In Context Italian Art: Sotheby’s rivoluziona le Italian Sale

LOTTO 33 - Andy Warhol, Graziella Lonardi, 1973. Stima: 491-655.000 euro. Courtesy: Sotheby's
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Dopo i risultati non brillantissimi dello scorso anno in molti, tra gli osservatori del mercato dell’arte, si erano chiesti se quello delle Italian Sale non fosse ormai un format destinato al tramonto. E la risposta del mercato non si è fatta certo attendere, con Sotheby’s che quest’anno ha lanciato In Context Italian Art, il nuovo capitolo di una saga – quella delle aste londinesi di arte italiana del XX secolo – iniziata nel 1999 e che il prossimo 5 ottobre entrerà in quella che potremmo definire la “fase 2”. A poche ore dall’inaugurazione della preview milanese dell’asta – che aprirà oggi alle 19 nei locali di Palazzo Serbelloni (a Roma arriverà il 22 a Palazzo Odescalchi) – e prima di vedere quali son le opere più interessanti inserite nel catalogo dell’asta londinese, ne parliamo con Claudia Dwek, Chairman del dipartimento europeo di arte contemporanea di Sotheby’s e creatrice, ormai 18 anni fa, delle celebri vendite londinesi di arte italiana. (Leggi -> 16 anni di Italian Sales: il racconto)

 

A Very Smart Move…

 

«In Context Italian Art – mi spiega al telefono Claudia DwekChairman Contemporary Art Europe di Sotheby’s – è la naturale evoluzione delle Italian Sale. Già in passato le cosiddette aste a tema, come quelle dedicate all’arte tedesca o francese, sono servite per valorizzare e portare a certi livelli di quotazione artisti di paesi specifici, ma sono sempre destinate ad avere una durata limitata nel tempo e poi queste opere confluiscono nelle aste maggiori». «Dal 1999 ad oggi – prosegue Dwek – le Italian Sale hanno svolto egregiamente questo compito e l’arte italiana è oggi al centro di un grandissimo interesse da parte del collezionismo internazionale. Allora, dopo 18 anni  ci siamo chiesti come potevamo tutelare quanto ottenuto. Perché, diciamoci la verità, nelle ultime edizioni c’è stata una certa ripetitività nelle opere proposte e questo iniziava ad influenzare i risultati anche se l’interesse per la nostra arte non è venuto mai meno. Era però giunto il momento di rivitalizzarlo, in particolare tra i collezionisti internazionali». (Leggi -> Analisi: Evening Sale Vs Italian Sale)
Claudia Dwek - Chairman Contemporary Art Europe di Sotheby's

Claudia Dwek – Chairman Contemporary Art Europe di Sotheby’s

 
«In Context – prosegue la Chairman del dipartimento di arte contemporanea di Sotheby’s – nasce con questo intento e vuole rimarcare la dimensione internazionale che l’arte italiana del dopoguerra ha avuto fin dal suo nascere; mettendo in evidenza la vivacità e la forza del dialogo, degli scambi e dei rapporti che univano i nostri artisti con i colleghi, ad esempio, del Gruppo Zero che, ultimamente, sta registrando un grande apprezzamento. Molti di questi protagonisti dell’arte del secondo Novecento sono cresciuti artisticamente insieme, come nel caso di Fontana e Camargo». 
 
«Così – aggiunge Claudia Dwek – è nato un catalogo composto da una selezione di opere di altissima qualità che testimoniano questo contesto. E poi abbiamo avuto la fortuna di avere a disposizione una parte della collezione di Ugo Mulas che è anche l’autore delle fotografie usate per illustrare il catalogo e che rappresentano, è proprio il caso di dirlo, il racconto in presa diretta di quei rapporti». E a chi può aver, anche solo per un attimo, temuto che Sotheby’s potesse “mettere da parte” le aste di arte italiana, Claudia Dwek risponde in maniera più che rassicurante: «No, Sotheby’s non ha nessuna intenzione di abbandonare l’arte italiana». «Anzi – precisa la Chairman del dipartimento europeo di arte contemporanea di Sotheby’s  – con In Context Italian Art vogliamo dare ancor più forza al lavoro fatto sino ad oggi.  Anche nel titolo, nato da un’idea di un nostro giovanissimo collaboratore, ho voluto che rimanesse il termine Italian Art, proprio per fugare ogni dubbio sul nostro interesse per l’arte italiana del dopoguerra che è anche la mia grande passione. Poi, ovviamente, in questo lavoro la passione deve fare i conti con la realtà dei fatturati. Devo dire, però, che la mia società mi ha permesso di fare il mio lavoro con grande libertà e i primi feedback che stiamo ricevendo dai nostri principali clienti sono molto positivi. E c’è chi ha commentato la nostra scelta definendola addirittura A very smart move!».

 

In Context: l’affascinante storia di Fontana & Co.

 

Mettere insieme un’asta di qualità non è mai banale; ma raccontare, attraverso un’asta, una storia è forse ancora più complesso. Sotheby’s ci era già riuscita con l’Italian Sale del 17 ottobre del 2014, e non a caso fu una vendita da record. Adesso tenta il bis con In Context Italian Art che il 5 ottobre prossimo, nella sale room di New Bond Street a Londra, offrirà al pubblico una selezione strettissima di 45 opere che per la prima volta nella storia della aste di arte italiana del XX secolo, comprende anche un nucleo di pezzi significativi a firma di artisti europei – circa una decina – messo in stretto dialogo con le opere degli artisti italiani degli stessi anni. E così, la bella Superficie a testure vibratile (1972) di Getulio Alviani (lotto 1; stima: 43.700-65.500 €) che apre la vendita “conversa” con un Untitled di Heinz Mack della metà degli anni Sessanta, archetipo perfetto di quella che fu l’arte del Gruppo Zero, fondato assieme a Otto Piene nel 1958.
LOTTO 1 - Getulio Alviani, Superficie a testure vibratile, 1972. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 1 – Getulio Alviani, Superficie a testure vibratile, 1972. Courtesy: Sotheby’s

E se Enrico Castellani inizia ammiccando a Günther Uecker (lotto 4 e 3), al lotto 7, la sua bella Superficie Rigata del 1961, una delle prime opere incurvate realizzate dall’artista e che anticipa quelle che poi saranno le sue celebri estroflessioni, è messa in stretta relazione con Torsions Mobilo-Static C 54 (lotto 7; stima: 164-219.000 euro) del 1963 di Walter Leblanc che, con la omonima serie, è compagno di ricerca del Gruppo Zero in generale e, in particolare, di Jesus Rafael Soto. L’opera – tra le più importanti del belga – partecipò nel 1963 alla storica mostra ZERO AVANT-GARDE organizzata a Milano nello studio di Lucio Fontana.
LOTTO 4 - Enrico Castellani, Superficie Rigata, 1961. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 4 – Enrico Castellani, Superficie Rigata, 1961. Courtesy: Sotheby’s

E poi Klein, Opalka, Camargo… sono una decina i lavori internazionali selezionati ad hoc per relazionarsi con 36 rare opere di arte italiana del dopoguerra d altri. E se tra i top lot dell’asta troviamo, come da tradizione, due “classici” di Lucio Fontana – un Concetto Spaziale del 1962 con 9 tagli perfetti (lotto 24 stima 1.310-1970.000) e uno rosso, del 1968, che di tagli ne ha invece 3 (lotto 5, stima 1.640-2.190.000 euro); uno dei lavori che trovo più interessanti, all’interno di una proposta veramente eccelsa, è probabilmente, La Silla Barroca (lotto 35, stima: 550-765.000 euro) magnifica scultura sempre a firma del padre dello Spazialismo e proveniente da una collezione sudamericana. Datata 1946, lo stesso anno anno del Manifesto Blanco, questo lavoro è infatticome scrive Crispolti “è un esempio perfetto dell’immaginazione barocca dell’artista”.

LOTTO 35 - Lucio Fontana, Silla Barroca, 1946. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 35 – Lucio Fontana, Silla Barroca, 1946. Courtesy: Sotheby’s

Ma tornando ai dialoghi che animano questa vendita, molto bello è quello tra La Piuma di Fausto Melotti, del 1973 (lotto 11, stima: 240-306.000 euro) e l’Untitled di Alexader Calder  del 1963 (lotto 12, stima: 655-765.000 euro) proveniente dalla collezione di Ugo Mulas di cui quest’asta ci offre un prezioso cammeo che, oltre a Calder, comprende un’opera di Lucio Fontana (lotto 14, Concetto Spaziale, “A Ugo”, pastelli su tela, 1957, stima 820-985.000 euro); una di Mario Schifano (lotto 15, Smalto su Carta – Incidente, 1965, Stima: 110-219.000 euro) e un lavoro di Vincenzo Agnetti (lotto 17, Nudo, “Piacevole e Compiaciuta di farsi fotografare in braccio a se stessa”, acrilico su feltro, 1971; Stima: 110-219.000 euro). Di Mulas, peraltro, sono anche le foto che illustrano il catalogo: bellissime e poetiche.

LOTTO 12 - Alexander Calder, Untiteld, 1963. Dalla Collezione di Ugo Mulas. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 12 – Alexander Calder, Untiteld, 1963. Dalla Collezione di Ugo Mulas. Courtesy: Sotheby’s

Oltre al citato lavoro di Agnetti, sarà poi interessante vedere come sarà recepita L’Orchestra, tela di Marino Marini del 1959; tra i suoi oli più significativi e già incluso nell’importante retrospettiva itinerante nei musei di Rotterdam (1964), Anversa, Roma e Milano (lotto: 36, stima: 655-875.000). Marini fino ad oggi è stato molto apprezzato come scultore, ma la sua attività pittorica è certamente meno nota, tant’è che a Pistoia, come compendio alla mostra Marino Marini. Passioni Visive, la Fondazione Marini ha deciso di dare rilievo proprio al lato pittorico dell’artista pistoiese nella sede del Museo Marino Marini al Palazzo del Tau con una mostra dal titolo Mirò e Marino. I colori del Mediterraneo.

LOTTO 36 - Marino Marini, L'Orchestra, 1959. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 36 – Marino Marini, L’Orchestra, 1959. Courtesy: Sotheby’s

Molto bella anche la luminosa Natura Morta di Giorgio Morandi del 1952 presentata al lotto 10 (est.GBP 700.000-1.000.00, Euro 765.000-1.100.000), prezioso esempio delle sue nature morte con panno giallo. Ma tornando ai “dialoghi” che animano questo catalogo, è storicamente interessante quello tra Lucio Fontana e Sergio Camargo, di cui viene offerto un  esempio molto alto della Serie Relief, Untitled – Relief n.196 (lotto 23, stima: 765-985.000 euro),  datato 1968 ed esposto a Documenta in quello stesso anno.

LOTTO 10 - Giorgio Morandi, Natura morta con panno giallo, 1952. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 10 – Giorgio Morandi, Natura morta con panno giallo, 1952. Courtesy: Sotheby’s

Altra interessante “coppia” del catalogo è costituita da Salvatore Scarpitta e Angelo Savelli. Il primo presente in catalogo con un’opera seminale del 1961: Gunner’s Mate (lotto 40) della Serie delle XFrames esposta nello stesso anno a Los Angeles e a New York da Leo Castelli: dei lavori presenti alla mostra di Castelli questa in asta è l’unico assemblage  sopravvissuto e ha una stima di 765-985.000 euro. Amico di Scarpitta e anch’egli della scuderia di Leo Castelli, Angelo Savelli è presente al lotto 41 in asta Hiroshima III opera che fu realizzata  in occasione delle bella mostra che gli dedicò il PAC di Milano nel 1984 e oggi stimato 65.500-87.500 euro.

LOTTO 40 - Salvatore Scarpitta, Gunner’s Mate, 1965. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 40 – Salvatore Scarpitta, Gunner’s Mate, 1965. Courtesy: Sotheby’s

Due le importanti veline di Michelangelo Pistoletto presenti nella vendita di ottobre di Londra: Tendine Verdi (1966) di Pistoletto, opera molto teatrale della sua celebre Serie dei MirrorPaintings (lotto 20, stima: 437-635.000 euro), e Motociclisti, velina su acciaio del 1967, presentata al lotto 28 con una stima di 1.310.000-1.750.000 euro. Questo quadro specchiante è in sintonia con i modi della Pop Art e le note della Dolce Vita. Ancora Pistoletto firma un raro olio su tela del 1959,  L’Uomo Nero,  acquistato dall’attuale proprietario direttamente da Pistoletto (lotto 39, stima: 219.000-328.000 euro).

LOTTO 28 - Michelangelo Pistoletto, Motociclisti, 1967. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 28 – Michelangelo Pistoletto, Motociclisti, 1967. Courtesy: Sotheby’s

Da citare il lotto 19 dove, con una stima di 1.860.000-2.730.000 euro, troviamo Addizione, Kabul, Afghanistan, vasto, vibrante e scenografico arazzo del 1982 a firma di Alighiero Boetti e parte della preziosa Serie Addizione e Sottrazione, scelto anche come immagine di copertina dell’asta.

LOTTO 19 - Alighiero Boetti, Addizione, Kabul, Afghanistan, 1982. Courtesy: Sotheby's

LOTTO 19 – Alighiero Boetti, Addizione, Kabul, Afghanistan, 1982. Courtesy: Sotheby’s

Mentre al 1983 risale la  Mappa al lotto 30 (stima:  875.000-1.310.000 euro). Mentre “arriva” dalla retrospettiva del 2008 alla Triennale di Milano il Nero Cellotex, datato 1986-1987, di Alberto Burri al lotto 38 (stima: 765.000-1.100.000 euro).

 

Andy Warhol e l’omaggio a Graziella Lonardi

 

La presentazione di In Context Italian Art non può che chiudersi citando il famoso quadruplo ritratto Graziella Lonardi del 1973 di Andy Warhol (est. GBP 450.00-600.000; Euro 491.000-655.000) opera che troviamo al centro, o meglio, al cuore di questa asta costruita, come detto, attorno a quei dialoghi e ai confronti artistici fruttuosi di un mondo dell’arte di cui Graziella Lonardi è stata una protagonista; indomita collezionista e mecenate, amica dei più innovativi artisti italiani e internazionali che mise in contatto creativo fra loro. L’ambiente artistico si è nutrito dei suoi noti “Incontri Internazionali d’Arte” che negli anni ’70 a Palazzo Taverna a Roma mixavano arte avanguardia europea e americana. Vasta eco ebbe la mostra dei film di Warhol che la Lonardi organizzò nel 1973 : il quadruplo ritratto – della Serie dei “Society Portaits” – viene da quel periodo unico di cui la nuova asta di Sotheby’s vuole darci una testimonianza viva.

Nota per il lettore: il catalogo online non è ancora disponibile ma qui si può consultare quello in formato pdf -> In Context Italian Art

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