Art Bonus: ecco il codice tributo

L’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo per l’utilizzo dell’Art Bonus tramite modello F24: 6842 – Credito d’imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura – ART BONUS – art. 1, del decreto legge 31 maggio 2014, n. 83 (c.d. Decreto Cultura). Per saperne di più ne abbiamo chiesto lumi al dott. Marco Bodo, commercialista dello Studio TS Commercialisti Associati di Torino e membro della Commissione per il Diritto dell’Arte del network BusinessJus.

Nicola Maggi: Finalmente l’Art Bonus ha il suo codice tributo…

Marco Bodo: «Esatto, con la risoluzione 116E del 17/12/2014 l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo 6842, con cui sarà possibile compensare da parte di coloro che sono titolari di reddito d’impresa (possessori di partita iva, sia persone fisiche che società che svolgono attività d’impresa), mediante modello F24, il credito d’imposta previsto dall’art. 1 D.L. 83/2014 (cd. Art Bonus). Il codice tributo, quindi, è semplicemente un numero (un codice) con cui si indica al fisco quale debito d’imposta stiamo pagando (Irpef, IVA, acconto Irap, IMU,ecc.) oppure, come in questo caso, che tipo di credito d’imposta stiamo utilizzando in compensazione di altre imposte».

Il logo dell'Art Bonus scelto dal Mibact

Il logo ufficiale dell’Art Bonus scelto dal Mibact

N.M.: Vogliamo ricordare ai lettori cos’è l’Art Bonus?

M.B.: «Quello che comunemente chiamiamo Art Bonus, non è altro che  un credito d’imposta introdotto dal D.L. 83/2014 (in vigore dal 01/06/2014) per le erogazioni liberali effettuate a sostegno della cultura e dello spettacolo. Il credito d’imposta è riconosciuto per le erogazioni liberali in denaro effettuate da tutti i soggetti, indipendentemente dalla natura e forma giuridica (persone fisiche, i soggetti titolari di reddito d’impresa, gli enti non commerciali). Il credito è determinato in percentuale rispetto alle erogazioni liberali effettuate: 65% per le erogazioni effettuate nel 2014 e 2015; 50% per quelle effettuate nel 2016.
Il credito spetta entro limiti massimi differenziati rispetto al soggetto che effettua l’erogazione. Il credito d’imposta infatti non può superare:  il 15% del reddito imponibile, se chi effettua l’erogazione è una persona fisica o un ente non commerciale; il 5 ‰ dei ricavi se chi effettua l’erogazione è titolare di reddito d’impresa».

N.M.: Come può essere utilizzato questo credito d’imposta e come è ripartito durante l’anno?

M.B.: «Il credito di imposta va ripartito in 3 quote annuali di pari importo. I titolari di reddito d’impresa possono utilizzare il credito in compensazione nel Modello F24 (proprio con il codice tributo anzidetto). In sede di compilazione del Modello F24 si dovrà esporre il codice 6842 nella sezione Erario nella colonna importi a credito compensati con l’indicazione nella colonna “anno di riferimento” dell’anno di imposta nel quale sono state effettuate le erogazioni liberali. Le persone fisiche non titolari di reddito d’impresa potranno utilizzare l’Art bonus direttamente in Unico».

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