Asta Martini: record per Simonetti, Zappettini, Cotani, Stein e Scirpa

La Sale Room di Studio d'Arte Martini poco prima dell'inizio dell'asta di dicembre.
La Sale Room di Studio d'Arte Martini poco prima dell'inizio dell'asta di dicembre.
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Dopo l’ottima asta di ottobre lo Studio d’Arte Martini di Brescia mette a segno un altro risultato degno di nota a conferma dell’ottimo lavoro che questa casa d’aste sta portando avanti ormai da anni. Caratterizzata da una sala vivace, con collezionisti che si sono contesi a colpi di rilanci i 126 lotti in catalogo, l’asta del 18 dicembre scorso si è infatti chiusa con un totale di 833.100 € (diritti inclusi) e un tasso di venduto del 91%. Cinque i nuovi record d’asta stabiliti da Gian Emilio Simonetti, Gianfranco Zappettini, Paolo Cotani, Joël Stein e Paolo Scirpa.

Dopo un inizio tranquillo, l’asta bandita dallo Studio Martini si accende al lotto 16 dove troviamo Lo spessore ecologico dal punto di vista della coesistenza, opera del 1969 di Gianni Emilio Simonetti. L’opera, esposta nel 1970 a New York in occasione della mostra Simonetti: paintigs che si tenne alla Galerià Bonino parte da un valutazione 8-10.000 euro per sentire il martello che batte a 13.000 euro realizzando un nuovo record per l’artista e, soprattutto, marcando un prezzo importante per quello che è stato tra i pochi esponenti del Situazionismo in Italia oltre che protagonista dell’esperienza artistico/politica di Fluxus e dell’avventura Cramps/Multipla. Piuttosto raro in asta – solo 50 i suoi passaggi fino ad oggi – quasi mai il suo valore aveva superato i 5000 euro. Tanto che il suo precedente primato, realizzato durante l’asta del giugno scorso nella sale room del Ponte, era di soli 3.900 euro.

LOTTO 16 - GIANNI EMILIO SIMONETTI - Lo spessore ecologico dal punto di vista della coesistenza pacifica, 1969

LOTTO 16 – GIANNI EMILIO SIMONETTI – Lo spessore ecologico dal punto di vista della coesistenza pacifica, 1969

Le opere scorrono rapidamente con pochissimi intoppi per arrivare ad una delle parti più interessanti del catalogo: i lotti 33-39, dove troviamo una serie di opere a firma degli artisti della cosiddetta Pittura Analitica, vera specialità della casa d’aste bresciana. E infatti anche qui i risultato importanti non mancano. Tra tutti i due nuovi record d’asta stabiliti da Gianfranco Zappettini e Paolo Cotani. Di Zappettini, l’asta Martini proponeva due opere storiche: N. 86/1975 del 1975, aggiudicata per 15.000 euro, cifra che eguaglia il record realizzato il 17 settembre scorso da Fabiani Arte, e Superficie analitica n. 244. Un’opera preziosa che prelude alle successive ricerche condotte nell’ambito della Pittura Analitica, corrente che nascerà “ufficialmente” nel 1974, mentre il lavoro in questione è del 1973, l’anno in cui Zappettini inizia a produrre i suoi Quadri bianchi. E, infatti, le offerte si susseguono e questo acrilico su tela, valutato 15-20.000 euro e che qualche anno fa era stato esposto nella mostra La linea analitica dell’arte – Pittura Analitica (2013) organizzata da Valmore Studio d’Arte, raggiunge agilmente i 18.000 euro: un nuovo record con conferma il momento felice del mercato di questo artista che, da tre anni, è in continua ascesa con un tasso di invenduto veramente basso a fronte di una presenza in asta in aumento.

LOTTO 36. GIANFRANCO ZAPPETTINI - Superficie analitica n. 244, 1973

LOTTO 36. GIANFRANCO ZAPPETTINI – Superficie analitica n. 244, 1973

Si arriva così a Bende, opera del 1975 a firma di Paolo Cotani, anch’essa presente nella mostra fondamentale del Valmore Studio, che ha segnato il rilancio dell’Analitica. Come per il  lotto di Zappettini, anche in questo caso ci troviamo davanti ad un lavoro che porta una data importante: è proprio il 1975, infatti, quando Paolo Cotani espone le prime Bende elastiche alla  IX Biennale di Parigi. E il record non manca: proposta con una stima di 30-40.000 euro, questo acrilico su bende elastiche sente il martello battere a 33.000 euro. Una cifra importante, che alza di molto l’asticella del mercato di questo artista il cui record precedente, stabilito da Meeting Art a giugno, era di soli 12.000 euro.

LOTTO 39. PAOLO COTANI - Bende, 1975

LOTTO 39. PAOLO COTANI – Bende, 1975

Dalla Pittura Analitica si passa così all’Arte Cinetica, Programmata e Optical, altro focus importante dell’asta Martini di domenica scorsa. La sezione è guidata da A 131, un alluminio su tavola del 1961 a firma di Getulio Alviani che parte da una stima in catalogo di 40-50.000 euro ed è stata aggiudicata per 41.000 €.  Ma è qualche opera prima che in sala viene realizzato un nuovo record con il Senza Titolo (1965) di Joël Stein, artista francese allievo di Fernand Léger e co-fondatore del Centre de Recherche d’Art Visuel e poi del GRAV. L’opera è aggiudicata per 21.500 euro segnano un primato che arriva a pochi mesi dal precedente, realizzato sempre da Studio Martini a giugno. Martini, peraltro, si conferma come la sua casa d’aste di riferimento visto che nel suo “archivio” lo Studio di Brescia può annoverare tutti i record di Stein dal 2014 ad oggi.

LOTTO 69. PAOLO SCIRPA - Pozzo - Espansione, n. 43, 1979

LOTTO 69. PAOLO SCIRPA – Pozzo – Espansione, n. 43, 1979

Dopo una serie di ottime aggiudicazioni per Grazia Varisco e Gianfranco Pardi, si arriva così al lotto 69: Pozzo – Espansione, n. 43, opera del 1979 a firma di Paolo Scirpa che realizza il quinto record della serata: 22.000 euro. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un artista il cui mercato è segnato proprio dai passaggi da Martini dove aveva realizzato anche il suo precedente primato di 19.000 euro, datato 26 giugno 2016, peraltro uguagliato anche nell’asta di ottobre. L ‘asta dello Studio d’Arte Martini si avvia così alla sua conclusione, con una seconda parte in cui spiccano, tra le altre, le ottime aggiudicazioni di Bice Lazzari, Luigi Ghirri, Luigi Ontani e Helidon Xhixa.

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2 Commenti

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Nicola l’ARTE ANALITICA, più ancora della PITTURA ANALITICA, è sicuramente tra i sodalizi più significativi del dopoguerra per sperimentazione e esplorazione, un linguaggio che potrebbe trovare riconoscimento anche in un panorama internazionale.
    Personalmente sono maggiormente attratto dalla PITTURA ANALITICA quella vera, quella essenziale, quella riduttiva, quella trascendente, ritrovata sulla classica tela o carta, tre nomi su tutti GUARNERI, VERNA e GRIFFA. Però come ho premesso esiste anche l’ARTE ANALITICA, quella che ha superato la tradizionale superficie, quella che ha trovato territorio favorevole in altri materiali, più attuali, più riscontrabili nella quotidianità.
    Credo che dopo l’ARTE POVERA già osannata, questa corrente di pensiero è un altro fiore all’occhiello della nostra arte contemporanea.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Daniele, ne sono convinto anch’io. Per poterla lanciare sul mercato internazionale però servirebbe un maggior lavoro nelle retrovie italiane e magari un appoggio anche più istituzionale, quando invece oggi è tutto solo in mano ad un gruppo di ottime gallerie che però non so se abbiano la forza di fare arrivare i nostri artisti oltre ai confini nazionali. Ad oggi solo Griffa sembra riuscirci. E questo è un peccato.

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