Da vedere a Novembre: 10 mostre in galleria

Filippo Berta, Vice Versa, 2011. Video e sonoro. Opera esposta alla mostra Nulla Dies Sine Linea

Mentre ancora brillano le luci di Artissima 2021, diamo uno sguardo a cosa accade nelle gallerie d’arte del nostro Paese. Tantissimi gli eventi che stanno aprendo o che sono stati da poco inaugurati. Tra questi, ne abbiamo selezionati 10 che da Milano ci conducono fino a Cagliari.

Iniziamo con una mostra inusuale, che da Milano ci conduce a Brescia, Piacenza, Cremona e Roma. Si tratta di Nulla Dies sine linea, inaugurata il 27 ottobre scorso in occasione del centenario dell’Università Cattolica e curata da un gruppo di studenti coordinati dal Centro Pastorale dell’Università e dal Dipartimento di Storia, Archeologia e Storia dell’Arte.

Alice Schivardi, Coccinelle (dettaglio), 2016-2021

15 artisti gli contemporanei della scena internazionale che hanno preso parte al progetto e si sono confrontati proprio con la storia dell’Ateneo milanese, valorizzandone la natura di spazio in cui studio, ricerca e fede si intrecciano e convivono, prendendo spunto dalla frase «Nulla dies sine linea» tratta dalla Naturalis Historia di Plinio e riferita al pittore Apelle che, solo con il costante esercizio giornaliero, aveva raggiunto la perfezione.

E questo hanno fatto gli artisti coinvolti che, su impulso degli studenti, hanno tracciato una linea fra il passato e il futuro dell’Università, applicando il proprio estro creativo al tema dell’esercizio quotidiano in quanto valore fondante dell’istituzione. 

Rimanendo sempre a Milano, merita una visita anche la particolare mostra che Loom Gallery dedica ad Enrico Castellani a distanza di vent’anni dall’ultima personale dell’artista a Milano: Enrico Castellani, Le Superfici e i Fondamenti.

Una vista della mostra Enrico Castellani, Le Superfici e I Fondamenti, attualmente in corso alla Loom Gallery di Milano

Curata da Tommaso Trini, la mostra presenta alcune opere atipiche di Castellani, a tratti complementari e appartenenti a diversi ambiti, a sottolineare come l’intera pratica dell’artista si sia sviluppata all’interno di un contesto di ricerca nel quale dall’architettura e dall’ingegneria si passa alla matematica e alla fisica.

Nello specifico, due grandi tele bianche di foggia triangolare, la cui superficie è mossa al centro da un doppio registro di rilievi verticali, entro il quale si sviluppano altrettanti avvallamenti, fanno da eco alle due imponenti sculture lignee, di chiara ispirazione nautica, composte da travi a sezione quadrata bilanciate tra loro tramite volanti d’acciaio e sartie allocate a piccole bitte.

Rimanendo in Lombardia, ma spostandoci a Cremona, la Galleria Il Triangolo propone, in concomitanza con la mostra Made in New York. Keith Haring + Paolo Buggiani (& friends). La vera origine della Street Art, allestita al Museo del Violino, una interessante personale dedicata all’artista toscano Paolo Buggiani: Il Pianeta su Tela.

Uno dei lavori di Paolo Buggiani

L’esposizione presenta una selezione di opere pittoriche che ripercorrono i principali cicli su tela dell’artista toscano, protagonista della Street Art a New York ma, prima di tutto, esponente di spicco della pittura italiana dagli anni Cinquanta ad oggi.

Buggiani ci catapulta sullo sfondo della New York primi anni Ottanta, dove prende forma la fase generativa della Street Art, il momento seminale che produrrà una genia di artisti rivoluzionari, da Keith Haring a Jean-Michel Basquiat, impegnati a inventare un nuovo legame con la città e i suoi spazi da conquistare.

A Torino, invece, la Galleria Franco Noero presenta una mostra monografica dedicata all’artista tedesco Lothar Baumgarten, scomparso nel dicembre del 2018. Baumgarten, nella sua carriera, ha riscosso ampi consensi e rispetto per il suo potente corpus di opere, incentrato sull’etnografia e l’antropologia, e realizzato utilizzando un un’ampia gamma di media per mettere in discussione le idee e i sistemi di rappresentazione fondamentali.

Il particolare di una delle opere della mostra dedicata a Lothar Baumgarten alla galleria Franco Noero di Torino

La mostra torinese è l’occasione per vedere, presentato per la prima volta nello spazio di Via Mottalciata 10/b, un progetto ideato insieme all’artista. Per rappresentare al meglio la sua diversificata pratica artistica, la mostra si compone di tre opere scultoree di grande importanza storica: [Arché]_(Ark); Caimán, Nariz Blanca e Ascheregen – una selezione di fotografie della serie Culture – Nature [1968-72] ed una serie dei suoi River Pieces e dei video, proiettati nello spazio in residence.

Spostandoci a Venezia, qui Marignana Arte inaugurerà, il 27 novembre prossimo, la mostra Sacro e Profano, personale di Serena Fineschi in cui l’artista conduce una riflessione sulla pittura dal Trecento a oggi. Per Fineschi, l’attenzione per la pittura scaturisce dalla sua formazione culturale, affrontata con una pratica non convenzionale. Il suo intento, come lei stessa dichiara, è quello di “insultare e consacrare, profanare e benedire, turbare e rassicurare. Subire”; tentativi in un percorso volto a valicare la sua personale definizione di pittura.

La personale di Serena Fineschi, in modo abbastanza inusuale, include anche una mostra nella mostra: la collettiva Pittura, pittura, pittura, curata dalla stessa artista a che mette insieme i lavori di pittori di generazioni diverse
che cercano – con linguaggi eterogenei e con impegno costante – di innovare il linguaggio pittorico e alimentarne il dibattito.

Levi van Veluw, Enter the circle, 2021.

Il 19 novembre, a Firenze, la galleria Eduardo Secci inaugura Between belief and delusions, personale di Levi van Veluw, artista multidisciplinare olandese che nell’occasione presenta un nuovo corpus di sculture in argilla, secondo la tradizione di Beyond Matter. Con questa serie di opere blu polimerico, van Veluw indaga il legame fra razionale, spirituale e materiale. Attraverso la creazione di immagini e di manufatti religiosi, si interroga in merito al nostro desidero di rendere la fede tangibile.

Sempre a Firenze, dal 12 novembre, la Galleria Il Ponte dedica una personale a Claudio Costa, proponendo un nucleo
selezionato di lavori storici che fotografano un momento fondamentale della sua ricerca e della sua carriera: Antropologia riseppellita, presentato nel 1977 alla sesta edizione di Documenta di Kassel.  Ciclo che rappresenta un compimento della ricerca di stampo antropologico che impegnò l’artista nel corso degli anni Settanta e che lo portò a creare il “Museo di antropologia attiva” a Monteghirfo.

Applicando l’idea di “work in regress” da lui elaborata, in Antropologia riseppellita Costa “sotterra” i reperti che caratterizzano tipicamente i suoi lavori, proponendoli al pubblico in casse di legno coperte da tracce di fango. Anziché
essere rinvenuto, il reperto viene così “convalidato” dall’azione dell’artista, che gli attribuisce una storia e una valenza simbolica.

 

Claudio Costa, Natura naturata, 1977, cassa da imballo contenente oggetti, elementi vegetali, animali, argilla, 186x115x29 cm

A Roma, La Galleria Gilda Lavia ospita fino al 31 dicembre l’opera del fotografo Mario Giacomelli con la mostra Tempo di vivere, realizzata in collaborazione con l’omonimo Archivio. Le sessantasei opere selezionate coprono l’intera carriera dell’artista, presentando alcune delle sue fotografie più iconiche e ricercate accanto a lavori inediti appartenenti agli anni Novanta. Il progetto espositivo, con la curatela di Katiuscia Biondi Giacomelli, invita lo spettatore ad addentrasi nel flusso creativo dell’artista e accedere alla sua visione del mondo e della fotografia. 

Ancora nella capitale, la White Noise Gallery presenta Fondere l’universo per saldare il mondo personale, dell’artista francese Nelson Pernisco che qualcuno di voi ha potuto apprezzare anche ad Artissima 2021. Le opere esposte sono il risultato di oltre due anni di ricerche sulle tecniche di fusione e si connettono al lavoro presentato durante la prima mostra a Roma.

Pernisco, col su lavoro, sviluppa strategie di resistenza alla standardizzazione globale del linguaggio architettonico in contrasto con la tendenza che vede le città impegnate nello sforzo di assomigliare sempre più le une alle altre: in un fiorire di grattacieli e forme sempre uguali, l’artista crea degli elementi iconici che cercano una propria dimensione di esistenza fuori da ogni bisogno di utilità.

 

1Mario Giacomelli. Tempo di vivere, 202, exhibition view, Galleria Gilda Lavia Foto: Giorgio Benni. Courtesy Galleria Gilda Lavia, Roma

Arriviamo, infine, a Cagliari dove, dal 9 novembre prossimo, Galleria Macca presenta Effimero, progetto site-specific di CRISA, a cura di Efisio Carbone, Direttore Artistico del Museo MACC di Calasetta. Federico Carta, in arte CRISA, autodidatta, sperimentatore di tecniche e materiali, ha sviluppato uno stile personale di ricerca e di espressione.

La sua arte si radica nella città, lungo le strade con i graffiti dalla fine degli anni 90 e intreccia natura e metropoli. Nei suoi lavori affronta tematiche quali il degrado urbano, l’ambiente, l’inquinamento, il rapporto uomo-natura. Tali tematiche prendono forma principalmente all’interno di un contesto urbano rappresentato attraverso numerosi simboli del suo immaginario poetico: antenne, lavatrici, fabbriche, palazzi, aree desolate, discariche.