Giulio Frigo

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Giulio Frigo

Giulio Frigo

Data di Nascita: 1984

Luogo di Nascita: Arzignano

Vive a: Milano

Lavora a: Milano

Formazione: Accademia Belle Arti di Brera, Milano / UCLA, Los Angeles

Sito Web:

Gallerie: Francesca Minini

In breve

Giulio Frigo guarda alla sua arte come ad un tentativo di evocare una sorta di senso di mistero, non legato a qualche particolare religione o movimento new age, quanto piuttosto avvalendosi delle conoscenze dei vari campi scientifici contemporanei nonchè del metodo di indagine filosofico, caratterizzato da un domandare tanto radicale quanto inattuale. E' sua convinzione che l'aumentare della conoscenza, paradossalmente, non semplifichi chiarificando il mistero dell'esperienza dell'esistere, quanto piuttosto intensifichi tale sensazione. Frigo pensa alle informazioni derivanti dalle ultime ricerche neurologiche, biologiche o astronimiche, come a puro materiale sulla base del quale pensare opere d'arte. Quindi dare forma materiale a concetti astratti come domande filosofiche, considerazioni fatte alla luce di nuove scoperte scientifiche, visualizzazioni di sistemi complessi di informazioni invisibili all'occhio ma determinanti per capire le trasformazione della nostra epoca. Giulio Frigo ha partecipato a numero collettive, tra le quali: TALENTI EMERGENTI al CCCS - Strozzina, Firenze (2009) , Let's forget about today until tomorrow , spazio Brown Project, Milano, SENZA RETE, al Complesso Monumentale di S.Spirito in Sassia, Roma (2009) e NON VOLTARTI ADESSO alla Galleria d'Arte Moderna Ca 'Pesaro, Venezia (2009); Opera 2009, mostra collettiva degli artisti della Altelier della Fondazione Bevilacqua La Masa, in Via Farini (2010), DOCVA, Milano e Cometa rossa alla Fluxia Gallery, Milano (2010). La sua prima mostra personale è del 2010: Impersonale in Via Farini DOCVA, Milano. Al 2012 risale, invece, la sua prima mostra personale alla Galleria Francesca Minini: CHORA.

Opere

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Come può un artista dare un senso di vertigine allo spettatore? Lo può fare in molti modi, quando ci riesce. Frigo c’è riuscito attraverso il rigore, la precisione, l’orchestrazione di forme geometriche minimali in uno spazio, come in uno spartito

(Giuseppe Signorin – Curatore)

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