Mostre Aprile 2017: gli appuntamenti da non perdere

Bruno Munari Proiezioni dirette anni Cinquanta kit come vetrini vuoti e materiali vari. Foto: Aldo Ballo. Courtesy: Fondazione Jacqueline Vodoz e Bruno Danese
Bruno Munari Proiezioni dirette anni Cinquanta kit come vetrini vuoti e materiali vari. Foto: Aldo Ballo. Courtesy: Fondazione Jacqueline Vodoz e Bruno Danese
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Archiviata la Milano Art Week 2017, è tempo di allargare il nostro orizzonte e uscire dal capoluogo lombardo per mettere in agenda le mostre più interessanti tra quelle che stanno aprendo nelle gallerie private e negli spazi pubblici del nostro Paese. E la prima da cui vogliamo iniziare è Bruno Munari: aria | terra, che inaugura proprio oggi negli spazi Palazzo Pretorio di Cittadella (PD). Curata da Guido Bartorelli, la mostra offre al pubblico un percorso originale sull’opera di Munari, che consente sia di apprezzarne i caratteri peculiari, al cospetto dei capolavori, sia di fruire la mostra come occasione per apprendere attraverso il fare, secondo le intenzioni dichiarate dallo stesso artista. In una mostra su Munari le stanze del fare non vanno intese come un’appendice didattica ma bensì come parte integrante dell’opera, in quanto le attività sono opere vere e proprie progettate dall’artista. Munari mette in questione l’opera d’arte chiusa (unica, irripetibile, intangibile…) e sperimenta invece, con straordinario anticipo, quell’opera come processo che tanta parte avrà nelle tendenze successive. Processo, fluidità, relazione, interattività, sinergia con il fruitore sono i concetti chiave che la mostra a Palazzo Pretorio focalizza in quanto fondanti l’arte di Munari.  “Bruno Munari: aria | terra”, intende così apportare un contributo significativo all’acquisizione storico-critica dell’eredità munariana, riconoscendola come manifestazione apripista di valori e obiettivi che animano tuttora la ricerca intorno alla ridefinizione del concetto di arte. Ma vediamo le altre mostre che abbiamo selezionato per voi.

 

Pietro Fortuna – S.I.L.O.S

MACRO Testaccio – Roma

Pietro Fortuna, Untitled, 2017 Courtesy: l'artista

Pietro Fortuna, Untitled, 2017 Courtesy: l’artista

Dal 12 aprile al 4 giugno 2017 il MACRO Testaccio ospita l’esposizione S.I.L.O.S di Pietro Fortuna, a cura di Pietro Gaglianò. Il progetto, realizzato in collaborazione con la galleria Montoro12 Contemporary Art di Roma, vuole ricostruire il percorso dell’artista, nato a Padova nel 1950 e residente tra Roma e Bruxelles, proponendo una lettura antologica dei temi e delle modalità fondanti del suo lavoro. Non si tratta di una rassegna cronologica, ma di un osservatorio che mette in luce come per Pietro Fortuna il processo e l’ideazione siano sempre stati preminenti rispetto all’esito. Nel ciclo di opere esposte (raccolte sotto il titolo di S.I.L.O.S e realizzate appositamente per questa occasione) si condensa il senso del fare come prassi e come nucleo teorico, come rivendicazione di autonomia, come possibilità, e diritto, dell’arte a essere improduttiva.

 

Luca Cacioli – [A – stràt – to]

Galleria 33 – Arezzo

 

Luca Cacioli, [A – stràt – to]

Luca Cacioli, [A – stràt – to]

In occasione del quarto anniversario, la Galleria 33 di Arezzo ha inaugurato ieri  [A – stràt – to], personale di Luca Cacioli (n. 1991), a cura di Tiziana Tommei. Un progetto inedito in cui le componenti proprie della fotografia dell’autore, quali equilibrio, misura e sintesi, trovano piena forma nella pura astrazione. Un’indagine lenticolare, che registra dettagli, texture e struttura di superfici, oggetti e materiali. Essenzialità, rigore, minimalismo, geometria e astrazione. I progetti fotografici realizzati da Luca Cacioli negli anni, sebbene ben distinti tra loro, sono accomunati dalla medesima matrice di ricerca: la forma. Quest’ultima non intesa quale mezzo, ossia con valore strumentale rispetto all’espressione, ma come espressione essa stessa.  In [A – stràt – to]  il colore, la materia e le linee, insieme alle componenti fisiche che costituiscono quest’ultima, fino ad ogni millimetrico elemento, vengono fissati in luogo dell’oggetto fotografato e il processo induce ad un atteggiamento di contemplazione prolungata.

 

Azad Nanakeli – Memoria a rilievo.

Galleria MAG – Como

Azad Nanakeli, Memoria a rilievo #9, 2017.

Azad Nanakeli, Memoria a rilievo #9, 2017.

 

È la memoria il metronomo che scandisce l’opera dall’artista curdo-irakeno Azad Nanakeli ospite negli spazi della MAG – Marsiglione Arts Gallery di Como per la sua personale dal titolo Memoria a rilievo, aperta ieri. Organizzata assieme allo Studio Scorretti di Lugano l’artista ha realizzato 14 dipinti, 5 fotografie e una istallazione video. Opere in cui il processo di consultazione e negoziazione, tra memoria collettiva e individuale, generano una sovrimpressione di strati narrativi e pittorici.  La materia è evidente come lo sono anche alcune fotografie antiche riferite alla sua memoria e inserite tra lembi di tessuto. La memoria, insieme alla differenza culturale coagulano la confluenza di immagini remote e recenti nel proprio pattern creativo-narrativo. Una sorta di telaio dove Azad Nanakeli stabilisce le proprie connessioni atemporali, si apre ad interpretazioni che nascono da esperienze personali, governa l’interrelazione tra identità, storia e narrazione visiva.

Sandra Binion – Dark Water

Galleria Passaggi – Pisa

Sandra Binion, Dark Water, stampa inkject d'archivio, 2016, 76x102 cm.

Sandra Binion, Dark Water, stampa inkject d’archivio, 2016, 76×102 cm.

Fino al 20 maggio prossimo la Galleria Passaggi di Pisa ospita Dark Water, un’installazione multimediale realizzata dall’artista statunitense Sandra Binion. Attraverso un articolato dispositivo di visione che si avvale di media diversi – video, suono, fotografia e scultura – Dark Water induce a riflettere con uno sguardo contemporaneo sulla figura di Eva e sul Giardino dell’Eden, luogo archetipico di creazione, bellezza, purezza, ma anche di tentazione e peccato, dove la deliberata volontà soppianta l’innocente abbondanza. La possibilità di poter ricostruire un proprio Giardino dell’Eden in una condizione esistenziale dove bellezza e caducità coesistono è al centro della riflessione della Binion. Dark Water, come sottolinea la storica J. Michelle Molina nel testo scritto per il catalogo della mostra “cattura per un istante ciò che è disperso, mutevole, dilatato e ci fa soffermare davanti alla misteriosa bellezza dell’immanente”.

 

Graham Hudson – I’m empty like a vegetable

Monitor – Roma

Graham Hudson, The Suicide Sermon, Oil on canvas 220 x 160 cm Courtesy the artist and Monitor

Graham Hudson, The Suicide Sermon, Oil on canvas 220 x 160 cm Courtesy the artist and Monitor

Prosegue fino al 22 aprile prossimo, negli spazi della galleria Monitor di Roma, I’m empty like a vegetable: la nuova mostra personale di Graham Hudson (n. 1977) che torna ad esporre in Italia a più di sei anni di distanza. Un nuovo progetto che struttura dunque intorno alla mitica figura dell’attrice americana Jayne Fonda. L’artista inglese utilizza, infatti, il personaggio e la storia emblematica della Fonda per introdurre una serie di tematiche legate alla politica attuale, rivelando uno stretto legame tra ciò che succedeva nel 1968 in Europa e ciò che sta accadendo oggi nello stesso continente: dalla nascita dei recenti movimenti populisti, al grande dibattito sorto di fronte alla questione della sicurezza della società occidentale. Graham Hudson, principalmente noto per installazioni site specific di grandi dimensioni presenta, così, negli spazi della galleria un nuovo corpo di opere che comprenderanno per la prima volta una serie di lavori pittorici, oltre che installazioni e video realizzati tra il 2014 e il 2017.

 

Nico Munuera – La medida de la intuición

Maurizio Caldirola Arte Contemporanea – Monza

Nico Munuera “La medida de la intuición”

Nico Munuera, La medida de la intuición, 2016

Fino al 15 maggio prossimo, la Maurizio Caldirola Arte Contemporanea di Monza, ospita La medida de la intuición, la prima mostra italiana dell’artista valenciano Nico Munuera (n. 1974). Una mostra ideata appositamente per gli spazi della galleria lombarda e che mette insieme un gruppo di opere che fanno parte dell’ultima produzione dell’artista, ma che rappresenta il  lavoro di Munuera  in tutti i suoi aspetti, dall’informale al figurativo astratto derivante da un processo pittorico e geometrico-matematico. Ecco quindi che rigore ed emozione sono i termini di una stessa dialettica felicemente risolta nelle opere dell’artista che, sotto la forma apparentemente statica, contengono al loro interno l’intuizione del passato e del futuro così come la mappatura e la frammentazione sono coniugate nella risoluzione finale dell’intuizione delle sfumature e delle relazioni.

Riccardo De Marchi – 2777

Galleria E3 Arte Contemporanea – Brescia

Un'opera di Riccardo De Marchi

Un’opera di Riccardo De Marchi

Infine, il 21 aprile prossimo, la Galleria E3 Arte Contemporanea inaugura “2777”, personale, a cura di Marco Scotini, di Riccardo De Marchi presso i propri spazi. Le opere De Marchi intendono sfidare l’osservatore in un gioco ermeneutico e interpretativo. Per questo il titolo della mostra rimanda al romanzo postumo e notissimo dello scrittore sudamericano Roberto Bolaño, in cui tanto il suo fantomatico soggetto narrante quanto la trama finiscono nel mistero, attraverso un’epopea degna di Cervantes. Misteriose sono infatti le sue sequenze infinite di segni e fori che non vogliono essere astratte ma rimandare a codici, scritture ideografiche, alfabeti numerici, segnature delle cose che si sottraggono però alla lettura e alla comprensione. I suoi buchi rimangono allineati, alternati in diametri diversi, in file sovrapposte come fossero notazioni musicali su un pentagramma o come fossero testi impaginati in layout grafici, in rotoli e in dittici arcaici: residui archeologici che conservano le tracce testuali pur negandone il senso.

 

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1 Commento

  • armellin ha detto:

    Ad Aprile ho completato la revisione dell’Epilogo del mio Poema visivo del XXI secolo, Epilogo che oltrepassa tutto l’esistente contemporaneo che si fa oggi in Italia (vedere per credere, non ci sono foto).

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