Power 100: Cecilia Alemani tra i potenti del mondo dell’arte

Cecilia Alemani
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Sale a 6 il numero degli italiani inseriti nella Power 100, la classifica delle persone più influenti del mondo dell’arte pubblicata annualmente dal magazine americano Art Review e che quest’anno vede l’ingresso, come New Entry, di Cecilia Alemani, curatrice del bellissimo Padiglione Italia di quest’anno alla Biennale dei Venezia e prima Under 40 ad essere nominata, nel 2011, alla guida di High Line Art, il programma di arte pubblica sulla High Line di New York. Ruolo col quale ha contribuito a creare quello che è diventato un modello per la committenza pubblica d’arte e la pianificazione urbana, con murales e installazioni di Barbara Kruger, Kerry James Marshall e Sheila Hicks.

«Alemani – si legge nel testo della Power 100 – è l’esempio preminente di quella curiosa entità che è il “curatore delle fiere d’arte”: ha guidato il Frieze Projects a Frieze New York sin dalla sua creazione nel 2012, oltre a commissionare nuove opere destinate alla fiera per creare un riallestimento annuale di progetti di artisti storici come il Flux-Labyrinth di George Maciunas (1976) o il ristorante FOOD (1971) di Gordon Matta-Clark. È stato inoltre annunciato che Alemani sarà il direttore artistico per una settimana di programmazione pubblica per lanciare il primo progetto “Cities” di Art Basel, a Buenos Aires, l’anno prossimo».

Cecilia Alemani, che entra al 78° posto in classifica, si viene ad affiancare, così, al marito Massimiliano Gioni – veterano della Power 100 – che quest’anno si trova al 21° posto, perdendo 3 posizioni rispetto al 2016 (19°). Conquista 12 posizioni Miuccia Prada che, grazie alla sua attività in campo artistico e alla sua capacità di essere sempre al posto giusto nel momento giusto, raggiunge il 33° posto in classifica. Perdono posto, invece, i galleristi Massimo De Carlo (66°, era 61° nel 2016) e Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi & Maurizio Rigillo della Galleria Continua (76°, erano al 73° posto lo scorso anno), tra i due si colloca un’altra collezionista italiana: Patrizia Sandretto Re Rebaudengo la cui Fondazione, quest’anno, è arrivata a Madrid con una nuova sede. Sandretto scala 4 posizioni e arriva alla 69° piazza.

Se questi sono gli italiani inseriti in classifica da Art Review, a guidare la Power 100 di quest’anno è l’artista tedesca Hito Steyerl, balzata dal 7° al 1° posto per il suo impegno nel cercare di distruggere quel nesso che collega l’arte al “lato oscuro” di poteri economici e finanziari che si nutrono di speculazione immobiliare, evasione fiscale, riciclaggio di denaro e mercati finanziari deregolati.

 

Chi è Cecilia Alemani

 

Nata nel 1977 a Milano, Cecilia Alemani vive e lavora a New York dove, dal 2011, è direttrice e capo curatrice di High Line Art, il programma di arte pubblica sulla High Line di New York, presentato dall’organizzazione non-profit Friends of the High Line. Dal 2011 ha prodotto e mostrato il lavoro di più di 200 artisti internazionali, con grandi installazioni site-specific, mostre di gruppo, performance, video, billboard e murales, portandoli a un pubblico di circa 8 milioni di visitatori l’anno. Ha lavorato con artisti come El Anatsui, John Baldessari, Carol Bove, Olafur Eliasson, Mark Grotjahn, Camille Henrot, Barbara Kruger, Louise Lawler, Paola Pivi, Ed Ruscha, Sarah Sze, Adrian Villar-Rojas e Nari Ward, per citarne alcuni.

Dal 2011 è anche curatrice di Frieze Projects, il programma curatoriale non-profit di Frieze New York, dove ha commissionato nuovi progetti, performance e opere sonore. Per Frieze Projects ha anche organizzato una serie di tributi a spazi non-profit del passato, tra cui il ristorante FOOD di Gordon Matta-Clark, l’Al’s Grand Hotel di Allen Ruppersberg, il Fluxlabyrinth e un tributo speciale a Daniel Newburg con Maurizio Cattelan.

Ha collaborato con molti musei, istituzioni e fondazioni, oltre a seguire anche iniziative meno convenzionali in spazi non-profit e progetti indipendenti. Nel 2011 è stata guest curator per Performa, la biennale di performance a New York. È co-fondatrice di No Soul For Sale, un festival di spazi indipendenti, organizzazioni non-profit e collettivi artistici che ha avuto luogo a X Initiative nel 2009 e alla Tate Modern di Londra nel 2010, per celebrare i dieci anni dell’apertura del museo. Dal 2009 al 2010 è stata direttrice curatoriale di X Initiative, uno spazio sperimentale indipendente a New York, dove ha curato molte mostre tra cui monografiche di Keren Cytter, Luke Fowler, Hans Haacke, Christian Holstad, Derek Jarman, Mika Tajima, Tris Vonna-Michell e Artur Zmijewski.

Come curatrice indipendente ha organizzato mostre in musei, gallerie e spazi non-profit tra cui Glee, Blum and Poe, Los Angeles (US), 2011; The Comfort of Strangers, MoMA/PS1, New York (US), 2010; Solaris, Gió Marconi Gallery, Milano (I), 2009; ONLY CONNECT, Bloomberg Headquarters with Art in General, New York (US), 2008; boundLES, New York (US), 2007; e Things Fall Apart All Over Again, Artists Space, New York (US), 2005. Ha collaborato con numerose riviste d’arte tra cui Artforum.com, Domus Magazine, Garage Magazine, Mousse Magazine, Klat, Modern Painters, Art Press, October Magazine e Flash Art.

Laureata in Filosofia presso l’Università degli Studi di Milano (2001), ha un master in Studi Curatoriali (2005) presso il Bard College, Center for Curatorial Studies, Bard College a Annandale-on-Hudson, New York.

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