Albanian Trilogy: il progetto di Lulaj per la Biennale

Armando Lulaj
Armando Lulaj

Trilogy: A Series of Devious Stratagems è questo il titolo del progetto che porterà a Venezia l’artista Armando Lulaj, chiamato a rappresentare l’Albania alla Biennale. Un lavoro che rappresenta per Lulaj la conclusione di molti anni di ricerca sul periodo della Guerra Fredda in Albania e, in particolare, sui relativi temi della memoria collettiva e dell’esperienza storica. Il primo lavoro di questa serie è stato  il film It Wears as It Grows (2011). La seconda opera della trilogia è invece il ben noto progetto NEVER (2012), che è stato ampiamente esposto a livello internazionale. Il terzo lavoro, Recapitulation (2015), sarà realizzato appositamente per la Biennale.

Il progetto, curato da Marco Scotini, è stato selezionato attraverso una Open Call lanciata da una giuria internazionale presieduta da Boris Groys e che includeva, tra gli altri, Kathrin Rhomberg, Adrian Paci, Alberto Heta e un rappresentante del Ministero della Cultura. La giuria, il cui giudizio è stato unanime, ha così motivato la propria scelta:

«Con Albanian Trilogy: A Series of Devious Stratagems, Armando Lulaj segue l’indagine delle interpretazioni  disponibili della storia albanese dalla Guerra Fredda ad oggi, reintroducendo immagini una volta altamente rappresentative, politicamente intense e narrazioni ancora radicatenella memoria visiva del popolo, in un modo che va ben al di là della soggettiva discussione di una storia nazionale per spingere ad un’analisi generale delle rovine e dei fallimenti della modernità. La capacità di Lulaj di creare connessioni e contesti che non sono evidenti, ma allo stesso tempo convincenti, l’impatto visivo delle opere stesse, nonché l’installazione, che riesce a essere giocosa e monumentale al tempo stesso – un risultato raro – ci assicurano che Albanian Trilogy: A Series of Devious Stratagems sarà in grado di coinvolgere un ampio pubblico, oltre a coloro che sono interessati e informati sulla storia albanese».

L’artista

Armando Lulaj (n. 1980) vive e lavora a Tirana. E’ un drammaturgo, scrittore e creatore di scritti e video su zone pericolo e immagini di conflitti. Tra le sue più importanti mostre personali: UNTITLED, Galleria Cavour, Bologna (2014); Fiend, National Theatre, Tirana (2013); Cold Wind 2, Arte Fiera Bologna (2013), Cold Wind, Volta8, Basel (2012); No More Feelings, Paolo Maria Deanesi Gallery, Rovereto (2012); No Mercy, Artra Gallery, Milano (2011); Silent Soziale Corruption, Lothringer13 e Städtische Kunsthalle München (2010)..Ha partecipato a numerose mostre internazionali, tra cui: Lost in Landscape, MART, Rovereto (2014); The Empty Pedestal, Museo Civico Archeologico. Bologna (2014); Utopian Days, Total Museum of Contemporary Art, South Korea (2014); 63rd Berlinale Film Festival, Berlin (2013); 6th Berlin Biennial (2010); 8th Baltic Biennale of Contemporary Art, Szczecin, Poland (2009); 4th Gothenburg Biennial (2007); Albanian Pavilion, 52. Biennale di Venezia (2007); Tirana Biennial (2005) e Prague Biennial (2003 & 2007).

Il curatore

Marco Scotini è Direttore del Dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali della NABA di Milano. È Editor-in-Chief della rivista No Order: Art in a Post-Fordist Society (Archive Books, Berlin) e Direttore dell’Archivio Gianni Colombo (Milano). E ‘ stato recentemente nominato Direttore Artistico del PAV, Torino.

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