Viveredarte.it: il mecenatismo diventa 2.0

La home di Viveredarte.it
La home di Viveredarte.it

Il nostro punteggio

7 Architettura

7 Comunicazione

5 Funzionalità

6 Contenuto

10 Gestione

6 Accessibilità

8 Grafica

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Aiutare gli artisti a trovare più opportunità per vivere con il loro lavoro, promuovere un collezionismo diffuso e invitare importanti brand o aziende a comunicare attraverso l’arte. Sono questi i tre assi portanti dell’operazione Viveredarte.it, la prima grande art incubator community d’Italia lanciata qualche mese fa da Barter Entertainment con la collaborazione di Andrea del Guercio, titolare della cattedra di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Accademia di Brera e direttore artistico del progetto. Un’iniziativa, quella di Viveredarte.it, frutto di tre anni di lavoro e che non ha precedenti in Italia. Non si tratta, infatti, di una semplice piattaforma e-commerce o di una galleria online – come mi spiega Maurizio Monti, responsabile dell’iniziativa – ma di un vero e proprio sistema multi-piattaforma basato su una community di artisti ed un market place, il presidio dei social e un fitto calendario di attività sul territorio.

 

Smart è il primo “mecenate” di Viveredarte.it

 

«Oltre a promuovere e dare visibilità agli artisti che si registrano sulla piattaforma – illustra Monti – il nostro obiettivo è quello di realizzare almeno 5 collezioni aziendali all’anno. Viveredarte.it è, per prima cosa, un progetto di mecenatismo. E già in questa prima fase di avviamento stiamo collaborando con un partner importante come smart per realizzare la prima collezione». «In queste settimane – prosegue -, il nostro direttore artistico, Andrea del Guercio, è in tour in Italia per il reclutamento degli artisti da coinvolgere nel progetto e, al termine di questa prima fase, ne saranno selezionati 22 a cui verranno commissionate 40 opere a tema da realizzare davanti al pubblico nei 6 laboratori, tutti retribuiti, che verranno allestiti in altrettante città italiane. Le opere entreranno poi a far parte della collezione di smart. E i finalisti avranno anche l’opportunità di esporre i loro lavori presso l’Accademia di Brera».

Un momento di lavoro durante la tappa di Bari dei laboratori di Viveredarte.it.

Un momento di lavoro durante la tappa di Bari dei laboratori di Viveredarte.it.

Nel vero spirito del mecenatismo – ci tiene a precisare Monti, «ci interessa dare una possibilità agli artisti di vivere con il loro lavoro. Le opere che devono realizzare per le collezioni aziendali, infatti, non sono creazioni pubblicitarie; dovranno semplicemente rispondere ad un tema che verrà, di volta in volta, definito. Nel caso di Smart è quello degli AutoRitratti. Ma le committenze avranno sempre il pieno rispetto della creatività e della ricerca artistica di ogni partecipante».

 

Una piattaforma gratuita e senza commissioni

 

L’iscrizione alla piattaforma è completamente gratuita e ogni artista può caricare più opere del proprio repertorio, fissando liberamente una quotazione e, cosa importante, non è prevista nessuna commissione in caso di vendita. «Ogni artista – aggiunge Maurizio Monti – può decidere se partecipare alle collezioni private, come quella che stiamo realizzando con smart, oppure, sfruttando tutta la visibilità offerta, limitarsi a creare una propria galleria virtuale ed esporla ad un pubblico più vasto». Visibilità che, conclude Monti, nasce anche «dalle collaborazioni che stiamo attivando con importanti canali online come Kijiji.it –  il sito di annunci gratuiti del gruppo eBay – che ripubblicherà in automatico le opere caricate sul sito».

La pagina principale del Market Place di Viveredarte.it

La pagina principale del Market Place di Viveredarte.it

Ma questa è solo una parte dell’attività di Viveredarte.it, che tra i suoi obiettivi ha anche quello di avvicinare il pubblico all’arte e al collezionismo. Obiettivo che perseguirà realizzando convegni, mostre ed altre attività culturali con cui coinvolgere concretamente gli artisti e farli conoscere ad una nuova tipologia di pubblico. Allo stesso tempo, i visitatori della piattaforma, attraverso le funzioni social e i numerosi contenuti video caricati insieme alle opere, potranno conoscere meglio gli artisti ed entrare direttamente in contatto con loro. E sono già 650 quelli presenti su Viveredarte.it, ma dal primo dicembre saranno 1000 per un totale di circa 5.000 opere (oggi sono 3.000), suddivisi per tipologia d’arte, per territorio e fascia di prezzo. Giovani artisti (e non) provenienti da tutte le Accademie italiane, ma anche da qualsiasi altro percorso formativo, fino a più talentuosi autodidatti. Insomma, un progetto che, al di là dei grandi annunci, ha una sua concretezza e qualità e che, soprattutto, interviene in un ambito, quello del mecenatismo privato, da sempre fondamentale per lo sviluppo e il sostegno dell’arte.

 

Un bel progetto, ma da migliorare nella veste online

 

Dalla grafica gradevole e, in linea di massima, di facile gestione per gli utenti registrati, oltre che mobile-friendly, Viveredarte.it ha un solo difetto che ci preme rilevare e riguarda la logica di navigazione, non sempre impeccabile. Quando, ad esempio, dalla home si entra in una delle sezioni del menu orizzontale (vendi, proponi, compra) questo poi scompare e si può navigare solo utilizzando il menu orizzontale dove, però, queste sezioni cambiano nome: “Proponi” diventa “Arteka”, mentre “Vendi” e “Compra” si uniscono in “Market Place”. Oltre al fatto che, una volta entrati nella scheda di un artista, l’unico modo per tornare al “catalogo” completo è quello di usare la “freccia” del browser o di cliccare nuovamente su “Artisti” nel menu (ma le buone vecchie breadcrumb? Passate di moda?). Tutto ciò, in termini di funzionalità, rendono la navigazione un po’ macchinosa quando, invece, l’architettura del sito sarebbe abbastanza semplice. Dal punto di vista dei contenuti, invece, buoni quelli “fissi”, ma occorrerebbe un presidio più saldo su quelli inseriti direttamente dagli artisti per garantire una maggior omogeneità delle informazioni. Insomma, il progetto alla base di questa iniziativa è da 10, ma per quanto riguarda la sua “esistenza” online c’è ancora un po’ da lavorare e non possiamo andare oltre il 7.

© 2015 – 2017, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

4 Commenti

  • armellin ha detto:

    L’esempio di vero mecenatismo rimane la Guggheneim che pagava un regolare stipendio a Pollock dopo aver capito le potenzialità di Pollock, ora, siccome quelli come Pollock sono poche decine, vedo già troppa gente in questa piattaforma. Bella l’idea, mettiamoli alla prova ma il rischio é quello di proporre lodevole artigianato artistico, senza portare avanti di un millimetro la storia dell’arte, ed é quest’ultimo aspetto che interessa al vero mecenate. SA http://armellin.blogspot.com

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Concordo, ma credo che l’obiettivo dell’iniziativa sia più che altro quello di dare un’opportunità di lavoro. La storia dell’arte, come dice giustamente lei, si sposta in altro modo e di artisti in grado di lasciare un segno ce ne sono pochi. La piattaforma non prevede selezioni, ma lo prevedono i laboratori. Comunque concordo con lei al 100%.

  • Fabio ha detto:

    Una volta tanto sono d’accordo con Armellin.
    Aiutare tanto per aiutare non porta a nulla di duraturo.
    Bisogna assumersi delle responsabilità facendo della crudele e solo apparentemente insana selezione perché questo aiuta a fare uno scatto in più all’artista che vuole emergere e non restare sempre livellato con altri che, come dice Armellin, non spostano di un millimetro la storia dell’arte.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Fabio, giustissimo quello che dici. Ma come ho risposto a Stefano credo che i presupposti siano altri. Se bastasse una piattaforma online a trovare i nuovi Pollock saremmo a posto. Ma credo che dare un’occasione di lavoro ai tanti giovani che escono dalle accademie o che, comunque, hanno una qualche forma di talento artistico non sia male. Poi vediamo cosa succede. Perlomeno non è il solito e-commerce anonimo.

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