Giò Ponti star alla Casa d’Aste Babuino di Roma

GIO' PONTI, Vaso delle Donne e Delle Architetture, 1924. Maiolica dipinta a mano in bruno e giallo, modello 1036 con decoro 241 E. Altezza, cm. 49 Datato 1924
GIO' PONTI, Vaso delle Donne e Delle Architetture, 1924. Maiolica dipinta a mano in bruno e giallo, modello 1036 con decoro 241 E. Altezza, cm. 49 Datato 1924
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La Casa d’Aste Babuino di Roma chiude l’ultima asta primaverile di arte moderna e contemporanea con un risultato veramente unico per l’Italia: i 115.000 euro offerti da un collezionista per uno straordinario vaso globulare di Giò Ponti. Stiamo parlando del lotto 361, il Vaso delle Donne e Delle Architetture del 1924-1925, che partiva da una stima in catalogo di 70.000-90.000 euro . Il Vaso, prodotto dalla celebre Manifattura di Doccia per la Richard Ginori su disegno di Ponti appartiene alla celebre serie dei Grandi Vasi detti anche I vasi delle donne e delle architetture.

In dettaglio questo, in maiolica dipinta a mano in bruno e giallo, è definito come modello 1036 con decoro 241E, ed è piuttosto raro nella documentazione. Appare nel catalogo storico della Richard Ginori. La datazione è tra la fine del 1924 e l’inizio del 1925, ossia poco prima della partecipazione della Richard Ginori, con queste opere, alla Esposizione Internazionale di Parigi ed alla seconda Biennale di Monza. Solo da Christie’s di New York nel 2016 un vaso della stessa serie, ma nelle tonalità del blu e del bianco, ha fatto registrare un’aggiudicazione superiore:  246.506 €.

Il decoro del Vaso delle Donne e delle architetture, che trae ispirazione dalle figure femminili elaborate da Giò Ponti per la serie, evidenzia il dialogo tra le silhouette e complesse architetture d’ispirazione antiquaria, dove sono riconoscibili citazioni dalle Piramide e monumenti romani tra cui il Colosseo: otto donne posate sulle nubi e il fondo, che in questo caso non ha solo una funzione secondaria ma comprimaria per la qualità delle architetture con vertici di rara bellezza e raffinatezza. La complessità del decoro e quindi la sua riproducibilità rendono questa maiolica un pezzo unico. Le otto donzelle si differenziano tra loro per le posizioni degli arti e per le acconciature. I loro nomi sono riportati sul collo del vaso su due livelli separati da una linea blu discontinua. Nell’opera Ponti ripercorre millenni di storia partendo dai greci, dai romani e dagli egizi, fino a raggiungere il Rinascimento.

Quando la Richard Ginori vince a Parigi il Grand Prix alla Expo del 1925 (Exposition International des Arts Décoratifs et Industriels Modernes), il giovane Ponti è direttore artistico da due anni e ha rivoluzionato l’inte­ra produzione. Il periodo Ponti ha un duplice valore, nella storia moderna della Richard Ginori. Alla Manifattura Richard Ginori di Doccia, Ponti non solo inventa e disegna i famosi Grandi Pezzi d’Arte Destinati alle Collezioni e ai Musei (da La conversazione classica a La casa degli efebi, ai Vasi delle Donne e delle Architetture). Ma organizza anche un sistema di famiglie di pezzi (da grandi a piccolissimi, dalla famiglia del Blu Ponti con oro inciso a punta d’agata alla famiglia del gran rosso di Doccia) con cui risuscita e insieme fa proliferare l’intera produzione, e la spinge alla serie. Con lo stesso spirito Ponti promuove il primo catalogo completo della Ceramica Moderna d’Arte Richard-Ginori, disegna lui stesso la pubblicità della Richard Ginori in Domus, 1928, provoca i contatti della Richard Ginori con le grandi esposizioni del momento, suscita occasioni di grandi interventi ambientali per la ceramica.

Infine qualche nota tecnica sul vaso in questione e che lo impreziosisce ancora di più:

  • 400. Le ore di Pittura a mano
  • 8. Le donne sulle Architetture
  • 950. Il grado della Temperatura
  • 12. I pennelli che si consumano
  • 4. I colori utilizzati
  • 96. I centimetri del diametro
  • 11. I metri degli spolveri impiegati per lo sbozzo
  • 5. I litri di acqua impiegati per diluire il colore
  • 168. Le ore di cottura
  • 1. Il maestro pittore

 

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