Cotani e Colombo accendono l’asta di Pandolfini. Record per Italo Ferro

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Asta senza grandi sussulti da Pandolfini che ha comunque chiuso il suo doppio appuntamento del 12 giugno scorso al Centro Svizzero di via Palestro di Milano con un totale di 1.923.625 euro (diritti inclusi) e un tasso di venduto del 70% in lotti e addirittura del 102% in valore. E questo anche se, entrando nel dettaglio, non sono state tantissime le aggiudicazioni di rilievo con le opere che, in linea di massima, rispettano le aspettative anche se non sono mancati momenti di grande lotta tra i bidder che hanno preso parte all’asta di arte moderna e contemporanea della casa fiorentina. Già nella tornata mattutina, ad esempio, il trittico Cow Going Abstract di Roy Lichtenstein al lotto 3 è stato venduto per 13.125 euro contro una stima in catalogo di 4-6.000 euro. Ma è ovviamente nella sessione del pomeriggio, dove erano presenti le opere più pregiate, che si sono viste le aggiudicazioni più interessanti. A partire da Paolo Cotani, presente al lotto 209 con K12A del 1975 che partendo da una valutazione di 5-8.000 euro è stato aggiudicato per 35.000 euro. Ossia il suo secondo miglior risultato di sempre, considerando che il record attuale di Cotani è di 33.000 euro (diritti esclusi).

LOTTO 209 – Paolo Cotani, K12a, 1975. Acrilico su bande elastiche, cm 100×100

 

Molto bene anche la selezione di opere futuriste che Giulio D’Anna e Italo Ferro che raggiungono aggiudicazioni di molto superiori alle aspettative, rispettivamente di 18. 750 euro Paesaggio siciliano + aerei caproni del primo e di 23.750 euro Aeropittura del secondo che era presentato in catalogo con una stima di 7-10.000 euro. Un risultato, quest’ultimo, che stabilisce il nuovo record d’asta per Ferro. Ma la vera star al Centro Svizzero è stata certamente Gianni Colombo che vede il suo Spazio Elastico del 1974-1975 raggiungere i 149.400 euro di aggiudicazione, la seconda migliore di sempre. Un ottimo segnale per il mercato dell’artista milanese di cui sta per uscire il Catalogo Ragionato.

LOTTO 274 - Gianni Colombo, Spazio elastico, 1974-75. Molle, elastici, chiodi, spago e smalto su tavola, cm 124x127

LOTTO 274 – Gianni Colombo, Spazio elastico, 1974-75.
Molle, elastici, chiodi, spago e smalto su tavola, cm 124×127

Delude, invece, la Pop Art italiana con solo Renato Mambor che strappa un risultato interessante con  La mano e il tavolo battuto a 28.000 euro di hammer price (35.000 con i diritti) che corrisponde al suo secondo miglior risultato di sempre. Delusione anche per Piero Dorazio presente in modo massiccio nel catalogo Pandolfini – ma un po’ in tutte le ultime aste verrebbe da dire – e che dopo l’ottima aggiudicazione da Wannenes face sperare in qualcosa di meglio. Ma dei 15 lotti a suo nome quasi tutti rispettano a mala pena le aspettative e solo in un paio di caso si ha un’aggiudicazione di poco superiore alla stima massima: Tondo Doni II al lotto 256 e Nuances a lotto 284. Al di là di questo, nessuno dei lotti è andato invenduto, a conferma dell’interesse che l’artista sta suscitando in questo momento sulla piazza italiana.

LOTTO 304 - Pablo Picasso, Les déjeuners, 1961. Matita su carta, cm 27x42.

LOTTO 304 – Pablo Picasso, Les déjeuners, 1961. Matita su carta, cm 27×42.

Molto bene, infine, la parte finale dell’asta con una bella selezione di opere su carta dove Les Dejeuners, matita su carta del 1961 di Pablo Picasso (lotto 304; stima: 70-100.000 euro), è stata aggiudicata per 97.500 euro, mentre il Nudo di donna a mani giunte del 1917/18 di Amedeo Modigliani al lotto 316 è stato venduto per 56.250. Due risultati che confermano come questo medium possa avere raggiungere cifre interessanti anche su un mercato come quello italiano che, negli ultimi anni, lo ha invece un po’ trascurato.

 

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