L’Italia ad Art Basel 2016

Art Basel 2016 - L'ingresso di Art Basel (foto di repertorio)
L'ingresso di Art Basel (foto di repertorio)
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Mancano 10 giorni all’apertura ufficiale dei Art Basel 2016, il principale appuntamento annuale per i collezionisti di arte moderna e contemporanea che si terrà a Basilea dal 16 al 19 giugno e che ogni anno attira circa 98.000 visitatori. 288 le gallerie internazionali che saranno presenti all’edizione di quest’anno per un totale di 4000 artisti. Una compagine immensa in cui l’Italia è ben rappresentata con 16 delle sue migliori gallerie d’arte suddivise tra le varie sezioni della fiera: Galleries, Feature – dedicata agli artisti storicizzati -, Statement – dove vengono presentati dei solo show di artisti emergenti -, Unlimited – per i grandi progetti d’avanguardia – e nel Parcours che porta la fiera al di fuori del suo spazio espositivo con una serie di opere a firma di artisti storicizzati e emergenti allestite nei dintorni della Münsterplatz.

 

Scarpitta, Spalletti e Kounellis protagonisti nella sezione Feature

 

Per la sua seconda partecipazione ad Art Basel, la Tornabuoni Arte di Firenze si presenta a Basilea portando nella sezione Feature uno stand di qualità museale dedicato all’opera di Salvatore Scarpitta che documenta i momenti chiave della sua carriera americana e, in particolare, la sua ricerca dedicata alle auto da corsa. Tra i lavori esposti: Sal Ardun Special (1964-83) e Racing Car 21 (1967-68). Due opere che fuoriescono dal mondo delle gallerie d’arte per espandersi a quello dell’azione, preparando lo spettatore alla grande installazione del 1996: Sling Shot (Kenny Adam’s Eve), testamento spirituale dell’artista e summa delle sue esperienze. Sempre a Scarpitta, peraltro, il 18 giugno alle ore 15, presso l’Auditorium della Hall 1, sarà dedicato un talk dal titolo: Salvatore Scarpitta: Where action is attraction. Race cars.

Salvatore Scarpitta, Sling Shot (Kenny Adam’s Eve), 1996. Courtesy: Tornabuoni Arte

Salvatore Scarpitta, Sling Shot (Kenny Adam’s Eve), 1996. Courtesy: Tornabuoni Arte

Da un artista tutto da “riscoprire” ad uno che, invece, sta vivendo una seconda stagione d’oro, con quotazioni in costante ascesa anche grazie a numerose mostre in prestigiosi musei a livello nazionale ed internazionale: Ettore Spalletti. A lui dedica il suo stand nella sezione Feature la Galleria Lia Rumma  di Napoli/Milano (Hall 2.0, Stand J9) così come nel 2010 aveva inaugurato la sua nuova sede milanese proprio con Spalletti dedicandogli una personale che occupava tutti e tre i piani della galleria. Ad Art Basel sarà esposto il recente lavoro Dormiveglia (2010) composto da otto pannelli realizzati con impasto di colore su tavola e foglia oro.

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Ettore Spalletti, Dormiveglia, 2010. Colour impasto on panel, gold leaf Room size 346x346x346cm Eight elements: three elements 200x200x4cm each and five elements 200x100x4cm each Courtesy Lia Rumma Gallery Milan/Naples

Sempre nella sezione Feature, la galleria londinese Luxembourg & Dayan rimetterà in scena un’opera storica del “nostro” Jannis Kounellis: Da Inventare sul posto (1972). Un ibrido di pittura e performance presentato la prima volta a Documenta V (1972), e costituito da una tela astratta sul cui sfondo rosa campeggiano alcune battute musicali  – un passaggio della partitura del Pulcinella di Igor Stravinsky  – insieme a un violinista e una ballerina. Il violinista, in piedi al lato del dipinto, suona la breve sequenza musicale mentre la ballerina improvvisa una danza davanti al lavoro, il tutto in un continuo loop.

 

Isgrò, Zorio e l’Italia… Unlimited

 

Dalla sezione Feature ad Art Unlimited, curata da Gianni Jetzer e dedicata ai progetti più d’avanguardia e che non possono essere “costretti” nel classico format dello stand fieristico. Qui troviamo, ancora una volta, la coppia Tornabuoni e Lia Rumma con due progetti dedicati rispettivamente a Emilio Isgrò e Gilberto Zorio. Di Isgrò, Tornabuoni Arte porta Encyclopædia Britannica, gigantesca installazione di circa 22 metri realizzata nel 1969 e composta da 24 volumi dell’enciclopedia. Si tratta di uno dei più monumentali ed emblematici lavori in cui l’artista siciliano utilizza la sua celebre “cancellatura”, realizzato su commissione del critico, curatore e collezionista italiano Arturo Schwarz.

Art Basel 2016 - Emilio Isgrò, Encyclopaedia Britannica, 1969, Pagine dei Volumi I-XIV, inchiostro su libro dentro scatola di legno in plexiglas. Cm 50x70x8.7 each. Courtesy: Archivio Emilio Isgrò.

Emilio Isgrò, Encyclopaedia Britannica, 1969, Pagine dei Volumi I-XIV, inchiostro su libro dentro scatola di legno in plexiglas. Cm 50x70x8.7 each. Courtesy: Archivio Emilio Isgrò.

Di Gilberto Zorio, invece, Lia Rumma propone l’installazione si intitola MIcrofoni, un lavoro del 1968 che esemplifica l’interesse dell’artista per le esperienze olistiche e sensoriali: l’installazione si compone di una serie di  microfoni sospesi al soffitto che consentono agli spettatori di “mettersi in onda”. I microfoni, infatti, impiegano il suono (in particolare i riverberi vocali) come materiale primario dell’opera.

Art Basel 2016 - Gilberto Zorio, Microfoni, 1968 michrophones, mixer, amplifier, echo effect, loudspeakers, concrete blocks on bases of ball bearings, wires Variable dimensions photo credit Mark Ritchie. Courtesy: Lia Rumma Gallery Milan/Naples

Gilberto Zorio, Microfoni, 1968. Michrophones, mixer, amplifier, echo effect, loudspeakers, concrete blocks on bases of ball bearings, wires. Variable dimensions. Photo credit: Mark Ritchie. Courtesy: Lia Rumma Gallery Milan/Naples

Sempre nella sezione Unlimited troviamo anche la galleria Magazzino di Roma che qui porta un’opera di Pedro Cabrita Reis: South Wing (2016), un lungo allineamento di porte prelevate da abitazioni abbandonate che si compongono in una struttura fragile che ci parla di esclusione, rifiuto e emarginazione. Mentre la Galleria Massimo Minini di Brescia si presenta con un progetto Ariel Schlesinger

 

Alberto Garutti porta l’Italia nel Parcours

 

Fuori dalla fiera e nascosto nel lussureggiante giardino privato della famiglia Vischer, di fronte al nuovo Kunstmuseum e vicino al Wettsteinbrücke, troveremo Alberto Garutti, unico italiano presente nel Parcours, con Il cane qui ritratto appartiene a una delle famiglie di Trivero. Quest’opera è dedicata a loro e alle persone che sedendosi qui ne parleranno. Presentato dalla Buchmann Galerie (Agra / Lugano, Berlino) il progetto di Garutti è costituito da una serie di panchine pubbliche in pietra con sopra “adagiate” delle sculture che ritraggono i cani appartenuti alle famiglie della cittadina piemontese di Trivero.

Art Basel 2016 - Alberto Garutti, Il cane qui ritratto appartiene a una delle famiglie di Trivero. Quest’opera è dedicata a loro e alle persone che sedendosi qui ne parleranno, 2009. Dimensioni variabili cemento e graniglia in pietra. Courtesy: Buchmann Galerie Agra/Berlin and the artist

Alberto Garutti, Il cane qui ritratto appartiene a una delle famiglie di Trivero. Quest’opera è dedicata a loro e alle persone che sedendosi qui ne parleranno, 2009. Dimensioni variabili
cemento e graniglia in pietra. Courtesy: Buchmann Galerie Agra/Berlin and the artist

Si tratta di un lavoro del 2009 che, originalmente, l’artista aveva realizzato per il progetto di arte pubblica All’Aperto, promosso dalla Fondazione Zegna dove è possibile ammirarne la prima versione “distribuita” in vari luoghi della città; un dispositivo – come ha spiegato lo stesso artista – «in grado di modificare in modo sottile il paesaggio di Trivero, che in fondo è il racconto stratificato della convivenza tra uomo e natura». In occasione di Art Basel 2016 il progetto sarà riallestito, invece, in un contesto privato, creando una prospettiva differente sull’idea stessa di pubblico e privato.

 

L’Italia nelle sezioni Galleries

 

La prima galleria italiana che incontriamo nella sezione Galleries  è A Arte Invernizzi di Milano (Hall 2.0 Stand D6) che si presenta ad Art Basel con un percorso espositivo intitolato Vibrazioni che mette in relazione opere di Gianni Colombo, François Morellet, Carlo Ciussi, Mario Nigro e Alan Charlton. La mostra include lavori realizzati con tecniche differenti e dove l’immagine non è costruita in modo statico, ma diviene una presenza attiva in cui pittura, luce, ombra e struttura si aprono verso visioni inaspettate del mondo e della nostra relazione con esso. Tra le opere che saranno presenti nello stand della galleria milanese da segnalare lo Spazio elastico del 1968 con il quale Colombo vinse il primo premio alla XXXIV Biennale di Venezia Tensioni drammatiche (1956) di Mario Nigro, una costruzione capovolta è modulata in spazi aperti, inabitati e attivati da una colorazione sensibile intesa come espressione di umanità.

Art Basel 2016 - Mario Nigro, Tensioni drammatiche, 1956. Tempera murale su tela, 118x105 cm. Courtesy: A arte Invernizzi, Milano. Foto Bruno Bani, Milano

Mario Nigro, Tensioni drammatiche, 1956. Tempera murale su tela, 118×105 cm. Courtesy: A arte Invernizzi, Milano. Foto Bruno Bani, Milano

La Galleria Continua di San Gimignano (Hall 2.1, Stand P19) arriva, invece, a Basilea con un progetto espositivo che si ispira alle recenti ricerche degli artisti che rappresentata tra i quali Ai Weiwei, Daniel Buren, Michelangelo Pistoletto e Loris Cecchini. Lavorando a stretto contatto con loro, la galleria toscana ha così progettato uno stand esclusivo dove opere recenti e lavori realizzati appositamente per la fiera sono collegati tra di loro in un dialogo continuo. Una sintesi delle mostre che la Continua ha organizzato nell’ultimo anno e, allo stesso tempo, uno stand che offrirà ai visitatori  un’esperienza unica: un viaggio – inteso come metafora della vita – tra diversi paesi e culture in cui l’arte contemporanea diventa il “mezzo” per superare le frontiere e costruire ponti, ma anche per riflettere su temi importanti come le migrazioni, la comunicazione e la spiritualità.

Art Basel 2016 - Ai Weiwei, Colored Vases, 2010. Vasi neolitici e della dinastia Han in pittura industriale. 1 set di 3 vasi:33 x 33 x 38 cm, 34 x 34 x 38 cm e 35 x 35 x 38 cm. Courtesy: GALLERIA CONTINUA

Ai Weiwei, Colored Vases, 2010. Vasi neolitici e della dinastia Han in pittura industriale. 1 set di 3 vasi:33 x 33 x 38 cm, 34 x 34 x 38 cm e 35 x 35 x 38 cm. Courtesy: Galleria Continua

Ad Art Basel 2016, Kaufmann Repetto (Hall 2.0, Stand K12) presenterà una serie di nuove opere di Judith Hopf già esposte nella sue recente personale in galleria affiancate da un corpus di nuovi lavori di Adrian Paci che, per l’occasione, ha realizzato un progetto che si richiama ai cicli pittorici classici e, allo stesso tempo, fa riferimento alla dinamica delle immagini in movimento. Sempre nello stand della galleria milanese saranno presenti alcuni dipinti che Dianna Molzan ha concepito appositamente per la fiera di Basilea. Completano la proposta di Kaufmann Repetto alcune opere recenti di Latifa Echakhch e Pae White, mentre Nicolas Party ha progettato, per questo appuntamento, un mobile funzionale.

Art Basel 2016 - Judith Hopf, Brick-Foot, 2016. Bricks, cement. 37,5 × 61,5 × 25 cm. Courtesy: Kaufmann Repetto

Judith Hopf, Brick-Foot, 2016. Bricks, cement. 37,5 × 61,5 × 25 cm. Courtesy: Kaufmann Repetto

La romana Magazzino porta nel suo stand una selezione dei suoi migliori artisti e, in particolare, opere di Elisabetta Benassi, Massimo Bartolini, Mircea Cantor, Jonas Dahlberg, Jorge Peris, Daniele Puppi e Alessandro Piangiamore. E lo stesso fa la bresciana Galleria Massimo Minini che nello stand di Basilea (Hall 2.1, Stand S5) si presenta con gli artisti che hanno fino ad ora caratterizzato la sua stagione espositiva e che caratterizzeranno anche l’inizio della prossima: Giulio Paolini, Enzo Mari, Anish Kapoor, Sheila Hicks e Landon Metz.

Tutto sulle tonalità del bianco giocherà lo stand della Galleria Tega di Milano (Hall 2.0, Stand F10) che a Basilea punta su un progetto dedicato esclusivamente ad artisti italiani e alla loro attività tra gli anni Cinquanta e Settanta, tra i quali spiccano in nomi di Alberto Burri, Pier Paolo Calzolari, Giuseppe Capogrossi, Lucio Fontana, Piero Manzoni, Mario Merz, Giorgio Morandi e Giulio Paolini che fa da trait d’union tra vari stand come quello della già citata Galleria Massimo Minini o quello di Alfonso Artiaco (Hall 2.0, Stand A 10) di Napoli – che presenta i lavori di una ventina di artisti tra i quali gli italiani Paolini, appunto, Giovanni Anselmo, Marco Neri e Perino & Vele – e quello della Galleria Tucci Russo di Torre Pellice (TO) che oltre all’artista genovese porta a Basilea (Hall 2.0, Stand F12), tra gli altri: Luciano Fabro, Mario Airò, Giovanni Anselmo e Giuseppe Penone.

Art Basel 2016 - Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1960. Oil and graphite on canvas. 74.9x60.9 cm. Courtesy: Galleria Tega

Lucio Fontana, Concetto spaziale, 1960. Oil and graphite on canvas. 74.9×60.9 cm. Courtesy: Galleria Tega

 

Carsten Höller, Rob Pruitt, Elmgreen & Dragset e gli italiani Diego Perrone e Massimo Bartolini sono tra i nomi che saranno presenti, invece, nello stand della Galleria Massimo de Carlo (Hall 2.1, Stand 2.3) che a Basilea porta anche Gianfranco Baruchello, artista su cui la galleria milanese sta facendo un grande lavoro di “riposizionamento” sul mercato. E tra gli artisti storici italiani che stanno vivendo un nuovo momento di grande attenzione da parte del collezionismo internazionale ci piace anche ricordare Vincenzo Agnetti che sarà presente, tra gli altri, nello stand della galleria ZERO… di Milano. Ruota sostanzialmente attorno a due nomi, invece, la presenza della Galleria Giò Marconi (Hall 2.1, Stand S19) ad Art Basel 2016: Simon Fujiwara e Nathalie Djurberg & Hans Berg. Tutto italiano, infine, lo stand della veronese Galleria dello Scudo (Hall 2.0, Stand H10) che in fiera porta opere di Lucio Fontana, Alberto Burri, Carla Accardi, Giorgio Morandi, Fausto Melotti, Angelo Savelli, Leoncillo, Afro, Giorgio De Chirico, Antonio Sanfilippo e l’ormai immancabile Emilio Vedova. Ma a rappresentare l’Italia nella sezione Galleries ci saranno anche le gallerie  Franco Noero di Torino e Christian Stein di Milano.

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