Dalla Fioroni a Mosca ad Agnetti a New York: l’arte italiana sotto gli occhi del mondo

Una vista della mostra "After the Future: The Postwar Italian Avant-Garde" in corso alla Lévy Gorvy di New York.
Una vista della mostra "After the Future: The Postwar Italian Avant-Garde" in corso alla Lévy Gorvy di New York.
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In attesa della grande retrospettiva che la Hauser & Wirth di New York dedicherà, a fine 2018, al nostro Piero Manzoni, di cui sta seguendo la realizzazione del nuovo catalogo ragionato assieme alla Fondazione con cui collabora dal giugno scorso, il calendario delle esposizioni dedicate all’arte italiana si fa sempre più ricco.  Tra gli appuntamenti più interessanti, anche in vista dei prossimi appuntamenti del mercato, la personale moscovita di Giosetta Fioroni, reduce dal suo debutto londinese e quella newyorchese di Vincenzo Agnetti. Ma non sono certo da trascurare le tante mostre e i festival d’arte contemporanea che vedono tra i protagonisti i nostri artisti. Eventi che, in molti casi, potrebbero avere interessanti riflessi sulle prossime aste internazionali e non solo.

 

Da Boetti a Vezzoli: tutto parte da Londra

 

Epicentro di questo costante interesse per l’arte made in Italia: Londra, che si appresta ad ospitare l’ormai tradizionale appuntamento con le autunnali Italian Sale.  E, così, mentre alla Estorik Collection prosegue la mostra Franco Grignani: Art as Design 1950-1990 e Tornabuoni Art dedica un’importante antologica a Alberto Biasi, dagli esordi agli ultimi lavori, la Ben Brown Fine Arts ha inaugurato, il 9 giugno scorso, la sua seconda esposizione dedicata ai lavori su carta di Alighiero Boetti tra i quali spiccano alcuni lavori a biro realizzati tra gli anni Settanta e Ottanta: Mettere al Mondo il Mondo (1973), La Metà e il Doppio (1974) e Quando le Parole Sono Stanche (1982).

Alighiero Boetti, La Metà e il Doppio (Novecentoottantotto - Tremilanovecentocinquantadue), 1976

Alighiero Boetti, La Metà e il Doppio (Novecentoottantotto – Tremilanovecentocinquantadue), 1976

Ancora a Londra, la Repetto Gallery ha inaugurato il 25 giugno scorso la mostra Mediterranean summer by Gio Ponti, ossia 50 anni di storia italiana attraverso i capolavori del design e dell’arte con opere di Lucio Fontana, Leoncillo e Fausto Melotti, oltre ad una selezione di arredi progettati da Gio Ponti. Ma nella capitale britannica sono in arrivo, questo autunno, anche Stefano Arienti a cui la galleria Greengrassi dedicherà una personale a partire dal 15 settembre; i disegni di Vittorio Scarpati, che faranno bella mostra sé allo Studio Voltaire in occasione dalla mostra Putti’s Pudding  e Francesco Vezzoli.

Gatto Rosso e Gatto Blu di Gio Ponti (1956) in rame smaltato.

Gatto Rosso e Gatto Blu di Gio Ponti (1956) in rame smaltato.

L’artista bresciano sarà infatti protagonista di Metafisica da Giardino alla Nahmad Project. La mostra, curata dall’artista, aprirà in battenti il 28 settembre e, per l’occasione, la galleria londinese sarà radicalmente trasformata con i pavimenti che saranno ricoperti d’erba e le pareti che saranno dipinte con murales che riprendono l’iconico motivo delle Piazze d’Italia di Giorgio De Chirico. In esposizione, una serie lavori di De Chirico che vanno dagli anni 1920 al 1970 e alcune opere di Vezzoli, tra le quali Minima idea (Muso Dell’Antichità), con l’obiettivo di creare un dialogo storico dal quale far emergere il ventesimo secolo italiano come parte del presente.

Giorgio De Chirico, Sole sul cavalletto, 1968. Una delle opere che sarà esposta alla Nahmad Projects di Londra in occasione della mostra di Francesco Vezzoli

Giorgio De Chirico, Sole sul cavalletto, 1968. Una delle opere che sarà esposta alla Nahmad Projects di Londra in occasione della mostra di Francesco Vezzoli

Mentre il 4 ottobre, la Luxembourg & Dayan inaugurerà nella sua sede di Savile Row la personale di Gino De Dominicis con lavori provenienti dalla collezione Guntis Brands e che ha l’obiettivo di riposizionare sul mercato internazionale l’opera dell’artista italiano. Tra i lavori che saranno presenti nella galleria londinese anche alcuni dei suoi più importanti ritratti ed autoritratti come Il Pittore e Autoritratto, entrambi dei 1996, il suo ritratto di Gilgamesh del 1988 e Senza titolo (Lady Diana) del 1985.

 

New York celebra Vincenzo Agnetti…

 

Arriva da Londra anche la mostra Vincenzo Agnetti: Territories che la galleria Lévy Gorvy ha trasportato dal n. 22 di Old Bond Street al nunero 909 di Madison Avenue inaugurando il 9 luglio scorso quella che è la prima prima personale dell’artista italiani nella Grande Mela da 25 anni e un modo significativo di celebrare la nuova collaborazione tra la gallerie e l’Archivio Vincenzo Agnetti.

Una vista delle mostra Vincenzo Agnetti: Territories alla Lévy Gorvy di New York.

Una vista delle mostra Vincenzo Agnetti: Territories alla Lévy Gorvy di New York.

Parallelamente alla mostra dedicata ad Agnetti, peraltro, la Lévy Gorvy presenta, al primo piano della sua venue newyorchese, anche After the Future: The Postwar Italian Avant-Garde, con lavori di Alighiero Boetti, Alberto Burri, Enrico Castellani, Jannis Kounellis, Piero Manzoni, Giuseppe Penone, Carol Rama e Gilberto Zorio. Una collettiva, quest’ultima, che punta a contestualizzare il lavoro di Agnetti nel più ampio panorama delle ricerche artistiche italiane dagli anni Cinquanta agli anni Settanta.

 

…e Mosca l’opera di Giosetta Fioroni

 

Tour anche per Giosetta Fioroni che, tra gli esponenti della nostra Pop Art, è certamente quella che sta riscuotendo il successo maggiore a livello internazionale.  Dopo Giosetta Fioroni Silver Year da Partners & Mucciaccia, la sua prima personale londinese; infatti, l’opera dell’artista romana arriva a Mosca dove, il 5 settembre prossimo al MMoMA – Moscow Museum of Modern Art, inaugura The 60s in Rome a cura di Marco Meneguzzo e Pietro Mascitti. La mostra, che lo scorso anno era stata allestita al MARCA di Catanzaro, ripercorre i primi anni della carriera della Fioroni, attraverso settanta tele e carte d’argento realizzate tra gli anni Sessanta e i primi anni Settanta del secolo scorso, momenti cruciali della sua ispirazione.

Il manifesto della mostra che il MMOMA di Mosca sta per dedicare a Giosetta Fioroni.

Il manifesto della mostra che il MMOMA di Mosca sta per dedicare a Giosetta Fioroni.

Se non subirà variazioni rispetto al progetto calabrese, il percorso espositivo sarà inoltre ricco di documenti provenienti dall’Archivio Fioroni, come i bozzetti de “La Spia Ottica”, performance che inaugurò nel 1968 il Festival Il Teatro delle Mostre, i disegni degli abiti di scena per l’opera Carmen, diretta da Alberto Arbasino nel 1967 per il Teatro Comunale di Bologna, i film in Super8 e 16mm del 1967 e le illustrazioni per le copertine di libri.

 

Dalla Collezione Gropello in Francia al Festival di Ptuj in Slovenia

 

Infine, chiudiamo questa nostra rassegna delle mostre di arte italiana nel mondo con And What, for Example, Am I Now Seeing? (Autodisporsi) la mostra che la Galleria Continua ha allestito nella sua sede francese a Les Moulins e dove sono presentate 48 opere provenienti dalla Collezione Gropello che dal 1987 ad oggi ha messo insieme ben 300 pezzi. Tra questi lavori di Alighiero Boetti, Massimo Bartolini, Simone Berti, Maurizio Cattelan, Gino De Dominicis, Tano Festa, Giuseppe Gabellone, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Diego Perrone, Paola Pivi, Pietro RoccaSalva, Serse e Ettore Spalletti. Mentre a Ptuj, in Slovenia, sono tantissimi i talenti italiani protagonisti di ART STAYS, il Festival di Arte Contemporanea inaugurato l’11 luglio scorso. Giunto alla sua 15esima edizione Art Stays è il più grande festival di arte visuale sloveno che quest’anno, intitolato Natur-al(l), si incentra sugli artisti che attraverso la propria opera si pongono in dialogo con la natura.

La locandina di Art Stays a Ptuj in Slovenia con uno scatto di Francesco Jodice in primo piano.

La locandina di Art Stays a Ptuj in Slovenia con uno scatto di Francesco Jodice in primo piano.

Tra i circa 150 artisti ospitati a Ptuj e dintorni tanti sono gli italiani presenti nelle mostre allestite tra il Monastero Domenicano, la City Mihelič Gallery, la Magistrat Gallery, l’Art Stays exhibitions space (Q-center) e le altre sedi. E molti di questi si trovano all’interno della mostra Ground and Cement curata da Carlo Sala ed evento di punta del festival: Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Lapo Binazzi (UFO), Silvia Camporesi, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Mario Giacomelli, Mario Gabinio, Luigi Ghirri, Guido Guidi, William Guerrieri, Francesco Jodice, Ugo La Pietra, Paolo Monti, Ugo Mulas, Luca Maria Patella,  Alessandro Sambini, Vittorio Sella e  Marco Zanta. E italiani sono anche molti degli artisti presenti nella mostra Canone Inverso a cura di Italo Bergantini e Gaia Conti e in Field of Vision di Marika Vicari dove troviamo, ad esempio, la nostra Elisa Bertaglia o Matteo Cremonesi. Insomma, che sia storia o emergente, l’arte italiana continua ad essere in primo piano in tutto il mondo.

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