La riscoperta di Gianfranco Baruchello

Negli  ultimi mesi del 2014 mi è capitato spesso di parlarvi di giovani artisti italiani che iniziano ad emergere sulla scena internazionale. Oggi, invece, sono felice di annunciarvi la riscoperta, da parte del sistema dell’arte, di un nostro artista di cui raramente si sente parlare sul mercato: Gianfranco Baruchello (n. 1924). A lui, fino al 6 aprile 2015, è dedicata un’importante mostra allo ZKM | Museum für Neue Kunst di Karlsruhe: Certains Ideas. Mostra che riprende il titolo dell’esposizione che Achille Bonito Oliva aveva curato tra il 2011 e il 2012 alla Galleria Nazionale di Arte Moderna di Roma: Gianfranco Baruchello. Certe idee.

Gianfranco Baruchello, 1968. Fondazione Baruchello

Gianfranco Baruchello, 1968. Courtesy: Fondazione Baruchello

Co-curata da Andreas Beitin e Peter Weibel e nata dalla collaborazione del Museo con il Deichtorhallen Hamburg / Sammlung Falckenberg – che l’ha ospitata fino al settembre scorso -, la mostra di Karlsruhe offre non solo una panoramica di oltre mezzo secolo di produzione artistica, ma approfondisce l’assoluta versatilità di Baruchello, artista che ha fatto parte delle avanguardie europee degli anni Sessanta e che, per decenni, ha sperimentato i linguaggi artistici più vari: pittura, scultura, cinema e scrittura.

Gianfranco Baruchello, Déserteur de la Légion, 1974

Gianfranco Baruchello, Déserteur de la Légion, 1974. Courtesy: Fondazione Baruchello

Amico intimo di Marcel Duchamp, con il quale condivise le prime sperimentazioni con gli objets trouvés, Gianfranco Baruchello con la sua opera rientra, infatti, in quell’ambito che Enrico Crispolti ha definito extra-mediale: pittura calligrafica, produzione di oggetti, testi letterari, teatrali, film, videotapes, fotografia, operazioni agricole, in una continua tensione al rovesciamento delle convenzioni codificate e riproposte dai mezzi di comunicazione di massa. Ora tutto questo è raccontato al mondo nella mostra dello ZKM, non nuovo ad importanti operazioni di recupero di artisti ignorati o dimenticati dal mercato e dal sistema dell’arte, anche se hanno fornito impulsi importanti per lo sviluppo delle pratiche artistiche contemporanee.

Gianfranco Baruchello, Impudique Venus, 1979.  Courtesy: Fondazione Baruchello.

Gianfranco Baruchello, Impudique Venus, 1979. Courtesy: Fondazione Baruchello.

Adesso non resta che vedere che effetti avrà, questo nuovo processo di valorizzazione dell’opera di Baruchello, sul suo mercato, ma non escluderei di vedere il suo nome apparire tra i lotti di qualche asta internazionale. Nel frattempo possiamo goderci il catalogo che accompagna la mostra di Karlsruhe:  Baruchello. Certain Ideas, a cura di Achille Bonito Oliva, Carla Subrizi, Dirk Luckow, Peter Weibel, Harald Falckenberg (Electa, 2014).

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