Wannenes: occhio a Donghi, Oppi e Kolar

LOTTO 308 - JIRI KOLAR, Quattro - Ritratto, 1969 (particolare). Tela emulsionata, cm 136 x 100. Stima € 10.000 - 15.000. Courtesy: Wannenes
LOTTO 308 - JIRI KOLAR, Quattro - Ritratto, 1969 (particolare). Tela emulsionata, cm 136 x 100. Stima € 10.000 - 15.000. Courtesy: Wannenes

Il mercato italiano, quest’anno, sembra veramente voler fare sul serio. Raramente i cataloghi delle nostre case d’asta sono stati così ricchi di opere interessanti, come ci conferma anche quello messo insieme da Wannenes per la sua asta di giovedì 7 giugno ai Frigoriferi Milanesi a cui dedichiamo la nostra “lettura catalogo” di oggi. 260 i lotti selezionati dal dipartimento di arte moderna e contemporanea guidato da Guido Vitali e Massimo Vecchia, per una tornata unica che si apre, subito, con una serie interessante di opere su carta a firma di Otto Dix, Fortunato Depero e Massimo Campigli. Per proiettarci, poco dopo, nelle atmosfere attonite del nostro Realismo Magico con Ubaldo Oppi, artista ritenuto tra i più importanti esponenti di questa corrente nata in italiana nel 1925 sotto la guida intellettuale di Massimo Bontempelli e di cui il catalogo Wannenes offre, al lotto 205, Nudo alla Finestra (1927-28) con una stima, decisamente interessante, di 4-6.000 euro.

LOTTO 205 - UBALDO OPPI, Nudo alla finestra, 1927/28. Olio su faesite, cm 70 x 47. Stima € 4.000 - 6.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 205 – UBALDO OPPI, Nudo alla finestra, 1927/28. Olio su faesite, cm 70 x 47. Stima € 4.000 – 6.000. Courtesy: Wannenes

Un Realismo Magico che, da tempo lasciato un po’ in disparte nonostante l’altissima qualità pittorica dei suoi rappresentanti, sembra aver ritrovato l’amore del collezionismo con i rinnovati record di Donghi nell’asta di maggio di Christie’s a Milano e di Cagnaccio di San Pietro nell’ultimo appuntamento da Finarte. Peraltro, proprio il 10 maggio scorso, l’Ateneum di Helsinki ha inaugurato la bellissima mostra Fantastico! Arte italiana degli anni venti e trenta, che ripercorre le vicende del Realismo Magico attraverso una selezione di capolavori pittorici provenienti da importanti collezioni pubbliche e private. Di cui sono protagonisti, ovviamente, proprio Ubaldo Oppi, Cagnaccio di San Pietro e Antonio Donghi, di cui Wannenes, al lotto 214 propone uno squisito Vaso di Fiori datato 1936 e presentato con una stima di 40-50.000 euro.

LOTTO 214 - ANTONIO DONGHI, Vaso di fiori, 1936. Olio su tela, cm 50 x 40. Stima € 40.000 - 50.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 214 – ANTONIO DONGHI, Vaso di fiori, 1936. Olio su tela, cm 50 x 40. Stima € 40.000 – 50.000. Courtesy: Wannenes

Un dipinto, questo, che come quello di Oppi poco prima, rispecchia a pieno quello che Alfred H. Barr Jr disse in merito allo stile di questi artisti «servendosi di una perfetta tecnica realistica cercano di rendere plausibili e convincenti le loro visioni improbabili, oniriche o fantastiche». Andando avanti nella nostra lettura, è la volta poi di Filippo De Pisis, altro artista che sta tornano alla ribalta nelle nostre aste e di cui Wannenes offre, in vendita, tra gli altri, Interno di Chiesa del 1930 (lotto 217, stima: 10-15.000 euro).

LOTTO 217 - FILIPPO DE PISIS, Interno di chiesa, 1930. Olio su tela, cm 100,2 x 70,2. Stima € 10.000 - 15.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 217 – FILIPPO DE PISIS, Interno di chiesa, 1930. Olio su tela, cm 100,2 x 70,2. Stima € 10.000 – 15.000. Courtesy: Wannenes

Al lotto 221 abbiamo, invece, Peches sur papier verte, olio del 1949 di Gino Severini (stima: 15-25.000 euro) che sta per essere incluso nell’aggiornamento del Catalogo Ragionato dell’artista, d’imminente pubblicazione. Il catalogo Wannenes scorre giù bene, con un buon ritmo, e tra le opere più interessanti troviamo una bella carta di Piero Manzoni del 1957 (lotto 244, stima: 20-30.000 euro) che inaugura uno dei momenti più interessanti di questa selezione di opere. Si va da una Composizione Astratta di Serge Poliakoff della fine degli anni ’50 (lotto 245, stima: 50-60.000 euro) ad un piccolo Senza titolo del 1959 di Nuvolo (lotto 246, stima: 26-32.000 euro) il cui mercato, per chi scrive, rimane ancora un mistero. L’opera in questione, comunque, è molto bella e proviene dalla recente retrospettiva Nuvolo and Post-War Materiality 1950-1965 alla Di Donna Gallery di New York.

LOTTO 246 - NUVOLO, Senza titolo, 1959. Tela cucita a macchina, cm 50 x 70,5. Stima € 26.000 - 32.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 246 – NUVOLO, Senza titolo, 1959. Tela cucita a macchina, cm 50 x 70,5. Stima € 26.000 – 32.000. Courtesy: Wannenes

Segue una Lacerazione di Agenore Fabbri di grandi dimensioni (cm 260 x 120 x 12) datata 1960 (lotto 247, stima: 20-30.000 euro). Un gioiello, espressione matura di quei legni nelle cui stratificazioni e lacerazioni interne come scrive Claudio Cerritelli, «l’artista fissa i punti di rottura della superficie come possibilità di inventare immagini della precarietà e dell’inquietudine».

LOTTO 247 - AGENORE FABBRI, Lacerazioni, 1960. Tempera su legno, cm 260 x 120 x 12. Stima € 20.000 - 30.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 247 – AGENORE FABBRI, Lacerazioni, 1960. Tempera su legno, cm 260 x 120 x 12. Stima € 20.000 – 30.000. Courtesy: Wannenes

Passato un corposo nucleo di acqueforti di Picasso, il catalogo ci offre poi una preziosa selezione di piccoli lavori di Bruno Munari – celebrato in questi giorni a New York alla Andrew Kreps Gallery che ospita la mostra Bruno Munari Works: 1930 – 1996 tra i quali un Negativo-Positivo del 1950 (lotto 266) e due Composizioni del 1951 (lotti 267-268).

LOTTO 268- BRUNO MUNARI, Composizione, 1951. Tempera su carta, cm 20 x 20. Stima € 2.000 - 3.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 268- BRUNO MUNARI, Composizione, 1951. Tempera su carta, cm 20 x 20. Stima € 2.000 – 3.000. Courtesy: Wannenes

Proseguendo, al lotto 292 troviamo una tecnica mista su carta di Fabio Mauri del 1964 valutata 3-5.000 euro. Mentre al lotto 308 abbiamo Quattro-Ritratto, bellissima tela emulsionata di Jiri Kolar datata 1969 ed esposta nel 1970 alla XXXV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia. Forse una delle opere più belle della seconda parte di quest’asta che a tratti sembra un po’ perdersi anche se non mancano ancora degli acuti, seppur più timidi di quelli evidenziati fin qui. E il caso del lotto 319, dove è proposto un Tricolore del 1971 di Salvo con una stima di 15-20.000 euro.

08 - JIRI KOLAR, Quattro - Ritratto, 1969. Tela emulsionata, cm 136 x 100. Stima € 10.000 - 15.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 308 – JIRI KOLAR, Quattro – Ritratto, 1969. Tela emulsionata, cm 136 x 100. Stima € 10.000 – 15.000. Courtesy: Wannenes

Si arriva così ad una piccola e trascurabile sezione di opere di Pop Art romana (lotti 349-357) e ad un focus su Alighiero Boetti guidato dal lotto 358: Sciogliersi come neve al sole, ricamo su tessuto del 1988 valutato 20-30.000 euro. Ma decisamente più interessante mi pare il Dittico Warhol del 1989 di Franco Vaccari proposto a 8-12.000 euro al lotto 365.

LOTTO 389 - JANNIS KOUNELLIS, Untitled, 2015. Lamina d'acciaio e tela di sacco, cm 100 x 70 Stima € 55.000 - 75.000. Courtesy: Wannenes

LOTTO 389 – JANNIS KOUNELLIS, Untitled, 2015. Lamina d’acciaio e tela di sacco, cm 100 x 70 Stima € 55.000 – 75.000. Courtesy: Wannenes

Per finire con un Untitled datato 2015 di Jannis Kounellis in lamina d’acciaio e tela di sacco proposto al lotto 389 con una stima di 55-75.000 euro. Uno degli ultimi lavori dell’artista scomparso nel 2017 e con cui ci piace chiudere questa nostra lettura di un catalogo a tratti emozionante, ma che nella seconda metà, forse, si spegne un po’ dopo una partenza alla grande.

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