Il perito d’arte del Tribunale: cosa fa, quando interviene e… come lo si diventa

La giornalista Fiona Bruce (al centro) protagonista, assieme al gallerista e esperto d'arte Philip Mould della seria Fake or Fortune? della BBC One.
La giornalista Fiona Bruce (al centro) protagonista, assieme al gallerista e esperto d'arte Philip Mould della seria Fake or Fortune? della BBC One.
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Il Perito [dal lat. peritus, part. pass. di *periri “fare esperienza”], in termini generali, è una figura professionale dotata di particolari competenze tecniche-specialistiche e, perciò, deputata a fornire valutazioni e stime attendibili in un determinato ambito. Nel settore dell’arte, il Perito è l’esperto (di solito uno storico dell’arte), specializzato in un determinato autore o periodo storico, in grado di rilasciare la perizia: una valutazione circa l’autenticità, lo stato di conservazione, la datazione o l’epoca e la storia dell’opera (c.d. expertise), oltre alla quantificazione del valore economico della stessa. In tale operazione, i dati di mercato vengono recuperati dagli stessi galleristi che trattano gli artisti e dalle banche dati che registrano le vendite all’asta delle opere in tutte le piazze di Italia; le principali sono Artnet e Artprice. (Leggi -> Expertise, Perizia e Stima)

 

Il Perito d’arte presso i Tribunali…

 

In ambito giudiziario, il Perito d’arte può assumere la veste di Consulente Tecnico di Parte (C.T.P.) nel caso in cui venga incaricato da una parte del giudizio per ottenere e produrre, quale elemento di prova, la valutazione circa l’autenticità ed il valore dell’opera d’arte, oppure di Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.) nell’ipotesi in cui sia il Giudice ad affidargli discrezionalmente l’incarico qualora, per la risoluzione della causa, si rendano necessarie cognizioni specifiche in materie che il Giudicante stesso non conosce né è tenuto a conoscere. Il Perito non esercita, quindi, attività decisoria – di esclusiva competenza del Giudice; tuttavia, l’opinione espressa nella sua relazione tecnica difficilmente viene contraddetta da quest’ultimo, ragion per cui le conclusioni cui giunge il Perito hanno spesso un effetto dirompente nel processo. Per tali motivi, il Perito d’arte ha il dovere morale e deontologico di astenersi dall’assumere l’incarico nel caso in cui vi sia un conflitto di interesse nella valutazione di un’opera d’arte, oltre a evitare di offrirsi per valutazioni su movimenti, artisti, periodi storici, tecniche o quant’altro sui quali il medesimo non abbia un’adeguata preparazione.

 

…tra cause penali…

 

Nello specifico, il Perito esperto d’arte può assumere un ruolo, spesso dirimente, sia nei giudizi penali che in quelli civili. Con riferimento alla prima ipotesi, i reati che vengono per lo più in rilievo sono quelli inerenti alla violazione del diritto d’autore: il riferimento è ai delitti di contraffazione (violazione del diritto patrimoniale dell’autore), plagio (violazione del diritto morale di paternità dell’opera se l’opera illecitamente riprodotta sotto nome diverso dall’autore viene anche modificata), plagio-contraffazione (la riproduzione illegittima dell’opera è accompagnata dall’attribuzione a soggetto diverso dal vero autore), nonché usurpazione (l’illecita riproduzione “fedele” di opera altrui è diffusa con proprio nome). Le violazioni possono concernere anche una singola parte dell’opera. In tali ipotesi, il Perito dovrà evidenziare l’autenticità o meno dell’opera e l’eventuale plagio o contraffazione, specificando, altresì, le modalità con le quali è stato perpetrato il reato.

 

…e civili

 

In secondo luogo, il Perito d’arte può essere chiamato quale Consulente tecnico anche nell’ambito delle cause civili: nello specifico, in materia di successioni, in caso di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario, la perizia è volta alla stima del patrimonio del de cuius, (ivi comprese eventuali opere d’arte) facilitando, quindi, la valutazione dell’erede circa l’opportunità dell’accettazione dell’eredità una volta bilanciati debiti e crediti del defunto. Infine, il Perito d’arte assume un ruolo di estrema rilevanza in tutti giudizi azionati dai soggetti che hanno motivo di temere la violazione del proprio diritto all’utilizzazione economica di un bene (art. 156 Legge sul diritto d’autore): in tali ipotesi, infatti, compito del Perito d’arte è quello di verificare che la violazione ci sia stata e che il diritto spetti a chi ha intrapreso l’azione.

 

Il caso De Chirico

 

Famosissimo il caso De Chirico, che vide l’illustre pittore al centro di una polemica che lo accusava di dichiarare non autentiche certe sue opere per creare incertezze tra critici, collezionisti e commercianti. Con riguardo al dipinto Piazza d’Italia (Souvenir d’Italie II) datato 1913, che De Chirico reputava essere una “grottesca copia”, fu avviato un lungo processo (1947-1956) che in primo grado diede torto all’artista confermandone l’autenticità.

Perito - Giorgio De Chirico, Piazza d’Italia (Souvenir d’Italie II), 1913

Giorgio De Chirico, Piazza d’Italia (Souvenir d’Italie II), 1913

Appello e Cassazione ribaltarono però il giudizio sulla base di elaborate perizie e Souvenir d’Italie II fu giudicato una copia, come asseriva l’autore, e se ne dovettero abradere la firma e la data.

 

L’Albo dei Periti

 

Data la rilevanza del ruolo svolto dai Periti in ambito giudiziario, assume particolare interesse la conoscenza delle regole che presiedono alla tenuta e gestione dei relativi Albi. Presso ogni Tribunale sono istituiti, infatti, un Albo dei Consulenti Tecnici d’Ufficio (in materia civile) e un Albo dei Periti (in materia penale) divisi per categorie, ai quali il Giudice attinge per scegliere il proprio ausiliario. Gli incarichi devono essere equamente distribuiti tra gli iscritti all’Albo e il Presidente del Tribunale deve vigilare sul fatto che a nessuno dei Periti iscritti allo stesso siano conferiti incarichi in misura superiore al 10% di quelli affidati dall’Ufficio (art. 23 disp. att. c.p.c.). Tale previsione è stata introdotta dal Legislatore nel 2009 per arginare ed evitare il pericolo che il Giudice possa scegliersi il proprio “consigliere” di fiducia, creando un incarico ad personam in spregio dei meccanismi di pubblicità e trasparenza imposti dalla legge. Occorre rilevare, tuttavia, che nella prassi delle aule dei Tribunali spesso sono nominati gli stessi Periti che hanno maturato esperienza in ambito giudiziario e il cui curriculum si caratterizza per essere collegato a particolare Istituzioni o Case d’asta.

 

Come si diventa Perito del Tribunale

 

Occorre chiedersi, a questo punto, come può fare un Perito ad ottenere l’iscrizione agli Albi del Tribunale. L’iscrizione nell’Albo può essere richiesta, mediante domanda al Presidente del Tribunale (responsabile della tenuta dello stesso), da chiunque sia fornito di speciale e comprovata competenza tecnica in una determinata disciplina artistica, artista o epoca d’arte e sia iscritto nella rispettiva Camera di Commercio con sede nel circondario del Tribunale. Con riferimento, in particolare, al requisito della necessaria iscrizione al Ruolo dei Periti ed Esperti della propria Camera di Commercio (categorie sub “Attività varie”), si rileva come siano richiesti, a tal fine, vari titoli e documenti validi a comprovare l’idoneità all’esercizio dell’attività di Perito od Esperto nella categoria richiesta. Ogni Camera di Commercio ha le proprie regole, ma, tendenzialmente, sono richiesti il curriculum vitae, le pubblicazioni, i titoli di studio conseguiti, le attestazioni di corsi frequentati, nonché le referenze e il resoconto delle esperienze di lavoro effettuate. È agevole rilevare, quindi, come sia necessario aver già eseguito delle perizie per potersi iscrivere al relativo Ruolo della Camera di Commercio e presentare domanda di iscrizione agli Albi dei Periti e Consulenti presso il Tribunale: in altre termini, si è di fronte al paradosso secondo cui occorre aver già eseguito delle perizie per diventare Periti.

Thierry Bruet, Expertise, 2012. Olio su tela.

Thierry Bruet, Expertise, 2012. Olio su tela.

La domanda di iscrizione all’Albo va presentata, in determinati periodi dell’ anno a seconda della città, utilizzando i moduli (talvolta) disponibili nell’apposita sezione del sito web del singolo Tribunale (ogni Tribunale, infatti, ha la propria procedura e referenti), allegando la documentazione richiesta (tra cui attestazione in originale del versamento delle tasse di concessioni governative, fotocopia di un documento di riconoscimento in cui sia visibile la firma, curriculum vitae firmato e dettagliato, nonché eventuali titoli o documenti, anche in copia, ritenuti utili ai fini della valutazione del possesso di una determinata competenza tecnica). La domanda è esaminata, tendenzialmente in primavera, da un Comitato composto dal Presidente del Tribunale, dal Procuratore della Repubblica, da un rappresentante della Camera di Commercio e da un rappresentante dell’Ordine degli Avvocati; al termine dell’istruttoria, la decisione (accoglimento o rigetto) sull’istanza viene comunicata all’interessato.

Nota per il lettore

Articolo scritto in collaborazione con l'avvocato Giulia Nibi

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