti di Bologna.
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Bologna per il secondo anno consecutivo, torna a guardare ai giovani più promettenti della sua Accademia di Belle Arti con  l’iniziativa Opentour 2017, che speriamo diventi presto virale in un tutte le città italiane. Iniziata il 22 giugno scorso con l’apertura in contemporanea delle mostre degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Bologna nelle Gallerie dell’Associazione Gallerie d’arte Ascom Bologna, Opentour è un vero e proprio unicum in Italia, che offre la possibilità agli studenti di entrare per la prima volta nel mondo del loro lavoro, nei luoghi professionali atti alla selezione, alla promozione e alla proposta nel mercato degli artisti contemporanei, le Gallerie d’arte. E proprio per questo, fin dalla prima edizione, questo progetto ha sempre trovato il nostro appoggio.  Anche quest’anno le Gallerie bolognesi hanno collaborato con i docenti dell’Accademia, non solo con la disponibilità ad ospitare nell’ambito di Opentour le mostre all’interno dei propri spazi, ma seguendo in progress il processo di ideazione e sviluppo dell’evento espositivo. Insomma, un’occasione per scoprire qualche nuovo talento, come è successo a noi con Paolo Migliazza che scoprimmo proprio a Bologna lo scorso anno e che abbiamo ritrovato ad Arte Fiera in questo 2017.

L'immagine guida della collettiva (s)Cambio. Alternative Immaginarie, alla galleria Art Forum Contemporary

L’immagine guida della collettiva (s)Cambio. Alternative Immaginarie, alla galleria Art Forum Contemporary

Dieci le gallerie che, anche quest’anno, hanno aderito ad Opentour: Art Forum Contemporary, CAR DRDEDipaoloarte, Galleria Enrico Astuni, Galleria Forni, l’Ariete artecontemporanea, Gallleriapiù, P420, Ottogallery e Galleria Stefano Forni. E se per alcune di loro la mostra allestita non è andata oltre i giorni dell’evento (19-24 giugno), in molti casi le esposizioni sono  divenute dei veri e proprio summer show che rimarranno aperti anche fino alla fine di luglio. E’ il caso, ad esempio, della Art Forum Contemporary che ospita nei suoi spazi, fino al 27 giugno, la collettiva (s)Cambio. Alternative Immaginarie, curata da Stefano Scheda e realizzata in collaborazione con Serena Piccinini e Mona Lisa Tina, e dal 29 giugno al 7 luglio la mostra Il mare interno, curata da Bruno Benussi che presta i lavori dei giovani Mandico Pacenti, Maria Chiara Ziosi, Giorgia Zecca e Daniele di Girolamo.

La galleria CAR DRDE ospita fino al 29 luglio, invece, Points Shop Now Customize. Mostra che unisce le opere di quattro giovani artisti che si pongono l’obiettivo di riflettere sui diversi meccanismi di fruizione di un’opera d’arte e su come questi diventino parte integrante della stessa: Mattia Pajè, Filippo Marzocchi, Mimì Enna e Marco Casella. Percorrendo lo spazio espositivo l’osservatore è portato a relazionarsi con linguaggi che, seppur diversi tra loro, invitano a percepire ulteriori livelli di ricerca e azione nelle opere.

Una vista di Points Shop Now Customize, la mostra ospitata da CAR DRDE in occasione di Opentour 2017.

Una vista di Points Shop Now Customize, la mostra ospitata da CAR DRDE in occasione di Opentour 2017.

I diversi linguaggi utilizzati dagli artisti si presentano come ‘spazi di percezione estesa’ che agiscono sulla nostra comprensione del presente. Ogni singola suggestione di dati spaziali e temporali viene rimessa in discussione coinvolgendo l’osservatore e lo spazio espositivo che si apre alla relazione con i principi di realtà e d’azione presenti nelle opere stesse. Un intervento sonoro diffuso nello spazio supporta la comprensione delle differenti modalità di fruizione delle opere, un’audioguida (voce di Prisca Pizzoli) racconta la mostra accompagnando l’osservatore.

Rimarrà aperta fino al 29 luglio anche la mostra Astratto / Policromo che raccoglie, negli spazi della Dipaoloarte, una selezione di lavori di grafica d’arte realizzati da un selezionato gruppo di giovani artisti internazionali che si confrontano su un progetto ideato insieme alla prof.ssa Maria Agata Amato del Biennio di Specializzazione in Grafica e Stampa d’Arte. Un progetto, quello di Astratto / Policromo, che porta gli artisti a superare i confini della grafica classica sperimentando nuovi percorsi in una ampia e libera ricerca cromatica nel campo dell’astrazione e nel rispetto delle tecniche della tradizione.

L’immagine guida della nostra mostra "Il tempo inevitabile" alla galleria L'Ariete Artecontemporanea. L'immagine integra un disegno di Francesco Ciulli e un frame del video ‘Fitospasmi’ di Virginia Argentero

L’immagine guida della nostra mostra “Il tempo inevitabile” alla galleria L’Ariete Artecontemporanea. L’immagine integra un disegno di Francesco Ciulli e un frame del video ‘Fitospasmi’ di Virginia Argentero

E, ancora, sarà visitabile fino al 25 luglio presso la galleria L’Ariete artecontemporanea l’esposizione: Il Tempo Inevitabile che, sotto la curatela di Eleonora Frattarolo, vede messi a confronto i disegni di Francesco Ciulli e i video di Virginia Argentero. Accomunati da un’analoga propensione al silenzio riflessivo e all’analisi dei dettagli del visibile e dell’invisibile, con il linguaggio del disegno e del video, questi due giovani artisti si fermano sul bordo della dimensione del Tempo. Il Tempo, nel disegno, che sovrasta l’essere umano, mentre scorre nel suo corpo e nella sua mente. Il Tempo, nel video d’artista,  implicato nello spazio, nei colori, nei ritmi della Natura, perenne metafora del senso della vita.

Through è invece il titolo della mostra che, fino al 15 luglio prossimo, sarà in visione presso la Gallleriapiù.  La mostra comprende lavori selezionati degli alunni del secondo anno del triennio di Pittura che hanno frequentato il corso di Linguaggi multimediali tenuto da Lelio Aiello: Sara Castelli, Yongquiang Chen, Daniele Di Girolamo, Joana Feijó, Consuelo Donati, Matilde Freddi, Martina Giovene, Martina Maroncelli, Giordano Secci, Olivia Teglia e Melissa Torelli. Vista la giovane età, che li vede in un momento di transizione e di scoperta di se stessi, a loro è stato chiesto dalla curatrice, Caterina Sinigaglia, di ragionare sul concetto di confine: la linea che non solo separa geograficamente ma definisce concetti, categorie, segna passaggi nelle fasi della vita. Il confine, di norma attraversato in un istante, si espande, si trasforma in luogo ideale per esplorare spazi ibridi, in cui la confusione diviene un’occasione per affrontare i concetti di identità, natura, tempo, per sondarne i limiti mettendoli in crisi.

Daniele Di Girolamo “Inerte”, 2016. Courtesy: Gallleriapiù

Daniele Di Girolamo “Inerte”, 2016. Courtesy: Gallleriapiù

Infine, Tirarsi Fuori, la mostra alla galleria P420 che fino al 29 luglio propone una selezione di studenti dell’accademia a cura di Lelio Aiello e Massimo Marchetti. Le opere esposte sono l’esito del workshop tenuto in accademia da Franco Vaccari e dedicato all’approfondimento di due momenti cruciali che spesso si presentano durante la formazione di un artista: quello originario della “chiamata” e quello del dubbio o, come lo definisce Vaccari, della “palude”.  Se fino all’epoca rinascimentale, infatti,  il percorso per diventare un artista era rigidamente subordinato alla pratica della bottega, nel corso dei secoli successivi l’avviamento a questa particolare professione si è progressivamente svincolato da regole codificate. Ha quindi acquistato più rilievo, nella considerazione generale, il legame con la cosiddetta “vocazione” che andrebbe a collocare questo tipo di scelta nella sfera spirituale.

D’altra parte, una volta iniziato questo percorso, che implica una profonda esplorazione di sé, può essere facile scoprirsi improvvisamente invischiati da un sentimento di incertezza e di disorientamento. In questo frangente si può arrivare a rimettere in discussione tutto e a interrogarsi sulla propria identità, ma, come in un rito di passaggio, se le ragioni iniziali saranno abbastanza solide quello potrà rivelarsi come il momento risolutivo in cui un percorso artistico è iniziato per davvero. I giovani artisti in mostra sono: Sofia Bernardini, Elena Borghi, Paolo Bufalini, Beatrice Della Casa/Alma Fantin, Chiara Prodi/Veronica Billi, Giulia Poppi, Simona Paladino e Luisa Turuani.

Irene Fenara, Le interne differenze, 2017

Irene Fenara, Le interne differenze, 2017

In una seconda stanza, invece, sarà possibile ammirare la mostra Le interne differenze della giovane artista Irene Fenara, la quale racconta la lontananza come appropriazione interiore di un tempo e di un luogo. Una casa che viene dal passato e che cerca uno spazio aperto nel quale restare lontano. Vedute di interni sono il soggetto principale delle fotografie di grande formato che si inseriscono all’interno di un’installazione ambientale.

 

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