Boutique Art Fair: un nuovo trend nel mercato dell’arte europeo

Una vista del parigino Salon du Dessin, la prima fiera europea d'arte contemporanea internamente dedicata al disegno.
Una vista del parigino Salon du Dessin, la prima fiera europea d'arte contemporanea internamente dedicata al disegno.
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La totalità degli esperti nel settore dell’arte è pienamente consapevole delle modalità di funzionamento di una classica fiera d’arte, dalla fase di progettazione iniziale, sino alla messa in scena finale dell’evento. Grandi venues, un elevato – forse, talvolta eccessivo – numero di gallerie partecipanti/selezionate, booths standardizzati – i c.d. white cubes – e la presenza di partner e sponsor d’eccezione, sono le caratteristiche principali delle maggiori fiere d’arte presenti attualmente nel panorama mondiale. Ovviamente, ridurre a una scarna lista gli elementi che possono essere considerati core per quanto concerne la progettazione e il funzionamento delle principali fiere d’arte, può risultare al quanto limitante e fuorviante. Tali tipologie di eventi, che richiedono fasi organizzative e di programmazione non indifferenti, richiamano centinaia di migliaia di partecipanti ogni anno. Nel 2014 le principali 15 fiere d’arte al mondo – superfluo citare ARCO Madrid, Art Basel, FIAC Paris e Frieze London – hanno raggiunto un totale di visitatori che supera di gran lunga il milione.

Un’overview di una delle entrare della fiera Art Basel quest’anno.

Un’overview di una delle entrare della fiera Art Basel quest’anno.

Negli ultimi anni però, a fianco delle numerose fiere che periodicamente accolgono centinaia di gallerie commerciali e spazi no-profit, con lo scopo di aggregare numerosi esperti e professionisti nel campo dell’arte, si sta sviluppando un trend parallelo, ovverosia quello delle cosiddette Boutique Art FairEssenzialmente, le modalità di sviluppo e messa in scena per quanto concerne questi boutique-style event non è molto difforme da quello delle più grandi e affermate fiere d’arte. È presente – la maggior parte delle volte – un selection committee che valuta le numerose proprosal inviate dalle gallerie, è previsto il pagamento di un’application fee, nonché il pagamento di una quota di partecipazione che risulta però meno costosa rispetto alle quote per l’assegnazione di un booth all’interno di fiere più rinomate. Per capire meglio cosa significhi Boutique Art Fair è doveroso citare un importante quotidiano americano, Il New York Times, che in un articolo del 22 maggio 2015 ha riassunto il concetto in poche ed efficaci parole:

[…] fairs that combine quality with manageable scale […]

Difatti, le caratteristiche essenziali di una Boutique Art Fair sono proprio la ridotta quantità di gallerie ammesse e uno standard qualitativo artistico elevato dei lavori presentati. Inoltre, mi sento di poter aggiungere, che anche la venue, ovverosia gli spazi espositivi scelti, ricoprono un ruolo fondamentale nel rendere tali fiere ancora più affascinanti e particolari.

Paramounth Ranch, l’atipica fiera d’arte organizzata nelle montagne di Santa Monica, vicino Los Angeles.

Paramounth Ranch, l’atipica fiera d’arte organizzata nelle montagne di Santa Monica, vicino Los Angeles.

Ciò nonostante, qual è lo scopo primario delle c.d. Boutique Art Fair? Sicuramente, non è plausibile giustificare mediante un unico e solo fine l’esistenza di questa tipologia di eventi. Parafrasando però, quanto dichiarato da un’eminente figura nel campo dell’arte qual è Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, a capo della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, le Boutique Art Fairs danno la possibilità a giovani ed emergenti gallerie, provenienti da tutto il mondo, di partecipare e avere visibilità a livello internazionale. Visibilità che tali gallerie non potrebbero avere in grandi fiere composte da più di 200 partecipanti, in cui è difficile vedere tutto e la qualità, il più delle volte, risulta irregolare. Eventi stimolanti quindi, sia per collezionisti e professionisti nel campo dell’arte, tanto quanto per le stesse gallerie partecipanti.

Tralasciando il continente americano, in cui tale tipologia di eventi è oramai più che affermata, il territorio europeo sta vivendo un vero e proprio periodo di transizione. Fiere come ART-O-RAMA (già alla 10ª edizione), Salon du Dessin (la fiera di Parigi dedicata solo ai disegni), Photo London, NOT FAIR (1ª edizione nel 2016), stanno progressivamente cambiando il classico concetto di Art Fair. Inoltre, da quest’anno, anche in Italia è possibile parlare di Boutique events. Oltre a GRANPALAZZO, evento che si tiene ogni anno nel mese di maggio all’interno Palazzo Rospigliosi in Zagarolo, si è appena concluso, in concomitanza con ARTISSIMA2016, il progetto D-A-M-A, evento creato da Giorgio Galotti e curato da Domenico De Chirico, ispirato alle Città Invisibili di Calvino e tenutosi all’interno del palazzo Saluzzo Paesana nel centro della città di Torino. Il progetto ha dato la possibilità a 10 gallerie, di cui 8 internazionali, di esporre i propri lavori in una venue unica e affascinante. Più di 4500 persone hanno visitato l’evento, tra cui, alcuni dei collezionisti più influenti e importanti d’europa.

Un’overview del booth della Galleria DREI durante il progetto D-A-M-A.

Un’overview del booth della Galleria DREI durante il progetto D-A-M-A.

Una nuova primavera è quindi giunta nel vecchio continente. Non resta che vedere come si svilupperà in futuro il sistema delle fiere d’arte e sperare, che questi due differenti, ma non poi così tanto, tipologie di eventi possano convivere e creare nuove sinergie utili per rilanciare il mercato europeo dell’arte.

© 2016, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

2 Commenti

  • armellin ha detto:

    Una scrematura sulla qualità é necessaria, in quanto ai numeri in Italia : Pompei Scavi ha superato i tre milioni di visitatori e dentro c’é Mitoraj (pure i miei reportage) con proroga della mostra ad aprile 2017 e future contaminazioni con il MADRE di Napoli, perciò l’avanguardia (con la mia The Opera) in Europa si produce da queste parti…tutti invitati…

  • GIACCONE MICHELANGELO ha detto:

    Grazie Alberto, ……… condivido il tuo pensiero per far ripartire l’arte in Europa ed in particolare in Italia.
    Michelangelo

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