Da Milano a Bari: 10 mostre per il ponte del 1° maggio (e non solo)

Laura Lambroni, _Nebulosa rosetta_, tecnica mista su metallo, 2017, 60x40 cm
Laura Lambroni, _Nebulosa rosetta_, tecnica mista su metallo, 2017, 60x40 cm
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La bella stagione è arrivata (tutta insieme, naturalmente) e, sopravvissuti al cambio dell’armadio, è il momento di rilassarsi con qualche bella passeggiata nell’arte. Tante le mostre che in questi giorni hanno aperto o sono in procinto di essere inaugurate. E con un po’ di fortuna (se il tempo non cambia) e grazie ai giorno messi a disposizione da un calendario particolarmente favorevole possiamo partire per le nostre scorribande artistiche. Da parte nostra, come al solito, ecco una selezione di mostre che ci sono sembrate particolarmente interessanti e che, magari, possono essere d’ispirazione per qualche gita fuori porta. Iniziamo da Todi, che fino al 1° luglio 2018 sarà teatro di un grande evento espositivo: la mostra De Prospectiva Pingendi. Nuovi scenari della pittura italiana.

Nicola Samorì, _Il digiuno_, olio su rame, 2014, cm 100 x 100, foto Daniele Casadio

Nicola Samorì, _Il digiuno_, olio su rame, 2014, cm 100 x 100, foto Daniele Casadio

Ospitata in due dei luoghi più prestigiosi della cittadina umbra – la Sala delle Pietre di Palazzo del Popolo e il Palazzo del Vignola – l’esposizione,  curata da Massimo Mattioli, prende idealmente spunto dall’opera di Piero della Francesca ispirata al De pictura di Leon Battista Alberti, che divide in tre ambiti l’approccio alla pittura: il “disegno”, cioè come dipingere le singole figure; la “commensurazio”, ovvero come disporle nello spazio, e il “coloro”, come colorarle. Da queste premesse la mostra si propone di offrire un’ampia panoramica delle nuove modalità, o in via di sviluppo, della pittura italiana, attraverso le opere di quindici artisti italiani giovani o mid-career. Una cinquantina le opere esposte in un percorso che si snoda per oltre 3.000 mq.

Elisabetta Di Maggio, Greetings from Venice, 2018. ph. Matteo De Fina

Elisabetta Di Maggio, Greetings from Venice, 2018. ph. Matteo De Fina

Da Todi spostiamoci poi a Nord, per la precisione a Venezia dove fino al 25 novembre 2018 l’Event Pavilion di T Fondaco dei Tedeschi presenta Greetings from Venice, un’installazione site-specific dell’artista Elisabetta Di Maggio, a cura di Chiara Bertola. Un progetto dalla poetica struggente e avvolgente, che parla del tempo che scorre, dei legami tra i luoghi e le persone e del valore della memoria. In Greetings from Venice l’artista ripensa alla trama bizantina dei mosaici del pavimento della Basilica di San Marco e dei principali edifici veneziani, i cui intrecci eleganti e sinuosi rimandano a un’idea di mappa che lega attimi vissuti, passi, incontri e silenzi. E lo fa dissimulando la solida presenza delle tessere musive con tasselli effimeri, che portano dentro di sé quello stesso concetto di tempo.

Un'opera di Jiří Kolář. All'artista boemo è dedicata a Rimini un'importante retrospettiva

Un’opera di Jiří Kolář. All’artista boemo è dedicata a Rimini un’importante retrospettiva

Per chi pensa di fare una “scappata” al mare, segnaliamo a Rimini la retrospettiva dedicata a Jiří Kolářrealizzata  in concomitanza con la Biennale del Disegno: .JK: l’Acronimo della Bellezza che apre oggi (28 aprile) nella splendida cornice di Castel Sismondo. La mostra, che rimarrà aperta fino al 15 luglio prossimo, conta circa 50 lavori museali del maestro boemo del collage ed è organizzata dalla Galleria Open Art di Prato in collaborazione con il Comune di Rimini.

Simone Lingua, Ninfea, site specific installation, Bagno Vignoni 2018. Ph.: Andrea Rum

Simone Lingua, Ninfea, site specific installation, Bagno Vignoni 2018. Ph.: Andrea Rum

In Toscana, nello storico borgo termale della Val d’Orcia di Bagno Vignoni, in provincia di Siena, domani 29 aprile sarà ufficialmente inaugurata Ninfea, un’installazione site specific dell’artista Simone Lingua che da tempo porta avanti una particolare ricerca sulla percezione che discende dalle ricerche dell’arte cinetica e optical. Curata da Tiziana Tommei, il progetto Ninfea, che si compone di 50 elementi,  ciascuno dei quali assembla base e sostegni in acciaio con dischi in plexiglass cromato e verniciato, sarà allestita all’interno del  celebre “vascone”: vasca termale dall’aura sacrale lunga 49 metri, larga 24 metri e profonda 95 cm, che domina la piazza del piccolo centro.

Ben Patterson Autoritratto 1997 tecnica mista, plexiglass e oggetti su tavola cm 60x60. Courtesy: GMCG Livorno

Ben Patterson, Autoritratto, 1997. Tecnica mista, plexiglass e oggetti su tavola cm 60×60. Courtesy: GMCG Livorno

Sempre in Toscana, ma a Livorno, la Gian Marco Casini Gallery inaugura stasera la mostra personale di Ben Patterson, dal titolo How to be happy. La mostra, che rimarrà aperta fino al 9 giugno prossimo, rende omaggio all’artista americano, scomparso nel 2016 e recentemente protagonista della manifestazione internazionale Documenta 14, con opere che mirano a ricostruire l’atmosfera ironica e festosa che ne ha contraddistinto l’intero percorso artistico.

Rashwan Abdelbaki, Emptiness, 2016. Acrylic on canvas, 120x150. Courtesy: Montoro12 Contemporary Art

Rashwan Abdelbaki, Emptiness, 2016. Acrylic on canvas, 120×150. Courtesy: Montoro12 Contemporary Art

Spostandoci a Roma, la Montoro12 Contemporary Art ospita fino al 15 maggio prossimo (Dis)Figured, una mostra che include dipinti e sculture di Rashwan Abdelbaki (b.1984, Damasco, Siria), Luis Gomez de Teran (1980 Caracas, Venezuela) e Jan van Oost (1961, Deinze, Belgio). Nonostante questi artisti internazionali lavorano con stili notevolmente diversi, sono tutti interessati alla condizione umana, espressa in opere che rappresentano prevalentemente la figura umana, per quanto decostruita. Visivamente seducenti, affascinanti e attraenti, le opere sono capolavori dialettici, che conciliano gli opposti binari, la luce e il buio, la vita e la morte, la tensione e il rilassamento. La loro bellezza sta nell’oscurità della profondità e sotto la superficie.

Teo Pirisi, in arte Moneyless, al lavoro.

Teo Pirisi, in arte Moneyless, al lavoro.

Arrivamo così in Puglia dove la galleria Doppelgaenger di Bari ha da poco inaugurato la mostra personale 2008 – 2018: tesi e ipotesi dell’artista Moneyless. Con questo progetto espositivo a galleria pugliese, una delle nostre migliori realtà di ricerca,  mantiene il legame con l’arte urbana e introduce Teo Pirisi, in arte Moneyless, nella cerchia di artisti che negli ultimi anni hanno realizzato una mostra personale in galleria e in parallelo un’opera muraria dedicata alla città di Bari. L’artista milanese, dagli anni Novanta porta avanti una poetica fondata sull’osservazione delle forze della Natura reinterpretate secondo ipotesi sottoposte a verifica con lo strumento della geometria.

Daniele Galliano, Francesca - 2016 - olio su tela, 30x30cm

Daniele Galliano, Francesca – 2016 – olio su tela, 30x30cm

Scivolando un po’ più addentro al mese di maggio, ecco qualche anticipazione. Il 3 maggio prossimo, ad esempio, il Spazio Nonostantemarras di Milano aprirà la mostra Daniele Galliano. I poeti lavorano di notte, a cura di Francesca Alfano Miglietti. In mostra una selezione di 40 opere tra cui olio su tela, olio su carta, collage, acquerelli e gouache su carta che ripercorrono la carriera artistica di Daniele Galliano, con lavori di piccolo e medio formato che spaziano dagli anni Novanta ad oggi.

Patrick Tabarelli, {v3cF}, watercolor ink on bamboo paper on canvas 70x50 cm

Patrick Tabarelli, {v3cF}, watercolor ink on bamboo paper on canvas 70×50 cm

Nello stesso giorno, sempre a Milano, la galleria Luca Tommasi Arte Contemporanea ospita la mostra di Patrick Tabarelli Ghost in the Machine presso i nuovi spazi della galleria in Via Cola Montano 40. L’esposizione presenta una selezione dei più recenti lavori dell’artista, realizzati con inchiostro ad acqua su carta di bambù o carta cotone intelata. lavori presentati in Ghost in the machine costituiscono il compimento di un ciclo intrapreso negli ultimi due anni. Precisione del tratto e della composizione, ampiezza del formato e suggestione delle forme danno definitiva autonomia alla “pittura metaforica” di Tabarelli. Spiega l’artista: “La mia ricerca si concentra sui meccanismi della creazione e della percezione dell’immagine. Fortemente orientati al processo, i miei lavori sono sempre aperti a una sorta di incertezza percettiva e indagano la relazione tra causa ed effetto, assenza e presenza”.

Carol Rama nel suo studio. Courtesy: MEB Arte Studio

Carol Rama nel suo studio. Courtesy: MEB Arte Studio

A Borgomanero (NO), infine, il MEB Arte Studio inaugurerà, il 5 maggio prossimo, la mostra Carol Rama – Opere su carta 1962-1998. La personale è dedicata ad una selezione di opere eseguite tra il 1962 ed il 1998, attraverso le quali il progetto espositivo, curato da Marco Emilio Bertona, cerca di dare una panoramica generale del lavoro della grande artista torinese.

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