Da Mosca a New York: l’arte italiana sulla scena internazionale

Una vista Museo della mostra “L’anima della pietra” di Fabrizio Plessi al Museo Statale di Belle Arti “Pushkin”. © Vera Undritz Photography
Una vista Museo della mostra “L’anima della pietra” di Fabrizio Plessi al Museo Statale di Belle Arti “Pushkin”. © Vera Undritz Photography

Dopo aver dato uno sguardo alla presenza italiana ad Art Basel è tempo di lasciare Basilea e per un tour mondiale che ci faccia scoprire quali sono gli artisti italiani protagonisti sulla scena internazionale. E questo nostro viaggio non potrebbe che partire da Mosca dove questo martedì, al Museo Statale di Belle Arti “Pushkin”, è stata inaugurata la mostra “L’anima della pietra” di Fabrizio Plessi, tra i massimi esponenti internazionali della video arte. La mostra mette al centro una riflessione che attraversa da sempre l’opera di Plessi: quella secondo cui esiste un’influenza reciproca tra i classici e la contemporaneità che ci porta a reinterpretare il passato con lo sguardo del presente, e allo stesso tempo, a individuare nel passato nuove chiavi di lettura per l’arte dell’oggi.

Una vista Museo della mostra “L’anima della pietra” di Fabrizio Plessi al Museo Statale di Belle Arti “Pushkin”. © Vera Undritz Photography

Una vista Museo della mostra “L’anima della pietra” di Fabrizio Plessi al Museo Statale di Belle Arti “Pushkin”. © Vera Undritz Photography

In quest’ottica, l’artista emiliano, di adozione veneziana, ha scelto 16 busti dalle collezioni del Museo Pushkin (fedeli riproduzioni degli originali antichi) messi in relazione con le moderne tecnologie, che scavano la superficie della pietra per rivelarne l’anima, facendo delle opere i “volti” rivelatori di un discorso sui concetti di vero e di falso, tema che compare anche in alcuni grandi disegni dell’artista che sono parte integrante del percorso espositivo. L’opera di Plessi trova poi spazio anche in una seconda tappa della mostra, in cui le tecnologie rileggono un’altra riflessione sui miti antichi che ha al centro l’affresco di Giulio Romano con la Caduta dei Giganti di Palazzo Te a Mantova: uno dei temi cari a Plessi, l’acqua, qui diventa allusione a un primordiale diluvio, che si riflette nei monitor dell’installazione. L’opera si fa racconto di conflitti crisi, di rinascite, che fanno parte della storia dell’umanità.

Antonio Donghi, Donna al Caffé, 1931. Olio su tela 80 x 60 cm; Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro; © Archivio Fotografico - Fondazione Musei Civici di Venezia; Foto Franzini C.

Antonio Donghi, Donna al Caffé, 1931. Olio su tela 80 x 60 cm; Fondazione Musei Civici di Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro; © Archivio Fotografico – Fondazione Musei Civici di Venezia; Foto Franzini C.

Da Mosca a Helsinki dove, fino al 19 agosto 2018, l’Ateneum Art Museum ospita la mostra Fantastico! Arte italiana degli anni ’20 e ’30. Mostra che esplora la corrente italiana del Realismo Magico, emerso in Italia alla fine della prima guerra mondiale. La mostra presenta capolavori di artisti come Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Felice Casorati, Antonio Donghi e Cagnaccio di San Pietro, di cui sono esposte opere sono provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private italiane ed europee, per un totale di 119 opere di 33 artisti.

Sara Tirelli, "Picnolepsy (Stereobox II - La chambre chiasm)", 2010, HD stereoscopic video, binaural sound, still frame from the video

Sara Tirelli, “Picnolepsy (Stereobox II – La chambre chiasm)”, 2010, HD stereoscopic video, binaural sound, still frame from the video

Lasciata la capitale finlandese ci spostiamo ad Amsterdam dove la Red Stamp Art Gallery presenta THE BODY LINK I, prima parte di una mostra che, attraverso le personali sensibilità e letture di artisti contemporanei, getta uno sguardo di indagine sull’ampio e universale tema del corpo, collegamento fisico che lega la coscienza umana alla sfera materiale, alla sensorialità, alla consapevolezza dell’ identità, allo sperimentare la vita e l’essere nel mondo, all’interno della dimensione di spazio e tempo. Tra i protagonisti della mostra, le nostre Armida Gandini, Virginia Monteverde, Sara Tirelli e Marilena Vita.

Gigi Piana, Moveo ergo sum, 2017, intreccio di foto stampate su acetato trasparente

Gigi Piana, Moveo ergo sum, 2017, intreccio di foto stampate su acetato trasparente. Courtesy; The artist

Little Revolutionary Movements è il titolo della personale del fotografo Gigi Piana alla Luisa Catucci Gallery di Berlino.  Le opere fotografiche dell’artista italiano esplorano il concetto di identità nell’intera gamma dei suoi possibili significati. Stampando direttamente su acetato trasparente, Piana crea “sculture bidimensionali” intrecciando diverse strisce di fotografie precedentemente tagliate. L’uso di questo particolare materiale consente all’artista di combinare da due a quattro diverse immagini fotografiche, mantenendo la sinergia tra i singoli elementi. Il risultato di questo processo è un vero e proprio lavoro in movimento in cui il moto dinamico del corpo umano sembra resistere alla fissità imposta dal mezzo fotografico. 

Una vista della mostra “Inside Me” di Patrizio Di Massimo alla galleria ChertLüdde di Berlino. Photograph: Trevor Lloyd

Una vista della mostra “Inside Me” di Patrizio Di Massimo alla galleria ChertLüdde di Berlino. Photograph: Trevor Lloyd

Sempre a Berlino la galleria ChertLüdde ospita la prima mostra personale in Germania di Patrizio Di Massimo. La mostra, intitolata Inside Me, ruota intorno a temi e produzioni significativi degli ultimi anni della ricerca dell’artista e comprende dipinti, sculture e installazioni.

Una vista della personale di Lorenzo Vitturi, Money Must Be Made, alla Flowers Gallery di Londra

Una vista della personale di Lorenzo Vitturi, Money Must Be Made, alla Flowers Gallery di Londra

A Londra, Invece, dove ha da pochissimo chiuso i battenti la mostra Corrado Cagli: from Rome to New York curata da Alberto Mazzacchera in collaborazione con l’Archivio Corrado Cagli di Roma e promossa dalla Brun Fine Art nei prestigiosi spazi espositivi di Old Bond Street n. 38, la Flowers Gallery presenta una mostra personale dell’artista italiano Lorenzo Vitturi. I lavori della sua nuova serie Money Must be Made sono basati sul Balogun Market di Lagos, in Nigeria, il secondo mercato più grande del suo genere nell’Africa occidentale.

Paolo Icaro, Foresta metallica / Metal Forest, 1967, painted steel, installation view at 53 Greene Street in SoHo, New York (ph. credit Ugo Mulas). Courtesy: P420

Paolo Icaro, Foresta metallica / Metal Forest, 1967, painted steel, installation view at 53 Greene Street in SoHo, New York (ph. credit Ugo Mulas). Courtesy: P420

A Parigi, dove si è da poco conclusa la mostra Ettore Spalletti: Ce qu’il y a de plus profond dans l’homme, c’est la peau, seconda personale di Spalletti alla Galerie Marian Goodman Paris, Paolo Icaro è entrato a far parte della collezione del Centre Pompidou Parigi con l’opera Foresta Metallica del 1967, sempre nella capitale francese prosegue, fino al 27 agosto, alla Fondation Louis Vuitton, la mostra In Tune with the World che svela una nuova selezione di artisti tratti dalla collezione della Fondazione.

Una vista delle opere di Maurizio Cattelan esposte alla Fondation Louis Vuitton di Parigi nella mostra In Tune with the World

Una vista delle opere di Maurizio Cattelan esposte alla Fondation Louis Vuitton di Parigi nella mostra In Tune with the World

Tra i lavori esposti, Entrare nell’Opera (1971), lavoro fotografico di  Giovanni Anselmo nel quale delle silhouette sono assorbite in un paesaggio infinito;  La ballade de Trotski (1996) in cui Maurizio Cattelan rappresenta l’umanità con un cavallo, evocando la possibile fine dell’utopia. Gli autoritratti dell’artista in lattice, Spermini (1997), affrontano invece la questione del doppio e della clonazione.  Rimanendo in Francia, ma spostandoci nella campagna parigina e, più precisamente a The way we were, nuova personale dell’artista Arcangelo Sassolino che rimarrà visibile fino al 30 settembre

Una vista della mostra "Bruno Munari Works 1930-1996" alla Andrew Kreps Gallery di New York

Una vista della mostra “Bruno Munari Works 1930-1996” alla Andrew Kreps Gallery di New York

Arriviamo così nella Grande Mela dove, fino al 27 giugno, Cassina Projects, in occasione del 50° anniversario della scomparsa di Pino Pascali, presenta Daily Unfamiliar, collettiva degli italiani Bruna Esposito, Antonio Fiorentino, Alberto Garutti, Maurizio Nannucci, Pino Pascali, Perino & Vele, Michelangelo Pistoletto e Gilberto Zorio, con opere che vanno dagli anni Sessanta ad oggi. Sempre a New York, fino al 29 giugno la Andrew Kreps Gallery ospiterà Bruno Munari Works 1930-1996, mostra organizzata in collaborazione con la Kaufmann Repetto e che rappresenta la più grande retrospettiva mai dedicata a Munari negli Stati uniti.

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