Le “qualità” dell’opera d’arte

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Il titolo di questo articolo è volutamente ambiguo. Come è ambiguo il termine “qualità”, in particolare nell’uso che spesso ne viene fatto nel Sistema dell’Arte, non sempre legato a caratteristiche oggettive dell’opera, ma a elementi soggettivi o di opportunità. Un mercante ha tutto l’interesse a definire un lavoro che sta vendendo come un’opera di grande qualità, se non addirittura di “qualità museale”. Termine, quest’ultimo, molto in voga, ad esempio, nel mondo delle aste.

Un buon collezionista, ma anche il semplice acquirente accorto, deve però saper andar oltre il messaggio di “marketing” ed essere capace di verificare se esistono o meno quei parametri che determinano, sul mercato (e non solo), la qualità di un’opera. Un’operazione, questa, che richiede una certa dose di esperienza e di conoscenza. E in cui i tre “organi” principe del collezionismo – occhi, cuore e testa – devono necessariamente lavorare all’unisono per poterci condurre verso un acquisto consapevole. Vediamo, allora, quali sono gli aspetti qualitativi di un’opera che devono essere verificati, in primo luogo, quando si decide di acquistare e/o collezionare artisti storicizzati:

Datazione

Come abbiamo già visto nell’articolo dedicato alla carriera degli artisti, la creatività di questi ultimi non è quasi mai costante nel tempo. E a periodi di grande sperimentazione seguono spesso lunghe stagioni di ripetizione. Per capire se l’opera che intendiamo acquistare ha la data “giusta”, è necessario valutarla, quindi, da un doppio punto di vista: in relazione alla storia dell’arte, per capire come si colloca la ricerca dell’artista e l’opera in esame all’interno di un determinato periodo storico; in relazione alla carriera dell’artista. L’opera è stata realizza in uno degli apici creativi dell’artista o, invece, appartiene ad una fase più ripetitiva della sua carriera?

Rappresentatività

Con questo termine si intende una cosa tanto semplice quanto importante. Ossia se l’opera che si ha per le mani riflette o meno le caratteristiche peculiari dell’artista che l’ha prodotta. Questo,  anche se un artista, lungo la sua carriera, si è cimentato con varie modalità espressive, contenuti e ispirazioni diverse (si pensi a Picasso). Tanto più in un’opera sarà riconoscibile il “segno” del suo autore tanto più sarà rappresentativa e quindi di valore artistico. A patto, ovviamente, che abbia e la “data” giusta. Anche in questo caso è necessario conoscere bene la produzione dell’artista che si sta per comprare.

Tecnica e Supporto

Gli artisti si cimentano, durante la carriera, con più tecniche e supporti. E non tutte le tecniche e i supporti hanno la stessa “importanza” all’interno della produzione di un determinato artista e questo influisce pesantemente sul loro valore economico. Si tratta di una valutazione da fare caso per caso, cercando di collocare nella giusta stagione creativa i lavori su un supporto “inusuale” per l’artista in questione; di comprendere se sono opere secondarie o meno, realizzate magari per accontentare il mercato e non per soddisfare una determinata necessità artistica. Oltre al fatto che conoscere la tecnica e il supporto ci dà preziose indicazioni su come andrà poi conservata un’opera.

Rarità

La rarità più che un fattore di qualità è un valore aggiunto che ha riflessi importanti da un punto di vista prettamente economico. Come rarità si intende, in questo caso, la difficile reperibilità sul mercato. Alcuni esempi: è rara l’opera di un artista il cui lavoro è quasi tutto conservato nei musei, come è rara un’opera che torna sul mercato dopo moltissimo tempo. La rarità si valuta, peraltro, in relazione anche alla datazione e alla rappresentatività dell’opera in questione.

Provenienza

Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un parametro che non ha niente a che fare con la qualità intrinseca dell’opera. Quando si parla di provenienza, infatti, si intende da quale collezione/proprietà proviene l’opera immessa sul mercato, da quale mercante/galleria ecc. Più il soggetto che la mette in vendita è prestigioso più l’opera avrà un valore aggiunto in termini economici. A patto, ovviamente, che sussistano i primi due elementi. Nella provenienza, peraltro, si possono inserire anche le mostre in cui  l’opera è stata esposta.

Pubblicazioni

Stesso discorso per le pubblicazioni. In questo caso però ad essere valutate sono le pubblicazioni in cui l’opera è  stata riprodotta: cataloghi di mostre, catalogo ragionato dell’artista, ecc.

Stato di Conservazione

Elemento spesso non tenuto nella giusta considerazione è, infine, lo stato di conservazione di un’opera. Ma si tratta di un fattore molto importante, in particolare dal punto di vista del valore economico. Un’opera danneggiata, infatti, richiederà da parte vostra un costoso intervento di restauro. Ma anche un’opera restaurata potrebbe creare qualche problema: l’intervento è stato fatto in modo idoneo? Ha compromesso l’integrità dell’opera? Tutte cose che è necessario valutare chiedendo, eventualmente, la scheda conservativa dell’opera in questione.

NOTA BENE: Come avrete visto, il parlare di qualità nel mercato dell’arte mette in gioco vari fattori che non sempre sono strettamente legati all’artista e alla sua creazione. Ma si tratta di elementi che possono influenzare in modo più o meno significativo il valore di un’opera. E quando ci si confronta con il mercato è necessario tenerne di conto, assieme al curriculum dell’artista, di cui abbiamo già parlato in passato. Un’ultima considerazione: questi 7 parametri vi dovrebbero anche far riflettere su come sia difficile investire in arte.

© 2015, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

1 Commento

  • Stefano Armellin ha detto:

    Condivido tutte queste giuste osservazioni, nel mio caso la rarità di The Opera Collection 1983/1985 é anche quella di aver mai avuto un ingresso di mercato. E qui si potrebbe aprire una nota critica sulla reale qualità degli operatori del settore contemporary, con la tendenza (in generale) a girare la solita minestra di nomi per evitare di rischiare con il nuovo autentico. Salvo poi ricredersi quando questo nuovo "spacca" il mercato lasciando tutti costoro a bocca asciutta ma piena, come al solito, di vuote parole sul bello e sul significato dell'arte. Stefano Armellin http://armellin.blogspot.com

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