Da Vedova a Picasso: 8 appuntamenti per un’estate ad arte

Particolare dell’allestimento della mostra “Emilio Vedova De America”. Photo Vittorio Pavan, Venezia
Particolare dell’allestimento della mostra “Emilio Vedova De America”. Photo Vittorio Pavan, Venezia
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Le scuole sono finite e l’estate è ormai alle porte, ma il mondo dell’arte non si ferma e sono tantissime le mostre che inaugurano nelle nostre principali città. Come al nostra solito abbiamo cercato di selezionare quelle che, secondo noi, sono le più interessanti da mettere in agenda come “gustosa” parentesi tra un tuffo al mare e un viaggio all’estero. Il tutto per un itinerario in 8 tappe che da Venezia si dirige verso sud per poi tornare nella città lagunare. E la nostra selezione di mostre estive non potrebbe che iniziare con Emilio Vedova De America, la mostra che da domani, domenica 18 giugno, sarà visitabile negli spazi del Magazzino del Sale e dello Spazio Vedova. Il ciclo De America, presentato nel Magazzino – dove sarà movimentato dalla macchina robotica progettata da Renzo Piano – consiste in 14 dipinti su tela ed è stato realizzato dall’artista tra il 1976 e il 1977. Sono opere tutte in bianco e nero, di grande formato, che riflettono il legame espressivo dell’artista con l’arte americana. Dagli anni quaranta Vedova è infatti in costante relazione con il linguaggio degli artisti promossi da Peggy Guggenheim a Venezia, da Jackson Pollock a Franz Kline, affiancandosi alle loro ricerche. Un omaggio alle esperienze statunitensi e all’arte d’oltreoceano, attraverso il quale l’artista cerca una connessione con la storia dell’arte italiana, di cui è stato protagonista. I dipinti riflettono infatti un’affinità tra linguaggio del passato, la connessione con l’intensità dinamica e energetica del futurismo, e l’affinità contemporanea con le gestualità segnica, di matrice orientale, affermatasi con l’action painting e l’espressionismo astratto.

 

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata

Genova – Palazzo Ducale

Vivian Meier, New York, NY

Vivian Maier, New York, NY

Il 23 giugno prossimo, invece, arriva a Genova l’attesissima mostra retrospettiva Vivian Maier. Una fotografa ritrovata che ricostruisce il lavoro fotografico della grande e sconosciuta autrice, presentando al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso. L’esposizione sarà ospitata a Palazzo Ducale e presenterà 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti. Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto – New York e Chicago – con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa.

 

Un’eterna bellezza. Il canone classico nell’arte italiana del primo Novecento

Rovereto – MART

Felice Casorati, "Ritratto di Renato Gualino" (dettaglio), 1923-1924, olio su compensato, Istituto Matteucci, Viareggio

Felice Casorati, “Ritratto di Renato Gualino” (dettaglio), 1923-1924, olio su compensato, Istituto Matteucci, Viareggio

Il giorno successivo, 24 giugno, apre al Mart di Rovereto la grande e attesa mostra dedicata a uno dei momenti più ricchi dell’arte italiana del Novecento: Un’eterna bellezza. Il canone classico nell’arte italiana del primo Novecento. Organizzata in collaborazione con Fundación MAPFRE di Madrid, l’esposizione propone un percorso tra le opere dei maestri dell’arte italiana che guardano al passato e al canone classico come fonte di ispirazione. Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni:  Metafisica del tempo e dello spazio; Evocazione dell’antico; Ritorno alla figura. Il ritratto; Il nudo come modello; Paesaggi; Poesia degli oggetti; Le stagioni della vita. In mostra oltre cento opere di alcuni tra i più significativi protagonisti dell’arte italiana: Carrà, Casorati, de Chirico, de Pisis, Savinio, Severini, Sironi ma anche Bucci, Cagnaccio, Donghi, Dudreville, Funi, Malerba, Marini, Martini, Marussig, Oppi e Wildt.

 

David Tremlett – Wall Drawing

Coazzolo – Chiesetta della Beata Maria Vergine del Carmine 

L'intervento di David Tremlett alla Chiesa della B.M.V. del Carmine – Loc. Gallo, Coazzolo (AT)

L’intervento di David Tremlett alla Chiesa della B.M.V. del Carmine – Loc. Gallo, Coazzolo (AT)

Ancora il 24 giugno, giornata storica nelle Langhe con il ritorno di  David Tremlett, vent’anni dopo la realizzazione della Cappella del Barolo a La Morra, per inaugurare alle ore 11:30 il suo ultimo intervento artistico: il wall drawing della Chiesetta di Coazzolo. L’artista britannico riceverà, nell’occasione, la cittadinanza onoraria dal sindaco: un importante riconoscimento all’impegno profuso per la valorizzazione del territorio. Oggetto dell’espressione artistica di Tremlett è la Chiesetta, tuttora consacrata, della Beata Maria Vergine del Carmine, edificata alla fine del Seicento in aperta campagna, con una vista che spazia sulle colline del Moscato fino ad arrivare al Monviso. L’edificio, con i suoi oltre 300 metri quadri di superficie pittorica esterna, ha rappresentato per David Tremlett un assolo artistico di altissimo livello. La superficie è stata suddivisa in tre parti con altrettanti colori dominanti: giallo per l’atrio porticato, terra di Siena per il corpo della chiesa e verde oliva per la sacrestia e il basamento.

 

Helidon Xhixha – In Ordine Sparso

Firenze – Giardino di Boboli

Helidon Xhixha

Helidon Xhixha

Il 26 giugno prossimo al Giardino di Boboli di Firenze arriva, invece, In Ordine Sparso, la grande mostra dedicata all’artista di origini albanesi Helidon Xhixha, che ricorderete per le sculture galleggianti alla Biennale di Venezia del 2015. Per l’occasione l’artista ha cercato di approfondire temi molto complessi legati al Caos e all’Ordine, ispirandosi alla natura e alla geometria sacra. L’esposizione sarà divisa in due sezioni dove la differenza tra Caos e Ordine apparirà subito chiara. Nella Limonaia del Giardino di Boboli l’artista guarderà alla natura, al fine di scoprire il caos. Opere, quelle che Helidon Xhixha ha creato per la mostra a Boboli che si riferiscono in due modi all’origine rinascimentale di questo luogo straordinario:  da un lato partono dalla concezione matematica dell’arte, come la vediamo realizzata da Filippo Brunelleschi e da Paolo Uccello, dall’altro canto rispondono all’intreccio tra arte e natura che nella Tribuna degli Uffizi e nella Grotta Grande del Buontalenti ha raggiunto vette di profonda valenza filosofica.

 

Vincenzo Agnetti. A cent’anni da adesso

Milano – Palazzo Reale

Vincenzo Agnetti. A cent’anni da adesso. Milano, Palazzo Reale, dal 4.7.2017 al 24.9.2017.

Vincenzo Agnetti. A cent’anni da adesso. Milano, Palazzo Reale, dal 4.7.2017 al 24.9.2017.

 

Da Verona a Milano dove il 4 luglio prossimo a Palazzo Reale inaugurerà la mostra Vincenzo Agnetti. A cent’anni da adesso a cura dell’Archivio Vincenzo Agnetti e di Marco Meneguzzo. Attraverso un percorso espositivo che si snoda tra più di cento opere realizzate tra il 1967 e il 1981 e che, nel loro insieme, restituiscono un’immagine chiara del percorso dell’artista. L’esposizione ci invita, così,  attraverso un’analisi critica e “sentimentale”, a riscoprire l’universo artistico di Agnetti, cogliendone l’originalità, il rigore critico, la poetica e la straordinaria contemporaneità.  Per l’occasione, peraltro, la galleria Osart di Milano, ha deciso di prorogare fino al 21 luglio la sua mostra Vincenzo Agnetti. Oltre il Linguaggio, che vi avevamo già segnato in passato.

 

Piero Gilardi. Estetiche dell’Antropocene

Carrara – Palazzo Cybo Malaspina

Piero Gilardi, Palmeto con cocchi, 2001. Collezione privata

Piero Gilardi, Palmeto con cocchi, 2001. Collezione privata

 

Dal 7 luglio al 26 agosto, Palazzo Cybo Malaspina, sede dall’Accademia di Belle arti di Carrara, ospita la mostra Piero Gilardi. Estetiche dell’Antropocene, a cura di Gaia Bindi. L’esposizione propone un incontro con l’opera di Gilardi, in cui il rapporto uomo-natura, o più precisamente natura-cultura nella sfera antropica, è il nucleo problematico delle elaborazioni teoriche e delle conseguenti espressioni artistiche dagli anni Sessanta ad oggi. In mostra una selezione di 9 lavori, di cui sette grandi Tappeti-Natura e due installazioni interattive.

 

PICASSO. Sulla spiaggia

Venezia – Collezione Peggy Guggenheim

Pablo Picasso, Donne sulla spiaggia, 1937

Pablo Picasso, Donne sulla spiaggia, 1937

Si torna, infine a Venezia, dove dal 26 agosto 2017, la Collezione Peggy Guggenheim presenta, negli spazi espositivi delle Project Rooms, la mostra-dossier PICASSO. Sulla spiaggia, a cura di Luca Massimo Barbero. Attraverso una selezione unica e raffinatissima di opere, tre dipinti, dieci disegni realizzati da Pablo Picasso tra febbraio e dicembre del 1937 e una scultura, esposte insieme per la prima volta, Barbero cerca di gettare nuova luce sul lavoro dell’artista spagnolo, evidenziando i suoi collegamenti con quel Mediterraneo che ha avuto un ruolo così importante nella sua carriera artistica: dalle radici in Spagna, alla vita in Francia, alle relazioni con artisti e forme d’arte che avevano nel Mediterraneo un punto di riferimento.

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