L’Unione Europea Esperti d’Arte, un’associazione al servizio del pubblico

Mostra “Il Piave Mormorò… I Canti della Patria dal Risorgimento alla Grande Guerra”. Allestita al Museo Casa del Conte Verde a Rivoli (TO) in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Mostra “Il Piave Mormorò… I Canti della Patria dal Risorgimento alla Grande Guerra”. Allestita al Museo Casa del Conte Verde a Rivoli (TO) in collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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Con l’occasione dell’inserimento dell’Unione Europea Esperti d’Arte nell’elenco del Ministero per lo Sviluppo Economico relativo alle professioni non organizzate in ordini o collegi (nuova disciplina, legge n.4/2013), ho deciso di raccontarvi cosa fa l’associazione di cui sono segretario generale e cosa è cambiato nei suoi 22 anni di vita festeggiati lo scorso 2 ottobre.

Sulla figura professionale dell’esperto/perito d’arte ricade una grande quantità di competenze, visto l’enorme numero di manufatti considerati opere d’arte, le differenze tra le produzioni presenti nei cinque continenti e nelle diverse epoche, le differenze tra le tecniche artistiche, l’avvento dell’arte concettuale e lo stretto legame che si è ormai consolidato tra scienza, tecnologia e studio dei beni culturali.

Partendo dal presupposto che la professione di perito d’arte esiste sostanzialmente per rispondere ai quesiti di un giudice e che questi possono spaziare dalla definizione dello stato di conservazione di un’opera alla sua autenticità, dai suoi passaggi di proprietà al suo valore di mercato, e che un giudice esige prove e non mere opinioni, negli ultimi anni abbiamo cercato, in seno alla nostra associazione, di studiare e applicare un criterio scientifico alla perizia, che preveda la redazione di elaborati peritali logici e comprensibili corredati da verifiche tecniche ed analisi di laboratorio; ciò in totale opposizione con i testi pieni di incomprensibili argomentazioni e con la stereotipata dicitura finale “dichiaro che l’opera presa in esame è autentica”, redatti da storici dell’arte di cosiddetta “chiara fama”, vittime spesso di enormi cantonate, oppure prodotti da eredi di artisti defunti che spesso non hanno avuto nulla a che fare con il loro congiunto. Il perito d’arte attendibile, se attribuisce un valore economico ad un’opera, deve dichiarare in perizia su cosa basa questa valutazione e quale metodologia di estimo ha adottato. In caso di certificazioni di autenticità, se si dichiara che un’opera è autentica oppure falsa, si devono fornire in perizia le prove di quanto sostenuto.

Nella realtà però l’operato professionale degli esperti/periti d’arte solo in piccola parte è dedicato al mondo giudiziario e sempre più spesso è richiesto l’intervento di un perito nei casi di divisioni ereditarie, in campo assicurativo, per la verifica di danni subiti da un’opera, per il riconoscimento del valore del lavoro di un artista vivente che ha subito un incidente e non può più operare, e per tanti altri casi, spesso delicati e controversi; ma l’ambito in cui sempre più spesso l’esperto viene chiamato in causa è quello privato, cioè da quanti possiedono un’opera d’arte di cui non conoscono il valore o di cui richiedono conferma dell’attribuzione o dell’autenticità.

Ma quali sono i soggetti che hanno diritto di iscriversi all’UEEA?

Gli storici dell’arte, gli architetti, gli archeologi, i restauratori e tutte quelle categorie elencate nel nostro sito internet www.espertiarte.it. Bisogna tenere presente che sia ai nuovi che ai vecchi iscritti vengono proposti nel tempo corsi di aggiornamento e ulteriore formazione, per garantire l’utenza del loro livello di preparazione; inoltre l’UEEA partecipa attivamente alla realizzazione del master di primo livello Te.P.Ar. di cui ho parlato nel mio ultimo articolo e che si tiene a Noto, perla del barocco siciliano. Inoltre il nostro Consiglio Direttivo è sempre a disposizione, attraverso la segreteria, per dare un aiuto a quegli associati che dovessero avere necessità di un supporto, sia esso tecnico che professionale, attraverso la formazione, ad esempio, di una commissione per la redazione di una perizia complessa o che presenti opere di diversa natura che fanno parte di una collezione o di un’eredità.

Come previsto dall’applicazione della legge n.4 del 2013, l’associazione ha inoltre attivato uno sportello di riferimento per il cittadino/utente presso il quale i committenti delle prestazioni professionali potranno rivolgersi in caso di contenzioso con gli associati, per conoscere gli standard qualitativi delle prestazioni da questi fornite, nonché ottenere informazioni relative alla nostra attività professionale in generale. Inoltre nel sito è presente sia il regolamento deontologico che il codice di condotta, ai quali tutti gli associati si impegnano ad attenersi.

L’associazione ha sedi regionali che coprono tutto il territorio italiano dall’estremo sud a alla sede di Bergamo. Sono attivi anche uffici di rappresentanza in Europa e negli U.S.A.

Per tutti gli associati UEEA viene rilasciato, su richiesta degli utenti, un attestato di qualità dei servizi forniti.

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