Aste: Il Ponte supera i 5.6 milioni di euro. Nuovi record per Mino Rosso e Irma Blank

Una vista della mostra dei lotti dell'asta del Ponte con, al centro, l'opera di Irma Blank che oggi ha fatto registrare il nuovo record d'asta per l'astista di origine tedesche.
Una vista della mostra dei lotti dell'asta del Ponte con, al centro, l'opera di Irma Blank che oggi ha fatto registrare il nuovo record d'asta per l'astista di origine tedesche.
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L’ascesa della casa d’aste Il Ponte nel panorama italiano non sembra conoscere sosta. E ancora una volta la casa di Via del Pontaccio a Milano porta a casa un risultato sopra le righe, chiudendo la sua asta primaverile di arte moderna e contemporanea con un totale di 5.640.000 euro (diritti inclusi), ad un soffio dal record stabilito nella primavera scorsa, e un tasso di venduto del 93% in lotti. E se di record se ne sono visti solo due, quelli di Irma Blank – che con il suo Radical Writings, Schrifzug=Atemzuge del 1994 ha raggiungo gli 80.000 euro – e dello sculture Mino Rosso, sono state tantissime le aggiudicazioni che hanno ampiamente superato le più rosee aspettative. A partire proprio da Rosso, la cui scultura in bronzo al lotto 145, Rapporti di Forme del 1934, partiva da una stima in catalogo di 5.500-7.500 euro ed è stata, invece, aggiudicata a 27.000 euro ben oltre il precedente record stabilito nel 2015 da Farsetti: 14.500 euro.

LOTTO 145 - Mino Rosso, Rapporti di forme, 1934. Scultura in bronzo, h cm 49

LOTTO 145 – Mino Rosso, Rapporti di forme, 1934. Scultura in bronzo, h cm 49

Un segnale, quello lanciato da questo risultato, che in qualche modo ufficializza la ripartenza del mercato della scultura anche in Italia, con Colloquio duro di Pietro Consagra che, al lotto 194, raggiunge i 40.000 euro di prezzo di martello contro una stima di 25-35.000 euro). E Arnaldo Pomodoro, di cui il Ponte proponeva una bellissima Asta Cielare, XXIII del 1998, che raggiunge agilmente i 60.000 euro della stima massima. Così come sembra ripartire da quest’asta anche il mercato delle opere su carta che oggi, in Via del Pontaccio, hanno fatto registrare alcune aggiudicazioni veramente degne di nota. Con il rarissimo acquerello del 1918 a firma di Vasilij Kandinsky che è stato battuto a 86.000 euro (la stima era di 50-70.000 euro). O il delicatissimo acquerello di Joan Mirò del 1963 aggiudicato per 72.000 contro una stima di 15-25.000 euro.

LOTTO 226 - Joan Miro, "Senza titolo" 1963 pastelli a cera e pennarello su carta, cm 34x25,5

LOTTO 226 – Joan Miro, “Senza titolo” 1963 pastelli a cera e pennarello su carta, cm 34×25,5

Per non parlare del bozzetto di Christo  – Store Front Project del 1964 – proposto al lotto 217 con una stima di 100-120.000 euro e volato a 195.000 euro. Una delle aggiudicazioni più alte dell’intera asta insieme alla Natura Morta di Morandi (lotto 228); un olio su tela del 1961 che ha sentito battere il martello a 450.000 euro quando in catalogo era stata presentata con una stima di 200-250.000 euro. Ma tornando alle carte in catalogo un’altra aggiudicazione degna di nota è certamente quella del Personnage dans un paysage, china su carta del 1960 a firma di Jean Dubuffet battuta a 50.000 euro. Segnali positivi anche per l’astrattismo italiano con Badiali, Rho, Radice e Soldati che rispettano tutte le aspettative.

LOTTO 250 - Jean Dubuffet,"Personnage dans un paysage" 1960 china su carta, cm 23x31

LOTTO 250 – Jean Dubuffet,”Personnage dans un paysage” 1960 china su carta, cm 23×31

E se oggi si sono visti solo due record – confermando peraltro un trend che mi sembra abbia caratterizzato un po’ tutte le aste del primo semestre di quest’anno -, sono tantissimi gli artisti che nell’asta del Ponte hanno portato a casa alcuni dei loro migliori risultati di sempre. E’ il caso, ad esempio, di Achille Funi il cui Autoritratto del 1921, presentato al lotto 158 con una stima di 5-7.000 euro è stato conteso a colpi di offerte fino a raggiungere la bellezza di 48.000 euro, ossia la terza miglior aggiudicazione di sempre per Funi.

LOTTO 158 - Achille Funi, "Autoritratto" 1921 olio su tavola, cm 36x32

LOTTO 158 – Achille Funi, “Autoritratto” 1921 olio su tavola, cm 36×32

Sorte simile per Emilio Scanavino che con il Senza titolo del 1966 al lotto 180 raggiunge i 90.000 euro (stima: 20-30.000) ad un passo dal suo record stabilito nel 2016 da Dorotheum e pari a 95.000 euro. E vicino al nuovo primato arriva anche Carlo Battaglia che al Ponte è di casa e realizza, con 22.000 euro di hammer price per Visionario del 1968 (lotto 192), il sua seconda aggiudicazione migliore.

LOTTO 258 - Irma Blank, Radical Writings, Schrifzug=Atemzug, 1994. Olio su tela, cm 160x160

LOTTO 258 – Irma Blank, Radical Writings, Schrifzug=Atemzug, 1994. Olio su tela, cm 160×160

Sul finale, poi, arriva anche il secondo record della serata che incorona l’artista italiana, ma di origini tedesche, Irma Blank con un prezzo di martello di 80.000 euro per Radical Writings, Schrifzug=Atemzug, olio su tela del 1994 proveniente da una collezione privata. Un risultato tre volte superiore al precedente record, realizzato nel 2015 da Neumeister in Germania e che incorona questa artista in uno momento clou della sua carriera che la vede anche tra i protagonisti della Biennale di Venezia 2017. Inutile aggiungere altro.

NOTA: salvo dove indicato diversamente, tutti i prezzi sono da intendersi senza diritti d’asta.

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