Online Art Market: vendite cresciute del +24% in un anno

The Hiscox Online Art Trade Report 2016
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A differenza della flessione registrata nel mercato globale dell’arte, le vendite online di opere continuano a crescere e nel 2015 hanno raggiunto quasi i 3.3 miliardi di dollari, segnando un +24% rispetto al 2014. E per il 2020 si parla di un business che dovrebbe raggiungere i 9.6 miliardi. A rivelarlo The Hiscox Online Art Trade Report 2016, pubblicato in questi giorni in collaborazione con ArtTactic. A guidare la crescita delle vendite online sono, in primo luogo, le piattaforme delle case d’asta tradizionali con Christie’s che guida la classifica e Sotheby’s che occupa il 4° posto. E questo nonostante la competizione tra le realtà “online only” sia sempre più forte, con nuove piattaforme che nascono in continuazione. Ma il dato più interessante del rapporto è, con molta probabilità, quello relativo alle nuove generazioni di collezionisti, sempre più attratte dal web come canale d’acquisto e di “ispirazione”. Un segnale, questo, che è bene tener presente visto che i cosiddetti Millennials rappresentato, di fatto, il futuro del mercato.

 

Un mercato di fascia bassa, ma resistente

 

Il 73% delle compravendite online di arte avviene in una fascia di prezzo tra i 100 e i 5000 $ a dimostrazione di come, quello online, sia un mercato principalmente di fascia bassa. La crescita del 24% registrata nel 2015, in controtendenza con quanto rilevato, invece, nel mercato delle aste offline, lo caratterizza come un mercato estremamente solido anche se, dai dati del Report Hiscox/ArtTactic emerge in modo chiaro una certa sua difficoltà ad attrarre nuovi acquirenti. Per quanto parziale, come ogni indagine a campione, infatti, dal rapporto emerge come, nel 2015, se è cresciuto il numero degli intervistati che negli ultimi 12 mesi hanno comprato arte online (passato dal 39% del 2014 al 49% del 2015) è calata, invece, la percentuale dei nuovi (-2%) e dei giovani collezionisti (-3%) che hanno fatto acquisti nel web. Una flessione che, secondo gli analisti, potrebbe essere imputabile al fatto che molti di loro comprano arte per investimento. Il rallentamento,  quindi, risentirebbe del rallentamento generale del mercato dell’arte, frutto delle incertezze economiche e politiche del momento.

 

Online Art Market: il regno di Millennials

 

Al di là della flessione del numero di giovani collezionisti che si avvicinano all’acquisto nel web, a tenere alto lo sviluppo del mercato dell’arte online sono proprio loro: i giovani. Dallo studio condotto da Hiscox/ArtTactic emerge, infatti, come il 19% dei collezionisti under 35 abbia dichiarato di aver acquistato la prima opera nel web: nel 2014 erano il 15%. La Generazione Y, ossia quella dei cosiddetti Millennials, diventa così strategica per lo sviluppo di questo canale di vendita. Basti pensare che il 46% dei giovani tra i 18 e i 35 anni intervistati per il rapporto ha dichiarato di aver acquistato arte online e il 58% di questi ha fatto almeno due acquisti. Come se non bastasse il 68% ha affermato di voler acquistare ancora arte nel web nel prossimi 12 mesi. Ovviamente, data la giovane età, sono orientati principalmente verso opere dai costi contenuti con l’86% degli intervistati che acquista entro i 5000 dollari. E importanti, per le loro scelte, sono i social network con Instagram (65%) che supera Facebook (60%) e Linkedin (28%). Tre social dove il ruolo degli influencer è svolto, in primo luogo, dai Musei (79%), seguiti dalle Gallerie (68%) e dagli Artisti (66%).

I Millennials in breve raccontanti in questa info-grafica realizzata da people-press

I Millennials in breve raccontanti in questa info-grafica realizzata da people-press

A dispetto della giovane età, però, non pensate che questi collezionisti di nuova generazione siano poi tanto diversi dai loro padri. Anche loro, infatti, selezionano le piattaforme dove acquistare in base alla qualità delle opere proposte e alla reputazione delle gallerie o dei mercanti. Ma trattandosi di canali di vendita online, anche dalla facilità di ricerca offerte dai siti. Indicazioni preziose per chi sta pensando di sviluppare o implementare il proprio canale online. Come preziose sono le informazioni relative ai 3 motivi che scoraggiano i giovani dall’acquisto: l’impossibilità di vedere fisicamente le opere per valutarne sia l’aspetto che le condizioni e la mancanza di sufficienti indicazioni relative alla qualità delle stesse. Tre problematiche la cui soluzione, però, appare veramente dietro l’angolo: basta dare loro la possibilità di trovare online il condition report, il certificato di autentica e dargli 30 giorni per restituire l’opera nel caso in cui non siano soddisfatti dell’acquisto e ogni barriera sarà abbattuta.

 

Il ritardo delle gallerie d’arte

 

Nonostante l’importanza che i canali social delle Gallerie hanno nel determinare le scelte delle nuove generazioni di collezionisti, stupisce come questo settore del mercato sia ancora in ritardo per quanto riguarda il commercio (e la comunicazione) online. Solo 28% delle Gallerie intervistate dagli autori del report, infatti, ha dichiarato di dare ai propri clienti l’opportunità di acquistare le opere anche online e solo il 17% di coloro che non lo fanno ha affermato di volerlo fare entro i prossimi 12 mesi. E addirittura il 39% delle gallerie ha dichiarato di non avere nessuna strategia online. Chi invece vende arte anche tramite web lo fa, nel 26% dei casi, appoggiandosi su piattaforme di terze parti (Artsy, Artspace ecc.) e solo un 22% ha un suo canale o una App. Un ulteriore 22% invece, usa un canale misto unendo al canale personale la collaborazione con piattaforme esterne.

 

La TOP 10 del mercato dell’arte online

 

Fin qui lo scenario in cui si sta sviluppando il mercato dell’arte online. Ma quali sono le piattaforme più importanti? Ecco la Top 10 che tiene conto non solo dei fatturati, ma anche della soddisfazione dei clienti in termini di esperienza di navigazione, di servizi offerti e di acquisto.

  1. Christie’s LIVE: lanciata del 2006, la piattaforma online di Christie’s è la prima al mondo con un fatturato che, nel 2015, ha raggiunto i 23.8 milioni di £.
  2. Artsy: nata nel 2009, la piattaforma newyorchese è oggi la seconda in classifica. Nel 2015 il numero delle gallerie, delle fiere e delle istituzioni presenti su Artsy è duplicato.
  3. Artnet: al terzo posto in classifica troviamo quella che oggi è la più “antica” piattaforma online per la compravendita di arte. Artnet nasce, infatti, nel 1989 e unisce al canale di vendita anche un magazine di qualità e uno dei più importanti price-database.
  4. Sotheby’s BIDnow: nel 2015 il canale online di Sotheby’s, lanciato nel  2004, ha generato oltre 100 milioni di £ di fatturato. Dal 2015 la casa d’aste ha una partnership anche con eBay Live.
  5. Paddle8: nata nel 2011, Paddle8 è una casa d’aste online con base a New York. Il suo fatturato è cresciuto, nell’ultimo anno, del 100%. Da qualche tempo, peraltro, offre un servizio gratuito di stima delle opere e si occupa anche di vendite private. Tra i suoi investitori troviamo galleristi di prima grandezza come David Zwirner o Jay Jopling, ma anche artisti di fama internazionale come Damien Hirst.
  6. Saatchi Art: nel 2015 le transazioni di quella che è, con molta probabilità, la piattaforma online più conosciuta dal grande pubblico, hanno raggiunto i 12 milioni di $. Saatchi Art ha ridefinito l’esperienza dell’acquisto online d’arte, offrendo al suo pubblico un servizio gratuito di Art Advisory e una selezione di opere selezionate da curatori.
  7. 1stdibs: nata nel 2001, 1stdibs è un canale e-commerce dedicato ad oggetti rari e da collezione di vario genere e ha un fatturato di circa 100 milioni di $ all’anno.
  8. Artspace: nata nel 2011 Artspace.com è leader per l’arte contemporanea proponendo ai suoi collezionisti sia opere di artisti storicizzati che di emergenti. A dicembre 2015 ha lanciato anche una versione on paper del suo magazine che viene distribuita nelle principali fiere. Sempre lo scorso anno è nata anche la App che permette di essere aggiornati sulle mostre che si tengono nelle varie città.
  9. Auctionata: la casa d’aste online tedesca ha chiuso il 2015 con un fatturato di 80 milioni di euro.
  10. eBay Art: eBay non ha certo bisogno di presentazioni. Ma è bene sapere che dal 2015 su quella che è la più famosa piattaforma di aste online del web è possibile acquistare arte grazie alla collaborazione con Sotheby’s.

 

© 2016, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

12 Commenti

  • Post molto interessante, per esperienza personale però ho visto che pur essendo iscritta in alcuni di questi portali di arte, se non si ha un appoggio reale non si vende. Mi spiego meglio, coloro che vendono on line è perchè comunque si sono già fatti un nome ed hanno una quotazione…

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Cara Monica, quello che dici non mi meraviglia. Come emerge anche dal report che ho sintetizzato, infatti, chi compra online è, alla resa dei conti, guidato spesso dai social delle gallerie o di altre istituzioni. L’acquisto online, tutto sommato, segue logiche molto simili a quello offline e chi acquista arte nel web cerca ciò che conosce o di cui sente comunque parlare. Di fatto è un canale che si aggiunge a quelli tradizionali.

      • Concordo. È un quadro avvilente per chi dipinge con passione e non riesce ad emergere in un mondo in cui comunque ciò che conta è l’amicizia giusta, la galleria giusta, il momento giusto. Non ho amici giusti, arrivò sempre troppo presto i troppi tardi e la mia gallerista è una bella persona ma molto simile a me nelle due priorità.

        • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

          Capisco l’avvilimento, ma una galleria, per quanto piccola, dovrebbe lavorare proprio per dare visibilità agli artisti che segue. Altrimenti che fa? Oggi i modi per farlo anche con budget limitati ci sono, forse una riflessione sarebbe opportuna. Non credi?

          • È una vita che rifletto… 45 anni per trovare una gallerista che creda in me e che lavori con onestà. La visibilità agli artisti che segue da parte della mia gallerista c’è, ma è ovviamente rapportata al suo potere nell’ambiente artistico. Le gallerie di spicco non mi vedono neppure, mi rendo conto di proporre un genere che non è di moda…

          • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

            Certo, capisco. Il problema di fondo, per quanto riguarda i canali online di cui stiamo parlando, è che temo siano poco usati in Italia. E questo ovviamente rende tutto più difficile a chi come te cerca di promuoversi su queste piattaforme: il pubblico di riferimento è diverso (e distante) da quello intercettato dalla galleria e quindi non ne ricerca gli artisti…

          • Grazie dell’analisi. Temo di non essere mai la persona giusta al momento giusto nel posto giusto. Comunque l’Italia è molto arretrata a livello web, io uso molto le risorse on LINE ma trovo sempre difficoltà per lo scarso uso da parte degli altri, ci sono le opportunità ma non vengono usate, non sono conosciute.

          • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

            Sono d’accordo con lei (per la seconda parte). Sulla prima, più personale, credo che già avere una galleria che ti segue si un elemento positivo che dovrebbe darti fiducia. Semmai potresti guardarti attorno per cercarne una seconda, in una zona diversa ovviamente. Ma di questo, se vuoi, possiamo parlarne privatamente.

          • Grazie, ne parlerei volentieri, dimmi come posso contattarti in privato 🙂

          • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

            Mandami una email da form di contatto del sito, così ti mando la mia.

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