Il momento d’oro di Arcangelo Sassolino

Ritratto di Arcangelo Sassolino. © photo Martino Margheri
Ritratto di Arcangelo Sassolino. © photo Martino Margheri

Una ricerca artistica incentrata sull’interazione tra forze e materiali eterogenei, spesso di natura industriale, da cui nascono opere caratterizzate da un’estetica unica. Arcangelo Sassolino (n. 1967), ormai da oltre 15 anni, “gioca” con la materia forzandone i limiti fisici e facendone uscire l’imprevisto come forma e come suono. Le sue sculture dinamiche, al limite della sperimentazione di laboratorio, si configurano come sistemi di grande impatto psichico ed emotivo; metafore esistenziali di processi vitali e fisici legati alla coscienza dello spettatore che viene posto, costantemente, in una condizione psicologica di tensione e di confronto diretto con i rischi di un’opera in cui vengono messe in moto forze fisiche reali, tensioni, frizioni e pressioni tra materiali e superfici, masse e strutture. Adesso, la carriera dell’artista vicentino sembra essere arrivata ad un punto di svolta e dopo numerose personali e collettive in gallerie e spazi pubblici italiani ed europei, per lui si stanno per aprire le porte di due musei – Contemporary Art Museum di St. Louis e Frankfurter Kunstverein di Francoforte –  e quelle della Gagosian Gallery di Roma. Per saperne di più ne abbiamo parlato con Rolando Anselmi, il gallerista berlinese che lo segue assieme alla Continua di San Gimignano, per capire come sarà il 2016 di Sassolino.

Arcangelo Sassolino, Cemento, 2003. Collezione Dario Traini

Arcangelo Sassolino, Cemento, 2003. Collezione Dario Traini

Nicola Maggi: La prima personale in un museo americano e la presenza in collettiva da Gagosian a Roma, il 2016 si prospetta come un anno molto importante per la carriera di Arcangelo Sassolino…

Rolando Anselmi: «La mostra di St. Louis è stata fortemente voluta da Jeffery Uslip, brillante curatore del Contemporary Art Museum, che già nel 2014 aveva incluso il lavoro di Arcangelo nella collettiva A Chromatic Loss, presso Bortolami a New York. In quell’occasione, il lavoro esposto (Macroscopico e Domestico, 2010), era stato acquistato da un’ottima collezione di Los Angeles che, come spesso accade, ha a sua volta aperto la strada per un immediato seguito collezionistico. In questi due anni, insieme con alcuni partner e supporter americani, abbiamo lavorato per preparare le condizioni adatte a scendere in campo, iniziando proprio da una retrospettiva museale nel nuovissimo CAM di St. Louis. La mostra presenterà, per la prima volta, al grande pubblico il lavoro di Arcangelo con uno sguardo ampio e coraggioso; con lavori che raccontano il percorso fatto fino ad oggi e prefigurando al tempo stesso i traguardi per il prossimo futuro. Un giorno prima dell’apertura di St. Louis, poi, Gagosian inaugurerà, nei suoi spazi di Roma, una collettiva sul tema del prototipo, curata da Aaron Moulton, che aveva lavorato con Arcangelo prima a Berlino, con la galleria Feinkost, e, successivamente, alla stesura del suo primo libro. Moulton, che oggi è direttore di Gagosian Beverly Hills, ha voluto per l’occasione affiancare il lavoro di Arcangelo alle ricerche di artisti come Richard Serra, Frank Gehry, Damien Hirst, in una mostra unica di cui attendiamo presto un seguito nelle sedi americane».

Arcangelo Sassolino, Macroscopico e Domestico, 2010. Collection Eve Steele and Peter Gelles

Arcangelo Sassolino, Macroscopico e Domestico, 2010. Collection Eve Steele and Peter Gelles

N.M.: E questo è “solo” quanto avverrà durante la prima intensissima metà di Gennaio, ma il 2016 di Sassolino non finisce qui…

R.A.: «Infatti, a Febbraio, alla Frankfurter Kunstverein, storico museo d’arte contemporanea di Francoforteinfatti, sarà inaugurata una seconda grande retrospettiva dedicata al lavoro di Arcangelo Sassolino. Per l’occasione, la curatrice Franziska Nori, ha voluto espressamente presentare al pubblico tedesco alcune sue grandi installazioni create anni fa per il Palais de Tokyo a Parigi (Afasia, Afasia 2) ed alcuni lavori meccanici che l’artista ha creato appositamente per le sale del museo. La mostra resterà aperta per alcuni mesi e, in qualche modo, troverà seguito nella successiva personale, questa volta a Berlino negli spazi della nostra galleria. Quest’ultima sarà presentata il 16 Settembre durante la Berlin Art Week e per l’occasione Arcangelo sta progettando un site-specific che coinvolgerà – e in qualche modo sconvolgerà – l’architettura e gli spazi della galleria… ma di questo non diamo ancora anticipazioni».

Arcangelo Sassolino, I.U.B.P, 2015. Galerie Rolando Anselmi, Berlin-Rome

Arcangelo Sassolino, I.U.B.P, 2015. Galerie Rolando Anselmi, Berlin-Rome

N.M.: Parliamo, allora, di Not Human: che opere saranno esposte al CAM di St. Louis?

R.A.: «A St. Louis saranno esposte alcune opere prodotte ad hoc per la mostra ed alcuni prestiti da collezioni americane. La selezione operata dal curatore Jeffrey Uslip vedrà lavori come Figurante, Macroscopico e Domestico, affiancati ad opere nuovissime di cui lascio l’anteprima per l’apertura di Gennaio».

Arcangelo Sassolino, Figurante, 2010. Collezione Paolo Ferretti

Arcangelo Sassolino, Figurante, 2010. Collezione Paolo Ferretti

N.M.: Peraltro questa mostra segna un ritorno, alla grande, di Sassolino negli States dopo la mostra del 2011 al Swiss Institute di New York. Come è recepito dal collezionismo americano il suo lavoro?

R.A.: «Naturalmente bene, motivo per cui siamo così proiettati in questa avventura americana che si sta sempre più definendo come una certezza e come una determinazione del prossimo futuro. Intanto c’e’ da dire che quella di Arcangelo è una produzione estremamente limitata. In termini collezionistici possiamo considerarla un prodotto per una élite e non un prodotto di massa. Questo perché le fasi di progettazione, sperimentazione e realizzazione delle opere, impongono dei tempi di attesa molto lunghi e oggi dobbiamo tenere presenti numerose waiting list da dover soddisfare. Inoltre, pur appartenendo allo stesso ciclo, ogni lavoro rimane diverso da quello precedente e in un certo senso è sempre un’incognita, un interrogativo che richiede, di volta in volta, soluzioni di realizzazione specifiche. Ma questa è la magia del pensiero e del lavoro stesso di Arcangelo Sassolino, e di quella condizione di unicità e di non riproducibilità dell’opera per la quale il possessore finale potrà vantare un’incondizionata esclusiva. Ed in questo il collezionismo americano ha dimostrato di non aver paura di niente!».

11 Commenti

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Ciao Nicola è un pò di tempo che non ci si sente!!!
    Ho conosciuto Arcangelo Sassolino e debbo dire che siamo di fronte ad un vero e proprio “genio” . Ho avuto modo di confrontami e non ti nascondo che una grande conoscenza della storia dell’arte Moderna e Contemporanea alla quale porta rispetto, un pò meno per quella attuale.
    Mi sono anche permesso di scrivere alcune mie osservazioni su sua licenza.
    Un forte abbraccio e a presto. Daniele

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Caro Daniele, buongiorno. Sì, è proprio un grande artista e in vista delle due inaugurazioni di gennaio spero di pubblicare anche una bella intervista direttamente a lui. Non mi dispiacerebbe leggere le tue osservazioni sei sempre molto acuto e pertinente nelle tue osservazioni. Se non ci risentiamo prima colgo l’occasione per farti i miei migliori auguri di Natale. Un abbraccio. Nicola

  • armellin ha detto:

    Sassolino un grande artista ? dozzinale e banale direi, mio parere. SA

  • Daniele Taddei taddei daniele ha detto:

    Nicola debbo chiedere se posso … sento Rolando Anselmi cosa mi dice…
    Anche a te i migliori auguri unitamente alla tua famiglia.

    • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

      Benissimo. Fammi sapere. Ma anche solo poterle leggere per cultura personale mi farebbe piacere.

      • armellin ha detto:

        Posso precisare che le mie osservazioni su Sassolino sono limitate alle immagini presenti nell’articolo, perciò oggettivamente non possono essere esaustive, ma da queste 4 immagini costui non é altro che un epigono di Cattelan cioé un epigono di nessuno…SA

      • armellin ha detto:

        P.S. Ho fatto un approfondimento notando l’originalità di alcune opere, non quelle presenti nell’articolo, ma l’incapacità delle stesse buone opere di superare in forza espressiva quelle di Jannis Kounellis, perciò quando un artista classe 1967 non riesce a superare i maestri precedenti é fermo al palo….ovviamente é solo il mio parere. SA

        • Nicola Maggi Nicola Maggi ha detto:

          Sono contento che abbia approfondito. Mi permetta una nota però: al di là del fatto che ognuno ha i suoi gusti e su questo non si transige, dare della nullità ad altri artisti e allo stesso tempo, come ha fatto più volte, autoincensarsi non mi sembra segno di una critica disinteressata. Un po’ più di moderazione non guasterebbe.

  • Antonio Di Muzio ha detto:

    Ciao Nicola,ciao Daniele.
    Dozzinale Sassolino?
    Posta i tuoi disegni e vediamo dove sta’ il dozzinale,lo scontato è l’imperizia manuale…

    • armellin ha detto:

      Antonio, avevo precisato che mi riferivo solo alle foto dell’articolo (troppo poche) e questo ha creato un malinteso, tra l’altro Sassolino é veneto come me e come Cattelan, nell’approfondimento che ho fatto in seguito ho notato delle opere buone, opere che ti rimangono impresse…e a questo punto può essere stimolante dire a Sassolino, forza, prova a superare Kounellis ! SA

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