Mercato fotografico: una crescita costante

Un'asta di fotografia da Christie's
Un'asta di fotografia da Christie's
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Chiunque sia interessato al mercato fotografico non può non conoscere Philippe Daniel Garner, l’ex direttore  di Sotheby’s Londra e oggi responsabile del dipartimento globale di fotografia di Christie’s che nel lontano 1971 decise di tenere la prima asta internazionale di fotografia che seguiva la nascita, tra gli anni Sessanta e Settanta di un primo network di operatori negli States, con qualche appendice europea. Dopo Londra fu la volta di New York (1975) e a Sotheby’s si unì prima Christie’s e, nel tempo, Phillips de Pury. Come era avvenuto per l’arte, dapprima celebrata nei musei e poi nel mercato, lo stesso accadde inevitabilmente anche per la fotografia anche se, inizialmente, questo nuovo segmento di mercato ha avuto una crescita abbastanza lenta. Si pensi, ad esempio, che nel 1995 le aste fotografiche si limitavano ad una vendita di appena 350 negativi (nel mondo) per un totale di 1,4 milioni di euro. Tuttavia il clima economico che si era sviluppato negli anni Novanta, non ha fatto altro che produrre un terreno fertile per il prosperare di questo medium. In quella particolare fase storica, infatti, era necessario l’introduzione di un elemento nuovo che, in qualche modo potesse risvegliare l’interesse dei collezionisti: la fotografia fu una vera e propria ventata d’aria fresca. Per il fascino crescente che le opere fotografiche iniziarono a sviluppare e per i prezzi molte volte abbordabili e meno impegnativi, la fotografia ha registrato, negli ultimi vent’anni una crescita costante, sia in termini di volumi che di prezzi medi: da allora i valori di questo segmento sono quadruplicati, mentre il numero delle stampe contemporanee scambiate ogni anno è salito a un livello compreso tra i 3 .000 e i 6 .000 pezzi.

Come è avvenuto per il mercato dell’arte, anche questo ambito ha risentito di una forte contrazione tra il 2008 e 2009 (soprattutto per la compravendita nel mercato secondario). Quello che però appare significativo è che già nel 2009, facendo un confronto tra il Potography Indicator ed il Painting Indicator, il primo superava del 27% il secondo. Dato che mette in evidenza come i collezionisti, sin dal periodo più buio della crisi, riponessero una maggior fiducia nel settore della fotografia che non in quello dei dipinti. Situazione che, di fatto, oggi è confermata dai trend di mercato degli ultimi tre anni: la fotografia è indubbiamente in continua crescita e rappresenta ormai una fetta considerevole nella ripartizione del mercato (4.1%), in particolare se si considera che stiamo parlando di un segmento che ha un mercato stabile da soli 43 anni.

Ricavi di vendita per categoria (luglio 2013- giugno 2014), © Artprice

Ricavi di vendita per categoria (luglio 2013- giugno 2014), © Artprice

 

Ovviamente in questo campo, come in quello della pittura, i leader di mercato dove si  generano prezzi stellari sono sempre le case d’aste internazionali. A tal proposito è interessante notare come nel 2012 a spadroneggiare nel mercato secondario della fotografia d’arte sia stata la casa d’aste Philips de Pury, totalizzando 6.7 milioni di dollari (dato relativo ai primi sei mesi del mercato), mostrando così la sua propensione per la fotografia contemporanea. Il pezzo di maggior impatto appartiene all’artista americana Cindy Sherman, con il suo Untitled Film Still #49 del 1979; un’opera battuta per 626.500 dollari. Con altrettanto favore in quell’occasione sono state accolte opere di altre artiste americane, quali Sally Mann e Francesca Woodman. Il mercato della fotografia nel 2012 ha complessivamente generato un introito di 32.4 milioni di dollari, dati che sembrano un’inezia in confronto al 2013 quando le maggiori case d’asta hanno, infatti, registrato un incremento del +36% rispetto all’anno precedente, fatturando complessivamente 50.7 milioni di dollari, con una domanda altissima per le immagini iconiche di grandi protagonisti della fotografia moderna e contemporanea come Irving Penn, William Eggleston, Edward Weston, Francesca Woodman, Ansel Adams, Alfred Stieglitz e Richard Avedon.

Per comprendere come il valore delle opere fotografiche cresca di anno in anno, è importante analizzare l’asta di Sotheby’s, tenutasi il 3 ottobre 2013: qui è stato battuto un pezzo di Alfred Stieglitz per 557 mila dollari (stima tra 300-500); ma ciò che ci interessa è che quest’opera era già stata battuta per 145.550 mila dollari da Christie’s nel 1994. Un incremento formidabile per un’opera che conta un totale di tre esemplari. Questa fotografia registrò, di fatto, il risultato più elevato di quella settimana d’aste a dimostrazione della fiducia che i collezionisti di tutto il mondo ripongono ormai nella fotografia quale buon investimento, tenendo presente che, in termini di redditività, le probabilità di generare un utile in caso di rivendita sono maggiori se l’opera realizzata con i nuovi mezzi di espressione è quotata più di 10.000 euro.

Alfred Stieglitz , Georgia O'Keeffe: A Portrait-Torso, 1918-19, Courtesy Sotheby's

Alfred Stieglitz , Georgia O’Keeffe: A Portrait-Torso, 1918-19, Courtesy Sotheby’s

Come emerge anche dal report stilato da ArtTactic, infatti, la fiducia complessiva nel mercato della fotografia moderna e contemporanea è cresciuta del 7% nel 2013 e dopo un salto del 38% tra il novembre 2011 e maggio 2012 nel Market Confidence Indicator (indice che registra il tasso di fiducia che gli operatori ripongono nel mercato della fotografia moderna e contemporanea), nel 2014 l’indice è cresciuto di un ulteriore 9% nonostante un andamento del mercato che, alla fine, è risultato stabile con un totale di 22.5 milioni di dollari realizzato dalle maggiori case d’asta.

Risultati della aste fotografiche , © ArtTactic

Risultati della aste fotografiche 2006-2014 , © ArtTactic

 

Da questo grafico possiamo anche apprendere quali siano le opere maggiormente apprezzate dai collezionisti: è chiaro che il moderno la fa da padrone, seguito dal vintage e poi dal contemporaneo. Il moderno è il settore che predomina, probabilmente, in quanto si tratta di opere realizzate da artisti ormai presenti da anni su questo mercato e non rappresentano, quindi, in alcun modo nomi destinati ad eclissarsi: Richard Avedon, Henri-Cartier Bresson, Irving Penn, Diane Arbus, Man Ray fanno tutti parte di quella top 10 di fotografi in cui i collezionisti ripongono maggior Confidence. Il moderno è un vero e proprio punto di riferimento tanto per chi compra che per gli esperti, il 77% dei quali ritiene che questo segmento potrà solo migliorare, nei prossimi mesi, in termini di performance di vendita. Per quanto a livello di vendite il contemporaneo risulti il meno remunerativo va però detto che dal marzo 2011 il suo Photografic Market Confidence Indicator non è mai stato così alto: +10% rispetto al dicembre 2013. In generale potremmo dire che per la fotografia contemporanea le minori vendite sono in parte determinate dalla paura dei compratori di probabili attività speculative e questo  spiegherebbe, almeno in parte, l’aumento senza precedenti del segmento vintage, al quale si assiste dal 2013. Un dato affascinante, perché non riguarda, di fatto, foto appartenenti all’epoca moderna o  contemporanea, quanto piuttosto un tipo di stampa eseguita, come già detto in passato, in un tempo ravvicinato alla scatto. È su questo, dunque, che sembrano puntare i collezionisti/investitori: ad un valore aggiunto per la propria collezione e una fotografia vintage non può rappresentare che questo.

Ranking 10 Artisti contemporanei, ©  ArtTactic

Ranking 10 Artisti contemporanei, ©  ArtTactic

 

Come risultato finale di questa analisi non possiamo che dire che il mercato fotografico ha davanti a sé solo una futuro roseo, in tutte  le sue declinazioni: moderno, contemporaneo e vintage, che da tre anni a questa parte, continuano ad aumentare i propri ricavi. Una crescita dovuta, con molta probabilità, alla sua “democraticità” e al suo essere ancora abbordabile e “comprensibile” per una fascia molto più ampia di acquirenti. Di grandi fotografi come Man Ray si possono facilmente trovare opere a meno di 5.000 dollari: tra il 2013 e il 2014 sono stati ben 35 i lotti di sue fotografie venduti sotto questa cifra. Ovviamente anche i contemporanei fanno parte di questa sfera: il fotografo Nobuyoshi Araki, sesto nella classifica stilata da ArtTactic, vanta più dell’80% di lotti venduti a meno di 5.000 dollari grazie alle sue Polaroid, che presentano, peraltro, il vantaggio di essere opere uniche e originali. Dunque il mercato fotografico ha buon diritto d’essere florido e prospero, la fiducia che si sta riponendo negli ultimi decenni nella fotografia, e la sua maggior facilità a raggiungere quante più persone possibili, anche solo per il prezzo, non fanno più di questa forma d’arte la Cenerentola del mercato: investire in fotografia, con cifre anche relativamente modeste, oggi può rappresentare davvero una salvaguardia per il futuro.

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