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Collezionare Fotografia
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I prezzi della fotografia nelle aste internazionali hanno impiegato molto tempo a crescere, ma oggi i lavori di alcuni fotografi raggiungono valori una volta riservati solo ai migliori dipinti. E questo anche se la fotografia, per sua natura, è una forma d’arte riproducibile che può generare multipli. Negli ultimi quindici anni, la fotografia sembra aver raggiunto un pieno riconoscimento come forma d’arte e adesso rappresenta un mercato nel vero senso della parola, anche se questo particolare segmento pesa sul totale del mercato globale dell’arte per lo 0.7%.  Tra i migliori fotografi andati all’asta nel 2014, Cindy Sherman, con Untitled Film Stills (1977) ha raggiunto i 5.9 milioni di dollari nell’asta di Christie’s del 12 novembre scorso a New York. Il miglior risultato dell’anno per quanto riguarda questo segmento. La Sherman, assieme al connazionale Richard Prince e al tedesco Andreas Gursky è oggi ai vertici del mercato. Nel 2014, però, le uniche altre fotografie che hanno superato il milione di dollari sono un lavoro di Gilbert & George e uno di Mike Kelly (morto nel 2012).

 

Cronistoria di un successo

 

Quelli appena citati sono solo alcuni degli indicatori che mettono in evidenza l’ormai conclamato successo della fotografia tra amatori d’arte e collezionisti. Un successo che parte da lontano, se si pensa che il collezionismo di fotografia inizia, praticamente, con la nascita di questo mezzo anche se ancora non si può parlare di un collezionismo rivolto alla fotografia come arte: si raccolgono carte-de-visites, immagini di celebrità e foto di viaggio. Patria di questo proto-collezionismo: l’Inghilterra, dove, già dalla metà dell’Ottocento, la galleria londinese P & D Colnaghi rappresenta il lavoro di fotografi come Roger Fenton e Julia Margaret Cameron.  Sempre a Londra, peraltro, si tiene nel 1854 la prima asta di fotografie. Date, queste, che consegnano all’Inghilterra un vero e proprio primato se si considera che dovrà passare almeno un secolo prima che negli Stati Uniti avvenga qualcosa di simile: la Marshal Sale, prima asta fotografica organizzata dalla Swan Gallery risale, infatti, al 1952.

Date a parte, si può dire che il collezionismo di fotografia sia ormai una realtà consolidata già all’inizio del XX secolo anche se si dovranno attendere gli anni Settanta per veder nascere il mercato della fotografia come lo conosciamo oggi.  In un solo decennio i prezzi delle fotografie quadruplicano e si moltiplicano le mostre dedicate dai musei a questa “giovane” arte, appuntamenti che approfondiscono la conoscenza di questo medium da parte del pubblico la cui attenzione per la fotografia cresce a dismisura.

Negli ultimi decenni, infatti, oltre alle varie sezioni di fotografia aperte presso alcune grandi istituzioni museali, come la galleria Joyce and Robert Menschel, dedicata alla fotografia moderna e contemporanea e inaugurata nel 2007 presso il Metropolitan museum of art (MET) di New York; sono stati creati In Europa diversi musei specifici. Alcuni di questi sono attivi da molti anni: il Centre national de la photographie e il Patrimoine photographique, confluiti nel 2004 nella Galerie nationale du Jeu de Paume, a Parigi, o il Musée de l’Elysée di Losanna, che esiste dal 1985, e, sempre in Svizzera, il Fotomuseum di Winterthur, creato nel 1994. In Italia, abbiamo il Museo nazionale Alinari della fotografia (MNAF), il Fotomuseo Giuseppe Panini a Modena e, dal 2004, esiste anche il Museo di fotografia contemporanea (MFC) a Cinisello Balsamo, che conserva importanti collezioni di autori italiani e stranieri.

Questa attenzione per la fotografia da parte del sistema dell’arte ha un immediato riflesso sul valore di mercato di questo medium: alla metà degli anni Novanta da Sotheby’s l’asta dedicata a Man Ray raggiunge il record del 99% di venduto, contribuendo alla stabilità del mercato; e, arrivando a tempi più recenti, tra il 2012 e il 2013 sono stati decine i nuovi record d’asta stabiliti a New York e a Londra, tanto che alcuni tra i fotografi più importanti figurano ai primi posti anche delle classifiche degli artisti più venduti al mondo. Basti pensare al già citato tedesco Andreas Gursky le cui opere hanno superato i 2.7 milioni di euro o al canadese Jeff Walls i cui lavori, nel 2011, non superavano i 700mila euro e oggi volano sopra i 2 milioni.

Nonostante questi record, la fotografia è uno dei pochi settori dell’arte che è ancora possibile ritenere “accessibile”, almeno dal punto di vista economico. Non è un caso, d’altronde, che la fotografia riesca ad attirare a sé collezionisti abbastanza giovani, tra i 35 e i 40 anni, che decidono di iniziare la loro “carriera” partendo proprio da opere fotografiche.

 

Una guida per avvicinarsi alla fotografia

 

Sfortunatamente, “accessibile” non sempre fa rima con  “comprensibile”: come molto spesso succede nel mondo dell’arte, anche il mercato della fotografia è guidato da una serie di regole non scritte che però è fondamentale conoscere per potersi muovere con sicurezza e piacere in questo mondo. Da questa considerazione nasce l’idea di questa guida che Collezione da Tiffany, il primo blog italiano dedicato al collezionismo d’arte contemporanea, pubblica con l’obiettivo di avvicinare quanti più appassionati possibili a questa forma d’arte e di dare il proprio contributo per il decollo di un mercato della fotografia che sia chiaro e trasparante. Decollo che non può prescindere dal coinvolgere i collezionisti di arte contemporanea.

 

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