Aste: debutto timido per Finarte

Un momento dell'asta di Finarte al Palazzo della Permanente
Un momento dell'asta di Finarte al Palazzo della Permanente
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Debutto con qualche incertezza di troppo per Finarte. Le due aste di ieri pomeriggio a Milano (11 novembre), dedicate a Arte e Fotografia del XX Secolo e Arte Contemporanea  si sono chiuse con un totale complessivo di poco al di sopra di 1.7 milioni di euro, contro un’aspettativa minima pre-asta di almeno 3.3 milioni di euro. Delude, in particolare, il primo catalogo, dove è rimasto invenduto il 57% dei lotti (58/101) facendo registrare un vero e proprio flop per quanto riguarda la fotografia: su 69 opere ben 46 non sono state aggiudicate. Un po’ meglio l’asta di Arte Contemporanea dove, su un catalogo di 122 lotti, gli invenduti sono stati “solo” il 39%. Ma vediamo come è andata.

 

Ore 15: Arte e Fotografia del XX Secolo

 

Nel Palazzo della Permanente, sede della prima asta di Finarte, il clima è calmo e tranquillo rispetto al rumoroso e movimentato cocktail di lunedì scorso che ha chiuso la preview. Eppure c’è tanta attesa e la sala assiste quasi con il fiato sospeso al primo colpo di martello del banditore Bruno Muheim: 40.000 euro è l’aggiudicazione per il primo lotto della sessione di Arte e Fotografia del XX secolo, aggiudicato al telefono di Camilla Prini: Enrico Prampolini, Organismi Cosmici, dipinto del 1930 inserito in catalogo con una stima di 40-60.000 euro. La partenza è buona e il secondo lotto, Schemi astratti su fondo bianco di Osvaldo Licini supera più del doppio la stima massima: il martello batte a 47.000 euro (stima: 15-20.000 €).

OSVALDO LICINI, Schemi astratti su fondo bianco, 1942. In catalogo con una stima di 15-20.000 euro, il dipinto è stato aggiudicato per 47.000 euro.

OSVALDO LICINI, Schemi astratti su fondo bianco, 1942. In catalogo con una stima di 15-20.000 euro, il dipinto è stato aggiudicato per 47.000 euro.

Le prime quattro opere sfilano via tranquillamente poi qualcosa si incrina e iniziano i primi invenduti alternati da aggiudicazioni quasi sempre sulla stima minima se non addirittura al di sotto. E se il martello è deciso sul lotto 8 di Ennio Morlotti (Ulivi a Bordighera), aggiudicato a 14.000 €, appare, invece, un po’ sotto tono il risultato della Femme au turban di Severini al lotto 11, venduto a 40.000 euro contro una stima di 50-70.000. Tra i De Chirico abbiamo un invenduto al lotto 12, Cavallo e cavaliere, ma un’aggiudicazione a 220.000 per la Piazza d’Italia al lotto 14, di poco al di sotto della stima minima (230.000 €). Peccato per il Nudo Sdraiato di Renato Guttuso (lotto 26), battuto a 48.000 euro quando la stima minima lo voleva almeno a 80. Ma dello stesso artista va molto bene la tela Oggetti del 1978  a 25.000 euro (Stima: 8-12.000 €). Alla fine, dei 31 lotti di arte del XX secolo 12 risulteranno invenduti.

RENATO GUTTUSO, Oggetti, 1978. Olio su tela. 60 x 75 cm. In catalogo con una stima di 8-12.000 euro il dipinto è stato aggiudicato per 25.000.

RENATO GUTTUSO, Oggetti, 1978. Olio su tela. 60 x 75 cm. In catalogo con una stima di 8-12.000 euro il dipinto è stato aggiudicato per 25.000.

Ma il vero disastro è la parte dedicata alla fotografia: 69 le opere proposte di cui, una ventina, provenienti dall’importante collezione di Fabio Castelli. Penalizzata, forse, da una scarsa pubblicità e dall’essere stata inserita in un catalogo non dedicato, questa sessione ottiene solo delle modeste soddisfazioni con Tensione scacchiforme di Franco Grignani (lotto 42) aggiudicata a 4.500 euro e Camions di Franco Vaccari (lotto 66) battuta a 5.000 euro. Delle 6 fotografie Mario Giacomelli in catalogo solo due vengono aggiudicate e, per di più, sotto la stima minima: Il teatro della neve (lotto 67), battuto a 900 euro, e Dalla Rotonda al Mare (lotto 71) a 1.100 euro. Tra i molti invenduti, tutta la serie di Giuseppe Pino e quella, stupenda, di Enrico Cattaneo. La sessione di Arte e Fotografia del XX secolo, pur con qualche soddisfazione, si chiude con un totale di poco al di sopra dei 500.000 euro contro un’aspettativa minima di almeno 1.3 milioni.

 

Ore 18: Arte Contemporanea

 

La sala pian piano si riempie, accogliendo anche molte persone in piedi. Atmosfera calda, telefoni pronti. Buoni i risultati iniziali, con entrambi i Tancredi venduti a cifre soddisfacenti: il lotto 8, un Senza titolo del 1953, viene aggiudicato a 3.800 euro e il Senza titolo del 1957 (lotto 9) a 42.000 euro, entrambi aggiudicati in sala. Anche Landa invernale, opera del 1957-58 di Renato Birolli (lotto 10), conteso tra pretendenti al telefono e in sala, raggiunge la cifra di 35.000 €, superando la stima massima. Invenduto Superficie 676 di Capogrossi (lotto 14), ma buon risultato per il Senza titolo del 1951 di Carol Rama (lotto 27), battuto a 7.500 euro.

RENATO BIROLLI, Landa invernale, 1957 - 1958. Olio su tela. 89,5 x 147 cm

RENATO BIROLLI, Landa invernale, 1957 – 1958. Olio su tela. 89,5 x 147 cm

Per la sessione della Pop Art un notevole Mario Schifano, Pittura del 1959 (lotto 32), centra le aspettative e viene aggiudicato per 75.000 euro e sono tutti venduti anche gli altri lotti a suo nome. Mentre nella sezione dedicata alle Superfici monocrome, delude il top lot della serata: Senza titolo (Superficie blu) di Enrico Castellani (lotto 58), che viene aggiudicato al minimo della stima (300.000 €) mentre si difendono bene i Turi Simeti, aggiudicati tutti ad acquirenti al telefono: Un ovale bianco del 1980 (lotto 62) è stato conteso tra quattro rivali per poi essere aggiudicato a 35.000 euro (stima: 18-22.000 €), e così anche Un ovale grigio che ha raggiunto i 26.000 euro contro una stima in catalogo di 12-18.000.

LOTTO 32 - MARIO SCHIFANO, Pittura, 1959. Cemento su tela. 190 x 130 cm. Stima: 60-80.000 euro.

LOTTO 32 – MARIO SCHIFANO, Pittura, 1959. Cemento su tela. 190 x 130 cm. Stima: 60-80.000 euro.

L’atmosfera di fa frizzante quando è il momento dell’Arte Cinetica e Programmata di Nanda Vigo con due importanti aggiudicazioni: a 28.000 euro il Cronotopo del 1965 al lotto 74 e a 40.000 euro quello inserito al lotto 75. Al contrario, le due opere di Grazia Varisco sono rimaste entrambe invendute e lo stesso è accaduto a quelle di Dadamaino.  Tutto aggiudicato, invece, il gruppo di opere di Elio Marchegiani e risultato notevole per Città di poeti in fase esplosiva (lotto 98) di Gianfranco Baruchello, aggiudicato al telefono per 32.000 euro, oltre la stima massima. Mentre per quanto riguarda la sessione di Pittura Analitica e Scritture, va registrato l’ottimo risultato di Oltre il linguaggio, lavoro del 1968 di Vincenzo Agnetti (lotto 104) venduto a 42.000 euro. Mentre delude Griffa che, però, è presente in catalogo con opere piuttosto recenti.

Il momento finale dell'aggiudicazione dell'opera Oltre il linguaggio (1968) di Vincenzo Agnetti

Il momento finale dell’aggiudicazione dell’opera Oltre il linguaggio (1968) di Vincenzo Agnetti

Nella parte dedicata alla Transavanguardia spicca, invece, Piero Pizzi Cannella con tutti e tre i suoi lotti presentati in catalogo andati venduti in sala. Chiudono l’asta serale di Arte Contemporanea due positive aggiudicazioni di Alessandro Papetti: Autotreno del 2005, battuto a 11.000 euro (lotto 121), e Interno del 1996 aggiudicato per 5.500 euro (lotto 122). Più di 1.200.000 euro il totale raggiunto per la prima asta di Arte Contemporanea firmata Finarte che fa registrare una performance decisamente migliore di quella dedicata all’Arte e alla fotografia del XX secolo ma che, comunque, raggiunge un risultato ben lontano da quei 2 milioni dell’aspettativa minima. A pesare sull’andamento di questa prima asta, forse, qualche stima un po’ sopra l’asticella che ha portato a qualche battuta di martelletto in meno, tuttavia i risultati positivi ci sono stati e il catalogo messo insieme dalla rinata casa d’aste milanese era molto buono. Il pubblico è rimasto attento fino alle 20.00 passate, segnando la fine dell’asta con un applauso.

Nota per il lettore

Tutte le aggiudicazioni riportate sono da intendersi come prezzi di martello (hammer price) ossia buyer's premium escluso

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6 Commenti

  • armellin ha detto:

    I vincitori si vedono alla partenza e qui la partenza é stata fiacca…

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Nel mercato dell’arte non è così semplice. Anche perché stiamo parlando dell’Italia e per crescere, da noi più che altrove, servono acquirenti stranieri. Le case d’asta italiane che hanno fatturati interessanti hanno anche un 70% di vendite fuori dai confini nazionali. Per quanto “storica”, la Finarte di ieri era alla prima asta e il mercato non si costruisce in pochi mesi. La cosa positiva è che sono riusciti a mettere insieme un catalogo interessante e non era scontato. Significa che i collezionisti e i galleristi hanno dato fiducia al progetto. I clienti arriveranno. La gara non è ancora iniziata, qui siamo ancora al rodaggio!

  • manlio brusatin ha detto:

    Ri-partire da fermi non è facile, Armellin vince in partenza, beato lui! Uno staff di giovani eccezionali con un catalogo extra, andrà molto molto avanti.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Concordo con lei. Ed è ancor più vero parlando di un mercato come quello italiano, dove gli spazi di manovra sono pochi. Il catalogo era ottimo, ma con stime un po’ alte e sull’estero mi sa che hanno fatto poco in termini di comunicazione. Al di là di questo, certe volte meglio una partenza lenta che un fuoco d’artificio iniziale e poi il nulla.

      • armellin ha detto:

        Un momento. Io mi riferisco solo al testo di Cecilia, dove si scrive di “vero e proprio flop per la fotografia” e nel titolo : debutto timido ; stop. Mi va bene la partenza lenta, sostengo da sempre una pedagogia della lumaca, ma se Finarte vuole fare il salto di qualità deve guardarsi in giro e capire cosa c’é di nuovo oltre ai soliti noti e ai soliti prezzi : http://armellin.blogspot.com

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