Quattro ragazzi, l’arte e un Ornitorinco per amico

Il Club dell'Ornitorinco: Giulio Vaccher, Tullia Zanella, Enrico Barbetti e Silvia De Leonardis.
Il Club dell'Ornitorinco: Giulio Vaccher, Tullia Zanella, Enrico Barbetti e Silvia De Leonardis.

Si chiamano Giulio, Enrico, Tullia e Silvia. Studiare all’Università li ha fatti conoscere e, come recita il loro sito web, essere guide alla Collezione Guggenheim di Venezia li ha fatti diventare un Club: il Club dell’Ornitorinco, la nuova piattaforma e-learning dedicata all’arte contemporanea. Una giovanissima start-up nata poco più di un anno fa, era il 6 dicembre 2016, e che ha il suo punto di forza in un approccio all’arte decisamente diverso da quello a cui siamo abituati e che spesso allontana più che avvicinare al contemporaneo. E anche per questo il loro progetto ci è piaciuto tantissimo. Non possiamo, infatti, che condividere la loro missione: far amare a tutti l’arte contemporanea partendo dal presupposto che “i dubbi nei confronti dell’arte hanno tutti la stessa dignità e meritano una risposta consapevole” e che “l’arte contemporanea non è diversa dall’arte del passato: è solo più difficile da elaborare“. Ma il Club dell’Ornitorico non è solo un luogo virtuale in cui partecipare a lezioni interattive, corsi online o video. E’ molto di più, come ci spiega in questa chiacchierata Tullia Zanella, Responsabile Marketing e Docente del Club.

Nicola Maggi: Cominciamo dall’inizio… chi è questo Ornitorinco che ci vuole guidare nel fantastico mondo dell’arte contemporanea?

Tullia Zanella: «L’ornitorinco è innanzitutto un simbolo: non è un nome dal marketing facile, ma l’abbiamo scelto proprio per il suo significato simbolico. L’ornitorinco è un animale strano, perché è un mammifero ma depone le uova, ha il corpo da marmotta ma con zampe e becco d’anatra, tutte caratteristiche che non lo fanno rientrare nelle categorie più comuni della zoologia, ma che, anzi, hanno costretto gli esperti a creare una categoria a sé stante. Per noi è proprio questa sua plurivalenza e unicità ad essere importante, perché rispecchia il nostro modo di vedere l’arte contemporanea, che tiene conto delle opere e degli artisti al di là delle categorie e degli stereotipi legati ai movimenti e alle correnti a cui vengono abitualmente ascritti».

 

Il logo del Club dell'OrnitorincoIl logo del Club dell'Ornitorinco

Il logo del Club dell’Ornitorinco

N.M.: La vostra attività principale è quella di creare corsi online d’arte contemporanea, ma con un approccio particolare…

T.Z.: «Per noi l’arte contemporanea si basa su dei presupposti ben precisi, che hanno la propria origine nelle Avanguardie Storiche, quando cioè i fondamenti dell’arte occidentale vengono ridiscussi e cominciano i problemi interpretativi per i non addetti ai lavori, ma non solo. Proviamo a spiegarci meglio: fino quasi alle soglie del Novecento il quadro fu concepito come una finestra che permettesse di riprodurre il mondo a tre dimensioni in cui viviamo su un supporto bidimensionale, la tela, nella maniera più mimetica possibile, attraverso la prospettiva, cercando la maggior aderenza possibile alla natura. Le Avanguardie ridiscutono proprio questo presupposto, e si interrogano invece su come noi guardiamo questa natura, realizzando che la visione oculare non può comprendere tutto quello che esiste e che quindi può essere riportato sulla tela. E’ da qui che prendono le mosse il Cubismo, il Futurismo, il Surrealismo, e gli altri movimenti che rispondono ai cambiamenti e alle scoperte del loro secolo ripensando l’arte, il ruolo dell’artista e i presupposti fino a quel momento ritenuti basilari, a cominciare dalla prospettiva. Ciascuna corrente, ciascun artista porta a esiti diversi, per i quali cerchiamo di fornire un’adeguata chiave di lettura».

L'interfaccia webinar del Club dell'Ornitorinco

L’interfaccia webinar del Club dell’Ornitorinco

N.M.: E il punto di forza del vostro Club sta proprio in questo vostro metodo didattico che nasce tra le pareti della Peggy Guggenheim Collection di Venezia…

T.Z.: «L’esperienza maturata all’interno del museo, prima attraverso un lungo e accurato corso di formazione e poi direttamente a contatto con il pubblico tramite le visite guidate, è stata una palestra fondamentale, che ci ha insegnato a rispondere alle domande più diverse e ai dubbi più diffusi con semplicità e chiarezza. La collezione di per sé poi ci ha permesso di lavorare su alcuni capolavori assoluti dell’arte del secolo scorso, che abbiamo imparato a interrogare in maniera molto precisa, forma dopo forma, linea dopo linea, fino a elaborare un metodo che rimane molto aderente alle opere».

N.M.: Oltre ai corsi, però, organizzate anche delle visite guidate a mostre, diciamo così, un po’ “Speciali”…

T.Z.: «I nostri corsi online non sono assolutamente pensati per sostituire la visita ai musei, perché il contatto con l’opera resta imprescindibile: anzi, i corsi puntano proprio a suscitare la curiosità degli utenti perché poi si rechino a vedere i pezzi dal vivo con una consapevolezza più profonda. Organizziamo quindi alcune visite guidate, in genere una al mese, in mostre o collezioni permanenti dove troviamo i presupposti migliori su cui lavorare, che siano in linea con il nostro metodo ma anche che pongano sfide sempre nuove. Finora ci siamo mossi prevalentemente su Venezia e Bologna, ma con il tempo contiamo di espanderci anche ad altre città».

Visita guidata alla Peggy Guggenheim Collection per la mostra "Picasso. Sulla spiaggia", del 01/10/17

Visita guidata alla Peggy Guggenheim Collection per la mostra “Picasso. Sulla spiaggia”, del 01/10/17

N.M.: Come si fa a partecipare alle vostre iniziative online e offline? 

T.Z.: «E’ molto semplice. Per iscriversi alle nostre visite guidate basta seguirci su Facebook, dove creiamo di volta in volta gli eventi dedicati. Quanto ai corsi poi è sufficiente registrarsi al nostro sito, www.ilclubdellornitorinco.it, scegliere il corso che si vuole seguire e acquistare i crediti. Poco prima del corso, si riceve un’email tramite cui si accede alla nostra aula virtuale, dove si può ascoltare la lezione, ma anche partecipare tramite la chat o chiedendo direttamente la parola».

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