Da Matt Mullican a Miart: ecco la Milano Art Week 2018

Un particolare dell'immagine guida creata da Prisma per la campagna di comunicazione di Miart 2018
Un particolare dell'immagine guida creata da Prisma per la campagna di comunicazione di Miart 2018
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Di anno in anno la Milano Art Week sta diventando sempre più il Super Bowl degli italiani appassionati d’arte contemporanea: l’evento da non perdere assolutamente, il momento clou della stagione (Biennale permettendo, ovviamente). Ma da dove iniziare? Orientarsi tra i tanti eventi che inaugureranno la prossima settimana non è semplice. E specialmente per chi viene da fuori ci città la parola d’ordine non può essere che “selezione!”. Allora, che selezione sia! Vediamo insieme gli eventi che secondo noi non dovreste  mettere in agenda, anche se, è bene chiarirlo subito: far tutto in giornata è praticamente impossibile.

Una vista di Miart 2017 (foto di repertorio)

Una vista di Miart 2017 (foto di repertorio)

Detto questo iniziamo con i tre appuntamenti della settimana che potremmo definire “immancabili”. Il primo, ovviamente è Miart 2018 (13-15 aprile 2018), ventitreesima edizione della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano organizzata da Fiera Milano e diretta per il secondo anno da Alessandro Rabottini. Con questa nuova edizione la fiera consolida i risultati progressivamente raggiunti negli anni recenti ed entra in una fase di maturità rafforzando ancor di più il suo dialogo tra arte moderna, arte contemporanea e design da collezione. Ben 184 le gallerie internazionali di questa edizione, in rappresentanza di 19 paesi oltre all’Italia. E tra le new entry di questa edizione anche tanti prestigiosi nomi internazionali quali, tra gli altri, Andersen’s Contemporary, Thomas Dane Gallery, Dvir Gallery, Gagosian, Kalfayan Galleries, Peter Kilchmann, Edouard Malingue, ProjecteSD, Almine Rech, Rodeo, Studio Trisorio e Amanda Wilkinson.

Matti Mullican, Veduta della mostra 12 by 2, Villeurbanne, Lione, 2010. Courtesy dell'artista, Mai 36 Galerie, Zurigo. Foto: Blaise Adilon, Lyon.

Matti Mullican, Veduta della mostra 12 by 2, Villeurbanne, Lione, 2010. Courtesy dell’artista, Mai 36 Galerie, Zurigo. Foto: Blaise Adilon, Lyon.

Lasciato il padiglione 3 di Fieramilanocity che ospita Miart, la seconda tappa di questo nostro ideale tour non può che essere il Pirelli HangarBicocca per vedere The Feeling of Things: la più grande mostra personale mai realizzata da Matt Mullican e la sua prima retrospettiva in Italia. Per l’occasione, l’artista ha concepito un’imponente struttura scultorea sulla forma delle sue iconiche cosmologie in cinque colori che occupa quasi completamente i 5.000 metri quadrati dello spazio espositivo delle Navate. I visitatori sono invitati a entrare e a percorrere questa architettura, scoprendo le migliaia di opere esposte al suo interno. Presentando un’ampia selezione di opere dagli anni Settanta a oggi, inclusi dipinti, frottage, bandiere, sculture in vetro, opere su carta, video, light box, opere a pavimento e grandi installazioni, la mostra esplora gli aspetti più ermetici e profondi della vita.

Aakash Nihalani, Fall (2017) Copyright Aakash Nihalani. Courtesy the artist and Wunderkammern Gallery

Aakash Nihalani, Fall (2017) Copyright Aakash Nihalani. Courtesy the artist and Wunderkammern Gallery

Dall’HangarBicocca all’FM Centro per l’Arte Contemporanea che dal 12 aprile presenta The Szechwan Tale. China, Theater and History (Cina, Teatro e Storia), una nuova grande mostra a cura di Marco Scotini – direttore artistico di FM – che si rivolge al contesto cinese, proseguendo la linea d’indagine tracciata con le mostre Non-Aligned Modernity, dedicata all’arte dell’Est Europa, e Il Cacciatore Bianco/The White Hunter, sull’arte africana. La mostra ripercorre la storia delle relazioni tra Oriente e Occidente attraverso i grandi temi del Teatro e della Storia, trattando questi argomenti all’interno di un percorso espositivo unico, concepito come un meta-teatro in cui più di trenta artisti internazionali e cinesi forniscono una decostruzione degli strumenti della macchina teatrale – il pubblico, il sipario, l’attore (l’automa, il puppet, il teatro delle ombre), i costumi e la scenografia (ambiente mutabile e immutabile), il testo e la musica – come metafora di altrettanti fenomeni sociali e del loro carattere storico.

Fin qui tutto facile… poi? Poi si apre il mare magnum delle inaugurazioni nelle gallerie d’arte e in altri spazi, a cui si aggiungono le mostre in corso. Il tutto per un palinsesto immenso di cui trovate il quadro completo sul sito di Miart (veramente ben fatto) -> Eventi in città

Umberto Boccioni, Senza titolo (Studio per La città sale), 1910. Inchiostro su carta. 14x20.5 cm. Courtesy: Collezione Ramo

Umberto Boccioni, Senza titolo (Studio per La città sale), 1910. Inchiostro su carta. 14×20.5 cm. Courtesy: Collezione Ramo

Da parte nostra ci piace segnalarvi alcuni appuntamenti che ci sono sembrati particolarmente interessanti. E’ il caso, ad esempio, della mostra di disegni La città moderna a casa Libeskind, a cura di Irina Zucca Alessandrelli, che inaugurerà il 13 aprile prossimo nell’esclusivo attico di Daniel Libeskind, loft privato dell’architetto a CityLife, Milano. La mostra, che resterà aperta fino al 22 aprile, presenta al pubblico per la prima volta una selezione di lavori provenienti dalla Collezione Ramo di Milano, una delle maggiori raccolte private di opere su carta del XX secolo, iniziata alcuni anni fa dall’imprenditore milanese Giuseppe Rabolini.

Aakash Nihalani, Fall (2017) Copyright Aakash Nihalani. Courtesy the artist and Wunderkammern Gallery

Aakash Nihalani, Fall (2017) Copyright Aakash Nihalani. Courtesy the artist and Wunderkammern Gallery

Una tappa la merita poi la nuova personale di Aakash Nihalani: Tilt, inaugurata qualche giorno fa nella sede milanese della galleria Wunderkammern. Indagando il tema della percezione, Aakash Nihalani si relaziona con lo spazio per dar vita ad un’esperienza unica ed immersiva in cui lo spettatore è chiamato a partecipare attivamente. Per quest’occasione l’artista ha prodotto un’opera site-specific con nastro adesivo e pittura direttamente sulle pareti della galleria. Oltre ad una serie di opere di piccolo formato realizzate con inchiostro e pittura su carta.

JONATHAN MONK | two dozen eggs and a thumbprint - after PM | exhibition view © Loom Gallery & the artist

JONATHAN MONK | two dozen eggs and a thumbprint – after PM | exhibition view © Loom Gallery & the artist

Tra le mostre in corso che potrete visitare anche durante la Milano Art Week c’è poi la particolarissima Two Dozen Eggs and a Thumbprint – After PM, personale alla Loom Gallery di Jonathan Monk che presenta due dozzine (non a caso) di scontrini su cui ha riprodotto il noto uovo con impronta di Piero Manzoni, ricordando il concetto di arte che si divora, dell’arte che paga il conto di una cena al ristorante o di un buon drink al Bar Jamaica.

Una vista della mostra "Racconti Immaginari" di Paolo Ventura presso l'Armani/Silos di Milano. Courtesy: MARCOROSSI artecontemporanea

Una vista della mostra “Racconti Immaginari” di Paolo Ventura presso l’Armani/Silos di Milano. Courtesy: MARCOROSSI artecontemporanea

È dedicata ai Racconti Immaginari di Paolo Ventura la mostra ospitata a Milano presso Armani/Silos. Circa 100 opere, tra fotografie, scenografie e oggetti scelti dall’artista, trasformano l’intero piano terra in un mondo dove spazio e tempo si dilatano e l’immaginario genera il reale.

Uno degli scatti di PHOTOSENSIBILE a cura di Maria Fratelli e Massimo Minini presso Studio Museo Francesco Messina

Uno degli scatti di PHOTOSENSIBILE a cura di Maria Fratelli e Massimo Minini presso Studio Museo Francesco Messina

E particolarissima è anche Photosensible che inaugura il 10 aprile allo Studio Museo Francesco Messina in via San Sisto 4/A e che vede il gallerista Massimo Minini farsi artista ed esporre nello Studio Museo preziose sculture, da Adolfo Wildt a Vanessa Beecroft, selezionate dalla sua collezione personale e accostate alle immagini da lui scattate alle opere. La sensibilità che emerge dai suoi scatti è la stessa che lo ha guidato nella scelta di artisti nazionali e internazionali e qui si manifesta come impulso al fare.

Tony Gum, AmaMpondomise, 2018 | Courtesy of the artist and C-Gallery

Tony Gum, AmaMpondomise, 2018 | Courtesy of the artist and C-Gallery

Infine, chiudiamo questa nostra strettissima selezione delle mostre da vedere durante la Milano Art Week con Rock Cause Analysis, prima mostra personale italiana della giovane artista Sudafricana Tony Gum che ha aperto i battenti questo giovedì alla C-Gallery in Via Privata Giovanni Ventura 6. Esposta, fino al 9 giugno, l’inedita serie Rock Cause Analysis, che illustra l’evoluzione artistica di Tony Gum in termini di approccio e tecnica, e rappresenta donne appartenenti a diverse tribù Xhosa – AmaMfengu, AbaThembu, AmaMpondomise and AmaMpondo – in veste di supreme regnanti. Con questa serie, l’artista esplora l’uso della scultura, ma rimane fedele alla sua peculiare cifra stilistica: l’autoritratto, in cui lei è allo stesso tempo tela e musa.

 

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