Da vedere a Marzo: 10 mostre selezionate per voi

Ad Reinhardt, Untitled, 1943.® Estate of Ad Reinhardt. Courtesy David Zwirner New York London Hong-Kong
Ad Reinhardt, Untitled, 1943.® Estate of Ad Reinhardt. Courtesy David Zwirner New York London Hong-Kong

Mese nuovo, mostre nuove. Marzo è iniziato ed è tempo di dare fare un po’ di ordine tra i nostri impegni così da non perderci le mostre più interessanti tra quelle in programma nelle gallerie private e negli spazi pubblici del nostro Paese. Come sanno colo che ci seguono da tempo, in queste nostre selezioni, che non vogliono essere delle sterili classifiche, vi piace segnalarvi quegli eventi che, nei limiti del possibile, ci sembra possano aggiungere qualcosa a ciò che sappiamo in fatto di arte. Magari permettendoci ci scoprire un lato meno noto della produzione artistica di un artista famoso, o di farci scoprire un emergente.

Ad Reinhardt, Untitled, 1946. ® Estate of Ad Reinhardt. Courtesy David Zwirner, New York London Hong Kong

Ad Reinhardt, Untitled, 1946. ® Estate of Ad Reinhardt. Courtesy David Zwirner, New York London Hong Kong

Cominciamo, così, questa nuova selezione dalla Galleria Civica di Modena che, dal 9 marzo prossimo, ospitarà  Ad Reinhardt. Arte + Satira, mostra dedicata al celebre artista americano e che, per la prima volta, presenta in un’istituzione italiana un aspetto ancora poco studiato del suo lavoro. Benché Reinhardt sia noto principalmente come pittore astratto, questa esposizione raccoglie più di 250 opere tra fumetti a sfondo politico e vignette satiriche selezionati dagli archivi dell’Estate of Ad Reinhardt di New York. I lavori su carta sono accompagnati da una proiezione di diapositive scattate dall’artista in 35mm e ora digitalizzate, nonché da un considerevole numero di diari di viaggio, schizzi e pamphlet.

Marco Mendeni, Wireframe Fluid, 2016. Digital processing on concrete, 110x110x5cm. Courtesy: Theca Gallery

Marco Mendeni, Wireframe Fluid, 2016. Digital processing on concrete, 110x110x5cm. Courtesy: Theca Gallery

Da Modena a Milano dove, fino al 23 marzo, la Theca Gallery ospita DUST, bi-personale degli artisti Marco Mendeni e Simone Dulcis. I due artisti sono alla prima collaborazione espositiva con la galleria milanese. In mostra ci saranno due cicli di opere di recente produzione insieme ad alcuni lavori creati appositamente per l’occasione. Mendeni e Dulcis si confrontano con tecniche differenti ma che portano a risultati percettivi comparabili. Simone Dulcis utilizza la tavola con sottili stratificazioni date dal passaggio del segno e dal bitume, mentre Marco Mendeni utilizza la sofisticata tecnica dell’incisione laser su cemento dopo aver elaborato un’immagine attraverso la manipolazione di software digitali.  Mendeni e Dulcis hanno sviluppato un sapiente uso di tecniche complesse che uniscono il processo manuale a quello digitale. La superficie dell’opera, pittorica o materico-digitale è ciò che resta all’osservatore, un delicato strato di polvere.

Uno scatto di Ljubodrag Andric

Uno scatto di Ljubodrag Andric

Sempre a Milano, la Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea presenta fino al 9 aprile prossimo, SPAZI INVISIBILI la personale di Ljubodrag Andric, che segna il ritorno dell’artista di origini serbe in Italia, dopo due anni d’assenza. Nel 2017 il suo lavoro è stato esposto al Musée des beaux-arts di Le Locle in Svizzera, in una mostra personale che lo ha visto protagonista insieme ad artisti come Sol LeWitt e Anni Albers. La mostra milanese presenta adesso un corpus inedito di fotografie di grande formato dove ogni simmetria temporale è negata ed esposte come una sequenza di variazioni sul tema, guidando il visitatore attraverso spazi astratti, fatti unicamente di luce e colore che, come in un affresco, rimandano a sensazioni tattili che ne risaltano gli aspetti materici.

Sono le sculture e le opere su carta di Giuseppe Spagnulo, invece, le protagoniste della terza mostra milanese di questa nostra selezione: GIUSEPPE SPAGNULO. L’arena stampi, che apre oggi alle 18 presso la ArteA Gallery di Corso Buenos Aires. La mostra presenta una selezione di sculture e di opere su carta di Giuseppe Spagnulo dagli anni Settanta fino al 2000, che coprono quindi l’intero arco creativo della ricerca espressiva di quello che è stato tra i più importanti scultori italiani formatisi nel crogiolo intellettuale della Milano degli anni Sessanta.

Sophie Ko, I frutti della terra, 2012

Sophie Ko, I frutti della terra, 2012

Infine, prima di lasciare Milano per altre aree del nostro Paese, lasciate che vi segnali la bella mostra che la Galleria Renata Fabbri inaugurerà lunedì 5 marzo: Sporgersi nella notte, la seconda personale di Sophie Ko in galleria. Il titolo del progetto invita a gettare lo sguardo verso l’ignoto, a compiere un passo nell’oscurità, ad abbandonare le nostre presunte certezze per interrogare idee e immagini tanto familiari quanto estranee alla nostra esperienza quotidiana.  In questa mostra Sophie Ko si confronta con i concetti di “sacro”, “santo”, “terra”. Attraverso le proprie opere, l’artista intende mettersi in ascolto e riappropriarsi del senso connesso a queste nozioni all’apparenza inattuali. Questo è sporgersi nella notte.

Sandi Renko, Estensione spaziale

Sandi Renko, Estensione spaziale

La Galleria Colossi Arte Contemporanea di Brescia, dal 17 marzo prossimo, inaugura la mostra Il fascino discreto della Geometria, mostra personale e antologica di Sandi Renko, artista italo-sloveno che negli anni ’60-’70 aderì al movimento dell’Arte cinetica e programmata. Il percorso espositivo raccoglie un selezione di 30 opere, a partire da Composizione C (1969), il primo lavoro in assoluto che l’artista ha realizzato cinquant’anni fa, appartenente alla tipologia che gioca con sottili linee di colore tra i microrilievi del canneté per creare la nota instabilità percettiva che fa apparire, cambiando posizione di fronte all’opera, configurazioni basate sulle figure geometriche primarie del quadrato e del cerchio.

Paolo Bini, Eden, 2017. Acrilico su nastro carta su tela, cm 120x120.

Paolo Bini, Eden, 2017. Acrilico su nastro carta su tela, cm 120×120.

La pittura, giorno dopo giorno è invece il titolo della nuova personale di Paolo Bini la cui opera è da giovedì 1° marzo allestita negli spazi della Galleria Alberto Peola di Torino e a cura di Luca Beatrice. Una mostra che ha richiesto un anno di lavoro e che celebra uno degli artisti italiani emergenti più interessanti degli ultimi tempi, vincitore, tra le altre cose, dell’edizione 2016 del Premio Cairo, il più importante riconoscimento per artisti italiani under 40.

Marcela Cernadas, Cenacolo Murano, 2015. Dimensioni variabili. Fotografia: Francesco Allegretto

Marcela Cernadas, Cenacolo Murano, 2015. Dimensioni variabili. Fotografia: Francesco Allegretto

A Verona, la galleria Studio la Città inaugura, il 3 marzo prossimo alle ore 11.30,  Cenacolo, personale a Marcela Cernadas, artista nata in Argentina, che da tempo lavora tra la Spagna e l’Italia e che, proprio a Verona, all’inizio degli anni 2000, avviò una fase importante della sua carriera artistica. Con la mostra Cenacolo, peraltro, la Cernadas torna nella città scaligera che l’aveva già riaccolta nel 2015, con il progetto Flesh and Spiritcurato da Manon Comerio e Paola Marini nella trecentesca cornice della chiesa di San Giorgetto.

Bertozzi & Casoni, Peggy e Yves, 2018, ceramica policroma, 23x32x22 cm

Bertozzi & Casoni, Peggy e Yves, 2018, ceramica policroma, 23x32x22 cm

A Roma inaugura martedì 6 marzo da Anna Marra Contemporanea la mostra personale di Bertozzi & Casoni dal titolo pirandelliano Così è (se vi pare). Giampaolo Bertozzi e Stefano Dal Monte Casoni, in arte Bertozzi & Casoni, sono tra i più originali e innovativi artisti della scultura ceramica contemporanea. Conosciuti a livello internazionale per la raffinatezza delle loro creazioni, Bertozzi & Casoni non parlano mai la lingua del realismo, ma quella più complessa del sembiante e in Così è (se vi pare) ciascun personaggio interpreta i fatti “reali” da un punto di vista strettamente personale, traendo le proprie conclusioni, senza attenersi all’oggettività delle situazioni che, pertanto, diventano relative e rendono insolubile l’enigma, la decifrazione della “realtà dei fatti”.

Krištof Kintera, Postnaturalia, 2016-2017

Krištof Kintera, Postnaturalia, 2016-2017 (immagine di repertorio)

Sempre nella capitale, il 24 marzo prossimo la Z2O Sara Zanin Gallery, che attualmente ospita San Lorenzo, prima mostra personale del giovane artista Giovanni de Cataldo, inaugurerà Hidden Beauty, una collettiva di artisti cecoslovacchi a cura di Marina Dacci e Krištof Kintera, con lavori di Anna Hulačová, Krištof Kintera, Pavla Sceranková e Richard Wiesner.

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