2018 in arte: le grandi mostre da non perdere

Matt Mullican, veduta della mostra, "12 by 2", Villeurbanne, Lione, 2010. Courtesy dell'artista, Mai 36 Galeria, Zurigo. Foto: Blaise Adilon, Lyon. Matt Mullican sarà per la prima volta in Italia con una sua personale a partire dal 12 aprile 2018, quando al Pirelli HangarBicocca sarà inaugurata The Feeling of Things.
Matt Mullican, veduta della mostra, "12 by 2", Villeurbanne, Lione, 2010. Courtesy dell'artista, Mai 36 Galeria, Zurigo. Foto: Blaise Adilon, Lyon. Matt Mullican sarà per la prima volta in Italia con una sua personale a partire dal 12 aprile 2018, quando al Pirelli HangarBicocca sarà inaugurata The Feeling of Things.

Il nuovo anno è iniziato ed è tempo di mettere in agenda gli eventi da non perdere in un 2018 ricco di appuntamenti. Prima di gettarci a capofitto nelle programmazioni delle nostre migliori gallerie d’arte moderna e contemporanea, diamo così uno sguardo alle grandi esposizioni che si terranno in Italia durante l’anno cercando, nei limiti del possibile, di evitare le mostre blockbuster. E così, mentre proseguono i tormentoni Picasso e Frida Kahlo – entrambi protagonisti, prossimamente, a Milano con due ampie retrospettive a Palazzo Reale -, ci piace iniziare questa nostra selezione da Torino dove, dal 23 gennaio, il Museo Ettore Fico inaugurerà Filippo de Pisis. Eclettico Connoisseur mostra pensata per mettere in luce il rapporto a lungo intercorso tra Filippo de Pisis e le fonti pittoriche del presente e del passato, attraverso 150 opere, tra dipinti e disegni.

Filippo de Pisis, Natura morta marina, 1927

Filippo de Pisis, Natura morta marina, 1927

Da Torino a Milano che, anche per il 2018, si conferma capitale artistica del nostro Paese, con un palinsesto – presentato in questi giorni – veramente ricchissimo. Tra le tante proposte ci piace segnalarvi, in prima battuta, Una Tempesta dal Paradiso: Arte Contemporanea del Medio Oriente e Nord Africa, che aprirà i battenti l’11 aprile prossimo alla Galleria d’Arte Moderna. Organizzata in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation di New York, l’esposizione presenterà una selezione di voci e di riflessioni artistiche provenienti da queste due grandi aree geografiche in rapida evoluzione e sulla loro diaspora internazionale.

Abbas Akhavan Study for a Monument, 2013-16 (details) Bronze and cotton, overall dimensions variable Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Guggenheim UBS MAP Purchase Fund 2015.83 © Abbas Akhavan

Abbas Akhavan, Study for a Monument, 2013-16 (details). Bronze and cotton, overall dimensions variable. Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Guggenheim UBS MAP Purchase Fund 2015.83. © Abbas Akhavan

Tra le mostre che si terranno, lungo l’anno, nel capoluogo lombardo, da mettere in agenda anche quella che il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea, a partire dal 4 luglio prossimo, dedicherà all’Arte Contemporanea Brasiliana. Un progetto espositivo che, nell’idea dei curatori Jacopo Crivelli Visconti e Diego Sileo, si propone di riunire una serie di lavori realizzati in Brasile negli ultimi quarant’anni, senza pretendere di costituire un ritratto del paese o della sua scena artistica, ma piuttosto riflettendo sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali.

Nel ricchissimo programma di Palazzo Reale – si va da Picasso ad Alik Cavaliere, passando per Agostino Bonalumi – merita tutta la vostra attenzione la retrospettiva che dal 4 ottobre prossimo sarà dedicata a Carlo Carrà. A trent’anni dall’ultima rassegna dedicatagli a Palazzo Reale, la mostra ripercorrerà, infatti, l’intero percorso artistico di Carrà, attraverso le sue opere più significative: dalle prove divisioniste ai grandi capolavori che ne fecero uno dei maggiori esponenti del Futurismo e della Metafisica, ai dipinti ascrivibili ai ‘valori plastici’, ai paesaggi e alle nature morte che attestano il suo ritorno alla realtà dagli anni Venti, non senza trascurare le grandi composizioni di figura risalenti agli anni Trenta.

Carlo Carrà, Composizione,

E ancora a Milano, da tenere sott’occhio la programmazione del Pirelli HangarBicocca  che in questo 2018 ospiterà, tra le altre mostre, Mario Merz. Igloos (dal 25 ottobre) che presenterà negli spazi delle Navate oltre 30 igloo realizzati tra il 1968 e il 2003, approfondendo gli aspetti e i temi fondamentali di questo corpus di opere, come la relazione tra interno e esterno, tra luogo fisico e concettuale, tra spazio individuale e collettivo. Ma soprattutto, da 12 aprile prossimo ospiterà The Feeling of Things: la prima grande retrospettiva in Italia di Matt Mullican che, per l’occasione, ha concepito un’imponente struttura scultorea sulla forma delle sue iconiche cosmologie in cinque colori che occupa i 3.500 metri quadrati dello spazio espositivo delle Navate. I visitatori sono invitati a entrare e a percorre questa architettura, scoprendo le migliaia di opere esposte al suo interno. Presentando un’ampia selezione di opere dagli anni Settanta ad oggi, inclusi dipinti, frottage, bandiere, sculture in vetro, opere su carta, video, light box, opere a pavimento e grandi installazioni, la mostra esplora gli aspetti più ermetici e profondi della vita.

Mario Marz, Spostamenti, 2003. Veduta dell'installazione, Fondazione Merz, Torino, 2011. Courtesy Fondazione Merz. Foto: Paolo Pellion. Gli Igloos di Merz saranno protagonistai all'HangarBicocca dal 25 ottobre 2018.

Mario Marz, Spostamenti, 2003. Veduta dell’installazione, Fondazione Merz, Torino, 2011. Courtesy Fondazione Merz. Foto: Paolo Pellion. Gli Igloos di Merz saranno protagonistai all’HangarBicocca dal 25 ottobre 2018.

Da Milano a Venezia, dove il 2018 della Collezione Peggy Guggenheim si apre con la mostra Marino Marini. Passioni visive che arriva in laguna dal pistoiese Palazzo Fabroni che l’ha ospitata nel 2017. Ma all’interno della programmazione della Collezione la nostra attenzione è tutta per Osvaldo Licini 1894 – 1958 che celebra i 60° anniversario della scomparsa dell’artista marchigiano. Con oltre 80 opere la mostra, curata da Luca Massimo Barbero, porta in scena quella pittura che per Licini era l’arte dei colori e dei segni, dove questi ultimi esprimevano la forza, la volontà, l’idea e la magia.

Osvaldo Licini, Castello in aria, 1933-1936. Collezione Augusto e Francesca Giovanardi

Osvaldo Licini, Castello in aria, 1933-1936. Collezione Augusto e Francesca Giovanardi

Scendendo in Toscana, due le mostre da segnalare tra quelle che si terranno negli ambienti di Palazzo Strozzi a Firenze. La prima è Nascita di una Nazione. Arte italiana dal Dopoguerra al Sessantotto che dal 16 marzo 2018 ci condurrà attraversi uno straordinario viaggio tra arte, politica e società attraverso opere di artisti come Renato Guttuso, Lucio Fontana, Alberto Burri, Mario Schifano, Mario Merz e Michelangelo Pistoletto per raccontare e riflettere sui contrasti, le trasformazioni e le nuove tendenze artistiche in Italia tra la fine del secondo conflitto mondiale e gli anni della contestazione.

Marina Abramović in "The Artist is present" al MoMa di New York

Marina Abramović in “The Artist is present” al MoMa di New York

In autunno, invece, Palazzo Strozzi ospiterà uno degli eventi più attesi dell’anno: grande mostra dedicata a Marina Abramović che inaugurerà il 21 settembre.L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva, frutto del diretto coinvolgimento dell’artista, che riunirà oltre 100 opere dagli anni Settanta a oggi offrendo, oltre ad una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera e alla riesecuzione dal vivo di sue celebri performance, la possibilità di scoprire la meno nota produzione degli esordi.

Cesare Tacchi, Renato e poltrona, 1966

Cesare Tacchi, Renato e poltrona, 1966

Dal 2 febbraio prossimo, infine, il Palazzo delle Esposizioni di Roma ospiterà Cesare Tacchi: una retrospettiva che, attraverso oltre 100 opere, si propone di tracciare un percorso nella sua intera biografia artistica. Quelle mostre di arte moderna e contemporanea, tra quelle già annunciate, che ci sembrano più interessanti per il 2018. Altre, ovviamente, le segnaleremo durante l’anno.

 

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2 Commenti

  • Cristiana Curti ha detto:

    Mi permetto di segnalare quella che sarà forse la mostra che modificherà la percezione del nostro primo Novecento e che si prefigge, per la sua lettura attraverso rigorosa documentazione, ricostruzione di ambienti e ampiezza di mezzi espressivi analizzati, di suscitare un ampio dibattito sull’arte italiana fra le due guerre del XX secolo. Si tratta di “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” alla Fondazione Prada di Largo Isarco a Milano che sarà inaugurata al pubblico il prossimo 14 febbraio e rimarrà aperta sino al 25 giugno.

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