Fare arte in Italia #4: il collettivo Site Specific

Sasha Vinci & Mariagrazia Galesi, Cosa Vedi?, 2013. Performance urbana città di Scicli.
Sasha Vinci & Mariagrazia Galesi, Cosa Vedi?, 2013. Performance urbana città di Scicli.
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Site Specific è una realtà indipendente nata nel 2013 nella città siciliana di Scicli, riconosciuta Patrimonio UNESCO;  un collettivo di artisti e professionisti che si confrontano e creano idee e progetti per raggiungere attraverso l’arte obiettivi comuni, spinti dall’urgenza di un rinnovamento culturale. E proprio con il fondatore e direttore artistico di questo gruppo, l’artista Sasha Vinci, si chiude la nostro indagine sul rapporto tra le pratiche artistiche contemporanee e i contesti storici.

Nicola Maggi:  Come si fa arte contemporanea nei centri storici del nostro paese?

Sasha Vinci: «Vertigine. Sensazione di instabilità e disorientamento. Questo avverto quando osservo la realtà che mi circonda, velata da una cortina di dubbi e incertezze. Perché?… Forse, non riusciamo più a rischiare nell’abisso? Ri-scoprire il senso vero dell’azione? Non mi sono mai chiesto come fare arte, come creare un’opera, come organizzare un evento; concetti, forme, immagini germogliano in modo spontaneo, istintivo, libero. Le idee si manifestano e tutto si sviluppa naturalmente. La domanda che oggi echeggia nella mia mente è un’altra: Come si fa a ridare fiato alla società? Oggi rimaniamo inermi di fronte agli illogici andamenti sociali, osserviamo con indifferenza il nostro futuro che lentamente si assottiglia. Siamo schiacciati sul presente, incapaci di reagire. Percepisco un’urgenza, non quella di annientare in modo violento un vecchio sistema, ma recuperare il senso profondo della parola Politica, ritrovando fiducia e desiderio per sconfiggere col pensiero innovativo dell’arte la corruzione. Alla domanda: “Come si fa arte contemporanea nei centri storici del nostro paese?”, sento di rispondere con una riflessione che ho scritto qualche anno fa: La Sicilia è materia che sto imparando a conoscere, a sentire, a vivere. È la terra in cui anni fa sono volontariamente ritornato, il luogo in cui l’istinto mi dice di restare ad operare. La Sicilia è centro, è così che dobbiamo immaginarla. Occorre schierarsi contro ogni forma di potere che ostacola l’evoluzione culturale di questo incredibile territorio. Dalle realtà indipendenti dell’arte può innescarsi un vero cambiamento.  Gli artisti devono per primi riflettere sulla condizione asfissiante dell’arte contemporanea e rigettare la violenta mercificazione, il consumo di idee temporanee che comprime tutto e rende tutto vano. Per comprendere appieno l’arte che immaginiamo, i progetti che realizziamo con SITE SPECIFIC, vi invito a venire nella nostra piccola città del sud est siciliano. A Scicli, vi troverete immersi in una atmosfera estraniante in cui convivono concetti tra loro antinomici, entrerete in contatto con l’entusiasmo che alimentiamo giorno dopo giorno e con le mille difficoltà economiche, emotive, sociali che affrontiamo per sostenere la nostra passione».

L'inganno contemporaneo, progetto a cura del collettivo Site Specific, Scicli,  Chiesa di Santa maria della Consolazione.

L’inganno contemporaneo, progetto a cura del collettivo Site Specific, Scicli, Chiesa di Santa maria della Consolazione.

N.M.: Cosa accade quando l’arte contemporanea si confronta con il nostro passato, non solo storico-artistico?

S.V.: «L’arte è un viaggio, un essere multiforme che attraversa le epoche, i tessuti sociali, le tradizioni, le persone. Invade gli spazi trasformandoli, invade le menti trasformandole, permette all’uomo di conoscere l’invisibile. L’arte ci concede la possibilità di penetrare nel mistero, di espanderci nelle estensioni del tempo, per comprendere il passato, traslarlo e impastarlo con le luci e le ombre del presente. I diversi progetti ideati dal collettivo di SITE SPECIFIC nascono dal bisogno di dar vita ad un confronto sincero con il pubblico, e per pubblico intendo tutte le persone che spesso orbitano intorno agli ambienti dell’arte senza mai attraversarli e viverli realmente. SITE SPECIFIC, mediante le visioni degli artisti, trasforma Scicli in un Teatro Vivo. Le piazze, le vie urbane, i palazzi storici, le abitazioni private, le chiese monumentali che custodiscono la nostra memoria storica, diventano spazi aperti in cui l’arte esiste e le persone di differenti status si incontrano dando vita ad un dibattito critico che aggiunge valore alla vita. Le azioni e i progetti ideati dal collettivo SITE SPECIFIC intendono essere un impulso per risvegliare la curiosità, invogliare ad una maggiore attenzione per l’arte, non solamente verso le sublimi opere del passato di cui possediamo i codici di lettura, ma soprattutto far fiorire nell’uomo contemporaneo l’interesse per le nuove espressioni che abitano il presente».

N.M.: L’eredità storico-artistica che abbiamo ricevuto in dote dai nostri avi, molto spesso ha l’effetto più di una zavorra che di uno stimolo. Da dove nasce secondo voi questo difficile rapporto con il nostro passato e cosa servirebbe all’Italia per rompere un certo immobilismo che caratterizza molte aree del nostro Paese?

S.V.: «Una nuova co-scienza politica. Questo è quello che l’uomo contemporaneo esige e si merita, per annientare l’annichilimento che ci avvolge».

WELTANSCHAUUNG, progetto a cura del collettivo Site Specific, Scicli, Site Mill - Mulino San Nicolò.

WELTANSCHAUUNG, progetto a cura del collettivo Site Specific, Scicli, Site Mill – Mulino San Nicolò.

N.M.: Il Ministro Franceschini è spesso autore di interventi a favore del contemporaneo, per il quale propone un rilancio del ruolo pubblico, anche in veste di committente, trascurando invece quello dei privati. È la strada giusta o, ancora una volta, stiamo sbagliando mira?

S.V.: «Il ruolo delle amministrazioni pubbliche nel promuovere arte e cultura è fondamentale. Credo che una collaborazione equilibrata fra Pubblico Onesto e Privato Saggio possa essere una formula vincente per restituire all’Italia il valore che gli appartiene per diritto».

[quote type=”center”]…l’Italia è un Paese di contemporanei senza antenati né posteri perché senza memoria di se stesso. E un Paese – mi permetto di aggiungere – senza memoria di se stesso non è un Paese; è solo un conglomerato di bastardi accampati sulla più bella terra del mondo, come lo sono le cavallette quando scendono a devastarla… In Italia è meglio non cambiare mai nulla perché si finisce sempre per cambiare in peggio. [/quote]

Indro Montanelli

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