Art Verona 2016: qualcosa di più di una semplice fiera

Robert Montgomery, In the silence of your bones, 2013. Vincitrice del premio Icona all'edizione 2015 della fiera scaligera, l'opera è l’immagine di campagna di Art Verona 2016.
Robert Montgomery, In the silence of your bones, 2013. Vincitrice del premio Icona all'edizione 2015 della fiera scaligera, l'opera è l’immagine di campagna di Art Verona 2016.

Ci siamo, mancano 10 giorni all’apertura di Art Verona 2016 (Verona, 14-17 ottobre). La kermesse scaligera, in questi ultimi tre anni è cresciuta tantissimo tanto da essere riconosciuta tra le realtà più vivaci e innovative del settore. Questo grazie all’attenzione che, nel tempo, ha saputo dedicare ai suoi principali interlocutori, espositori e collezionisti. Una fiera, Art Verona, da sempre votata all’innovazione e che permette, tanto al collezionista di lungo corso che a quello agli inizi del suo percorso, di entrare in contatto non solo alcune tra le migliori gallerie di arte moderna e contemporanea del nostro Paese, ma anche di scoprire quali sono le realtà italiane più attive nella ricerca, tra giovani gallerie e spazi indipendenti. E, cosa che ci piace sempre molto, l’appuntamento veronese è una delle poche fiere che pensa anche ai più giovani, grazie ad uno spazio, ormai consolidato, ArtVeronaYoung, pensato per avvicinare gli Under 12 all’arte contemporanea.

 

Tangram: il lato fluido di Art Verona 2016

 

Trae spunto dal famoso rompicapo basato sulla scomposizione e ricomposizione di forme geometriche per realizzare figure che rimandano alla realtà, Tangram, la nuova piattaforma ad invito creata da Art Verona e dedicata alle gallerie di ricerca. Questo spazio, allestito all’interno del padiglione 12, è pensato per realizzare un dialogo condiviso fra le diverse realtà coinvolte, che si presenteranno idealmente secondo una progettualità relazionale che le differenzia dalle altre sezioni della fiera. Quattro le gallerie invitate per questa prima edizione: Galleria Collicaligreggi (Catania); Doppelgaenger (Bari); Galleria Fuoricampo (Siena) e Rizzutogallery (Palermo).

Ma complessivamente, Art Verona 2016 vedrà la partecipazione di 120 gallerie suddivise tra Tangram, la Sezione Moderna e Contemporanea, la Raw Zone. Area, quest’ultima, aperta a 12 gallerie che si presentano con progetti curatoriali inediti, espressamente dedicata alla ricerca e all’innovazione con uno sguardo puntato al mercato più giovane: A+B Contemporary Art (Brescia); Amt Project (Bratislava-Milano); Analix Forever – Art Contemporain (Ginevra); Annarumma Gallery (Napoli); Arrivada (Milano); Artra Gallery (Milano); Galleria Collicaligreggi (Catania); Furini Contemporary (Arezzo); Placentia Arte (Piacenza); Traffic Gallery (Bergamo); Villa Contemporanea (Monza) e Z2O Sara Zanin Gallery (Roma).

 

i7: W l’indipendenza!

 

Le fiere d’arte sono ambienti che, abitualmente, aprono le loro porte solo alle realtà esterne al mercato. Anche in questo Art Verona rappresenta una bella eccezione. Da ormai 7 edizioni, infatti, la fiera veronese ospita al suo interno una sezione pensata per dare spazio e visibilità in una fiera d’arte moderna e contemporanea alle più interessanti realtà artistiche e sperimentali italiane, che si muovono in maniera autonoma ed emancipata rispetto al sistema istituzionale e che sono spesso catalizzatrici di nuove tendenze. Quest’area, che va sotto il nome di i7 e quest’anno ospita 16 Spazi Indipendenti, è riuscita nel tempo a coinvolge un pubblico ampio e diversificato; permettendo l’inedito incontro tra soggetti indipendenti, stakeholder e opinion leader del mondo dell’arte e creando, all’interno di Art Verona, una sezione interamente dedicata a spazi no-profit, associazioni, fondazioni, collettivi, impegnati in percorsi autonomi di ricerca e sperimentazione in ambito contemporaneo.

 

L’artista torna al centro

 

Conoscere di persona gli artisti è un privilegio a cui non tutti possono ambire, ma che può rappresentare un’esperienza unica oltre che utile per il collezionista come per l’appassionato. Accogliamo, quindi, come un’ottima notizia il ritorno, per il secondo anno, del progetto atupertu, ideato per trasformare gli stand delle gallerie in luogo di scambio, confronto, dialogo con l’artista. Una sorta di studio dove il pubblico, attraverso brevi incontri di 30 minuti, potrà non solo visionare le opere, ma anche porre domande ai loro artefici, in un confronto aperto anche con il curatore e il gallerista. Sono incontri che coinvolgeranno importanti maestri, da Arduino Cantafora e Alessandro Mendini a Tino Stefanoni e Arturo Vermi, quest’ultimo raccontato attraverso la viva voce della moglie Anna; artisti mid career, come il fotografo di fama internazionale Mustafa Sabbagh, Silvia Camporesi, Simone Pellegrini, Mirko Baricchi, Marco Signorini; e anche artisti più giovani, quali Giovanni Sartori Braido, Elena Hamerski, Karlos Perez, LEMEH42, Patrizia Emma Scialpi, Silvia Giambrone, Pamela Diamante.

Osvaldo Licini, L’Olandese volante, 1941, Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini, Ascoli Piceno

Osvaldo Licini, L’Olandese volante, 1941, Galleria d’Arte Contemporanea Osvaldo Licini, Ascoli Piceno

Ma l’attenzione di ArtVerona per l’artista – che dovrebbe sempre essere il vero protagonista del mondo dell’arte – non si ferma qui. Anche in questa 12 edizione, infatti, torna il Focus XX nato per favorire un rilettura dei Maestri dell’arte del dopoguerra italiano. E dopo gli omaggi a  Fausto Melotti (2015) e ad Enrico Castellani (2014), la terza edizione di questo particolare format volge l’attenzione alla produzione poetica, intima e sensibile di Osvaldo Licini con la mostra Osvaldo Licini: EEE che metterà in evidenza quel primitivismo fantastico da cui nascono opere rarefatte ed eleganti, spazi di un mondo immaginario, popolato di tradizioni, di personaggi di un’epopea paesana e locale, disegnati e graffiti sui muri, di filastrocche, di misteri. Tra le opere in mostra, L’olandese volante, olio su tavola del 1941, con il quale diede inizio alla nota serie che rimanda al mito, al melodramma, al simbolismo fantastico di terra-mare-cielo.

Oltre che a Licini, Art Verona 2016 ha voluto rendere omaggio anche Giuseppe Spagnulo che ci ha lasciati il 15 giugno scorso. E lo farà presentando la sua ultima realizzazione curata ed edita da Colophonarte di Belluno: Iliade – Lo Scudo, libro d’artista comprendente un’opera unica su carta, firmata. Sempre a Spagnulo sarà dedicato, il 16 ottobre alle ore 15, l’incontro Giuseppe Spagnulo: “Iliade – Lo Scudo” in cui Flaminio Gualdoni e Andrea Rodighiero, insieme a Egidio Fiorin della Colophonarte di Belluno, presentano appunto questa sua ultima opera.

 

3 talk da non perdere e gli eventi off

 

Come ogni buona fiera d’arte che si rispetti, anche ArtVerona propone un ricco palinsesto di incontri guidati da Adriana Polveroni e tra i quali tre ci sembrano particolarmente interessanti: Di che cosa parliamo quando parliamo di collezionismo? Il superamento della dimensione privata (Venerdì 14 ottobre, ore 16.00) in cui interverranno  Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Tullio Leggeri, Maria Grazia e Claudio Palmigiano; Collezionismo come pratica attiva. Il sostegno all’arte italiana (Sabato 15 ottobre, ore 16.00), protagonisti Andrea Fustinoni, Diego Bergamaschi, Natalina e Pierluigi Remotti; e Quando la collezione non è in casa. Nuove forme di collezionismo tra ambiente, azienda e luoghi espositivi (Domenica 16 ottobre, ore 16.00) in cui la direttrice di Exibart dialogherà con Grazia e Gianni Bolongaro, Giovanni Bonotto e Giorgio Fasol.

Non dimenticate, infine, di dare un’occhio al programma off di Art Verona 2016 che quest’anno si presenta più ricco che mai. Dalla mostra che al Museo AMO ripercorre il legame tra Hermann Nitsch e la storia del teatro contemporaneo, all’installazione site specific ispirata all’aspetto più innovatore della poetica mozartiana che Roberto Pugliese installerà nella Chiesa di San Francesco al Corso, passando per l’esposizione negli spazi dell’Università degli Studi di Verona di due opere di Michele Amato e Alice Padovani

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