MyTemplArt: l’archivio cloud per il collezionista del XXI secolo

MyTemplArt

Il nostro punteggio

10 Architettura

9 Comunicazione

10 Funzionalità

10 Contenuto

10 Gestione

6 Accessibilità

8 Grafica

VOTO

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Dotare la propria collezione di un archivio ordinato, che contenga una descrizione precisa e puntuale delle opere possedute e corredato da una documentazione fotografica completa, è indispensabile per svolgere in tempi rapidi tutte quelle operazioni che sono necessarie in caso di richiesta di valutazione, di aggiornamento del valore, di compravendita, di assicurazione, di prestito e anche di furto. In altre parole, un archivio ordinato e aggiornato in cui siano conservate, per ciascun pezzo, la documentazione consegnata dal mercante al momento dell’acquisto (fattura compresa) e tutte quelle informazioni che si accumulano durante la vita dell’opera è uno dei modi migliori per prendersi cura della propria collezione. Con le nuove tecnologie, oltre all’archivio cartaceo (fondamentale e insostituibile), ogni collezionsita ha oggi varie possibilità: network online, canali social dedicati, app e, da quest’anno, anche un vero e proprio archivio cluod: MyTemplArt, presentato a Bologna in occasione dell’ultima edizione di Arte Fiera. L’abbiamo esplorato per voi, così da capirne le potenzialità.

 

Il  vostro archivio sempre al sicuro e a vostra disposizione

 

MyTemplArt è il primo strumento di Cloud computing dell’arte disponibile sul mercato mondiale. Uno strumento pensato per inventariare il patrimonio artistico sia pubblico che privato e si rivolge sia a chi l’arte la produce (artisti, creativi ecc.) sia a chi la fruisce (mercanti, collezionisti, ciritici, giornalisti ecc.).

MyTemplArt

MyTemplArt – la piattaforma (clicca per ingrandire)

Tra i suoi punti di forza si possono annoverare sicuramente la possibilità di avere il proprio archivio sempre a disposizione (di fatto basta avere accesso ad una connessione internet) e la garanzia di privacy: neanche i gestori hanno accesso al vostro archivio e solo voi potrete decidere con chi condividerlo. Insomma, come per la vostra raccolta vera, anche su MyTemplArt potrete tenere le vostre opere lontane da occhi indiscreti. I creatori di MTA garantiscono anche sulla sicurezza dell’archivio e di questo, per forza di cosa, dobbiamo fidarci, nella speranza di non venire smentiti.

 

Accessibile nel prezzo e nell’utilizzo

 

Iscriversi a MyTemplArt è velocissimo – pochi clic e siete dentro –  e anche dal punto di vista economico lo strumento messo a punto dalla Artechne srl di Povegliano Veronese (VR) è decisamente accessibile: si può optare per un abbonamento gratuito (fino a 30 opere e un solo utente), per quello basic da 99 euro + iva (fino a 250 opere e tre utenti) o per quello professional da 399 euro + Iva (opere illimitate e 5 utenti). Se poi avete esigenze particolari potete richiedere uno spazio personalizzato.

Una volta loggati, non occorre molto per capire come funziona ed iniziare ad archiviare le prime opere, compilando schede dettagliate e impostate per avere un’archiviazione scientifica della vostra collezione. E se qualcosa vi sfugge, avete a disposizione dei video tutorial molto chiari. Insomma, pochi minuti e sarete in grado di muovervi con sicurezza in un ambiente pensato per essere “familiare” anche a chi non ha molta dimestichezza con questi strumenti. Il menu è semplicissimo e l’unica voce che, all’inizio, può sembrare “ostile” è workspace: termine poco intuitivo che significa “spazio di lavoro”, ma che di fatto vi serve per creare dei sottoinsiemi nelle vostre collezioni. Un esempio: se la nostra collezione si chiama “Arte Italiana” all’interno potremmo avere un workspace denominato “fotografia” e uno chiamato “grafica”. Insomma, al di là dei termini, i due livelli “collezione” e “workspace” vi permettono di personalizzare al massimo la struttura del vostro archivio. Non dobbiamo dimenticarci, d’altronde, che MyTemplArt nasce per il collezionista privato e per quello pubblico (musei, fondazioni ecc.).

La Dashboard (bacheca) di MyTemplArt

La Dashboard (bacheca) di MyTemplArt

Per il resto trovate: “i miei artisti”, “le mie opere”, “le mie collezioni”, “la mia biblioteca” (in cui inserire i cataloghi e le pubblicazioni dove compaiono i vostri artisti e le vostre opere) e “Condivisioni”. Questa ultima sezione è uno strumento molto importante che vi permette di condividere con chi volete le opere e gli artisti che desiderate. Cliccando su “condivisioni” avrete sempre sotto controllo chi ha accesso a cosa e, in ogni momento, potrete decidere di revocare il permesso. La condivisione è, d’altronde, un elemento fondamentale nella vita di un artista e di un collezionista.

Infine: i tutorials, dedicati a chi incontra qualche difficoltà. Ma va detto che in 5′ si riesce già a padroneggiare lo strumento con una cerca abilità. Complimenti, quindi, all’italiana Artechne srl che ha messo a punto uno strumento agile, funzionale e dall’architettura impeccabile. Peccato per l’accessibilità, unico tasto dolente di un lavoro ben fatto, ma  visto che MyTemplArt è ancora in una versione beta tutto può essere facilmente risolto prime del rilascio della versione definitiva che, da marzo 2015, permetterà anche una certificazione mediante QR Code delle opere inserite in archivio.

© 2015, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

5 Commenti

  • Fabio Dodesini ha detto:

    Come fondatore di MYK ART (vedasi http://www.mykollektion.com) di cui tu Nicola Maggi ci dedicasti un cordiale e piacevole articolo proprio su queste tue pagine, mi permetto di evidenziare alcune pecche che ritengo strategiche: il prezzo, la connessione vie internet, la poca "vestibilità su misura" che sono il frutto, e lo dico con spirito collaborativo e non di critica invidiosa o concorrenziale, di una "scorciatoia" della corretta sequenza del procedimento. Caso incredibile, proprio ieri ero a Verona a parlare con un collega proprio della mia app e oggi scopro che loro sono veronesi…. che ne direbbero di parlare e unire le forze? 😉 Comunque l'idea è buona anche ad esempio Collectrium fa già qualcosa di simile a loro…

  • Nicola Maggi ha detto:

    Effettivamente unire le forze non sarebbe male. Per la vestibilità su misura ho visto che hanno un'opzione che la prevede, ma va richiesto un preventivo ad hoc. Non essendo un tecnico, però, mi fermo qui.

  • Stefano Armellin ha detto:

    Non mi convince, ho visto anche altre Ditte ma continuo a ritenere il mio Blog Archivio modellato su misura per la mia The Opera Collection la migliore soluzione e : a costo zero ! SA http://armellin.blogspot.com

  • MyTemplArt ha detto:

    Ciao Fabio, grazie mille del tuo feedback. Potremmo sicuramente incontrarci per illustrarti al meglio i punti del progetto MyTemplArt, siamo aperti a qualsiasi confronto.

  • Fabio Dodesini ha detto:

    Armellin > Non ho capito il tuo commento
    Mytemplart > Volentieri! 😉

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