Smart Tag: con il DNA sconfiggeremo i falsari d’arte

Il team della Tagsmart: Lawrence Merritt( CEO) , Mark Darbyshire (co founder), Steve Cooke (co founder) e Tom Toumazis, MBE (Chairman).
Il team della Tagsmart: Lawrence Merritt( CEO) , Mark Darbyshire (co founder), Steve Cooke (co founder) e Tom Toumazis, MBE (Chairman).
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Tempi duri per i falsari! La londinese Tagsmart ha da poco lanciato, infatti, una soluzione senza precedenti per contrastare la falsificazione delle opere d’arte su tela e garantire l’autenticità dei lavori che passano sul mercato: Smart Tag. Basata sull’utilizzo dei marcatori del DNA sintetico, questa innovativa soluzione permette di poter contrassegnare ogni opera con un proprio “codice genetico”, inserito all’interno di un’etichetta anti-manomissione che, una volta applicata sull’opera, non può più essere rimossa. Una soluzione, quella messa a punto dalla Tagsmart, che potrebbe debellare l’industria dei falsi d’arte, almeno così come la conosciamo oggi.

 

Smart Tag: il DNA sintetico contro i falsi

 

La scoperta di opere false da parte di fondazioni e archivi d’artista è sempre più comune, tanto che nel 2014, uno dei più importanti storici dell’arte britannici – Martin Kemp della Oxford University – arrivò a condannare i metodi usati dagli studiosi per autenticare le opere. Un problema, quello dei falsi, che rappresenta ormai un vero e proprio spauracchio per il mercato dell’arte, se pensate che il 75% dei collezionisti e degli operatori di settore intervistati da Deloitte per il suo Art & Finance Report lo definisce come l’elemento che minaccia più seriamente la credibilità del sistema dell’arte. E se il caso della Knoedler Gallery è probabilmente il più noto e celebre, non c’è giorno che non si abbia notizia di nuovi falsi o di gallerie chiuse perché vendevano opere non autentiche.

Tanti, troppi scandali che, nel tempo hanno messo in crisi la figura del “conoscitore” e in dubbio l’utilità dei tradizionali certificati di autenticità. Per non parlare delle prove relative alla provenienza (le fatture d’acquisto, per capirsi). Documenti fondamentali per poter proporre un’opera sul mercato, ma talmente facili da falsificare da essere continuamente messi in discussione sia nei tribunali che nello stesso mondo dell’arte. E se oggi, i tradizionali expertise, possono avvalersi di moderni sistemi di analisi come lo spettroscopia a infrarossi, la datazione radiometrica o la cromatografia a gas, la necessità di un’efficace strumento anti-falsificazione è da anni sentita come un’urgenza ormai non più procrastinabile. E così, da tempo, sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti, gli scienziati stavano lavorando ad una soluzione basata sul DNA.

Soluzione che Tagsmart – nata nel 2015 proprio con l’obiettivo di creare nuovi standard per l’autenticazione delle opere – è riuscita a lanciare per prima. La sua Smart Tag si basa, infatti, su una complessa rete di misure di sicurezza che utilizza, appunto, una rivoluzionaria etichetta tecnologica basata sui più recenti sistemi di marcatura con DNA sintetico e composti inorganici. Ogni opera ha così un suo “codice genetico” che è poi collegato ad una scheda online all’interno della piattaforma di certificazione di Tagsmart. Frutto sofisticato delle più avanzate nanotecnologie, la Smart Tag è resa ancor più sicura dal fatto che non può essere manomessa: se qualcuno cerca di rimuoverla o modificarla, infatti, questa diventa immediatamente inefficace.

 

La Smart Tag per opere su tela

 

Tutto è iniziato con le Smart Tag per opere su carta e alluminio,  lanciate nel 2016, ma la vera svolta è del 5 maggio scorso, quando la Tagsmart ha presentato la sua speciale “etichetta” dedicata alle opere su tela. Un’innovazione che ha visto lavorare assieme alcuni dei più raffinati scienziati ed esperti di conservazione, messi in team dal co-fondatore e capo del dipartimento innovazione dell’azienda inglese: Steve Cooke. E il risultato è veramente incredibile, perché la nuova Smart Tag, non solo risponde alle necessità del mercato, ma si adatta perfettamente alle peculiarità fisiche del supporto.

La Smart Tag per le opere d'arte su tela. E' stata presentata ufficialmente il 5 maggio scorso.

La Smart Tag per le opere d’arte su tela. E’ stata presentata ufficialmente il 5 maggio scorso.

La tela, infatti, può cedere, ritirarsi, incurvarsi e arricciarsi ed era necessario creare un’etichetta specifica che fosse talmente flessibile da adattarsi perfettamente ai movimenti di un dipinto. E per realizzarla sono stati utilizzati materiali ben collaudati – vengono usati da almeno mezzo secolo nel mercato delle belle arti – e che per 8 anni sono studiati anche dal punto di vista dell’invecchiamento da conservatori e istituzioni pubbliche. Questo non solo perché il sistema sia in grado di superare la prova del tempo, ma anche per motivi di conservazione delle opere stesse.

Il Tagsmart Digital Certificate. Grazie a questa piattaforma si possono tracciare tutti i cambi di proprietà delle opere.

Il Tagsmart Digital Certificate. Grazie a questa piattaforma si possono tracciare tutti i cambi di proprietà delle opere.

Tutte le Smart Tag oggi disponibili sul mercato (per tela, carta e alluminio) sono infine collegate ad sistema di creazione di Certificati di Autenticità (Tagsmart CERTIFY ) integrato, a sua volta, con una piattaforma digitale che permette non solo di verificare l’autenticità delle opere, ma anche di tracciarne la provenienza. Insomma, un’innovazione che sembra destinata a rivoluzione il mercato dell’arte; le modalità di salvaguardia delle opere d’arte e la tutela degli artisti e dei collezionisti. Portando un po’ di serenità in più tra gli operatori del settore.

 

Tutto è iniziato con il Tagsmart CERTIFY

 

L’avventura innovativa di Tagsmart, azienda fondata nel 2015 da Mark Darbyshire e Steve Cooke, entrambi impegnati da 20 anni nel mondo dell’arte, è iniziata nel marzo del 2016 con il lancio della Tagsmart CERTIFY: una piattaforma tecnologica che offre una soluzione sicura e verificata dell’autenticità delle opere d’arte pensata per il mercato dell’arte globale. «Lavorando a fianco di artisti, galleristi e musei – racconta Mark Darbyshire, fondatore di Tagsmart – mi sono reso conto che c’era un’esigenza urgente di metodi più regolamentati e tecnologicamente avanzati di autenticazione dell’arte. In un mercato globale e in rapida espansione,  fornisce uno strumento di autenticazione blindato per opere d’arte».

Il TagsMart CERTIFY

Il Tagsmart CERTIFY. Al n. 6 il codice che serve per tracciare le opere.

«I modelli d’acquisto si stanno evolvendo – aggiunge Darbyshire -. La crescita dei canali di vendita on-line e dei paesi emergenti, ha aperto un mercato tradizionalmente chiuso, come quello dell’arte, ad un pubblico molto più ampio. Ma la globalizzazione del mercato dell’arte e la facilità con cui possono essere acquistate le opere solleva oggi seri problemi per quanto riguarda la  rintracciabilità delle stesse, la loro autenticità e la fiducia  nei confronti del mercato sia da parte degli artisti, che vogliono proteggere i loro diritti creativi, che dei collezionisti i quali desiderano acquistare con fiducia. Le soluzioni messe a punto da Tagsmart nascono per affrontare tutto ciò e ridare fiducia agli acquirenti, agli artisti, ai galleristi e agli stampatori d’arte».

© 2017, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

2 Commenti

  • Fabio ha detto:

    sinceramente mi lascia un po’ perplesso (perlomeno da quanto si è capito/intuito). Ad esempio il QR Code non credo sia una tecnologia durevole nel tempo (sicuramente tra 100 anni sarà addirittura illeggibile) e inoltre il sito di autenticazione che garanzia ci da di essere durevole nel tempo?

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      il qr code non è il cuore del progetto anzi. Lo è l’id che viene dato all’opera legatola ai marcatori del DNA sintetico (non dell’artista).

I commenti sono chiusi