Art Weekend: 8 mostre da non perdere

Diamante Faraldo, A Nord del Futuro, 2005/2007. Legno, camera d'aria e ferro. 560x270 cm. Courtesy: Eduardo Secci Contemporary
Diamante Faraldo, A Nord del Futuro, 2005/2007. Legno, camera d'aria e ferro. 560x270 cm. Courtesy: Eduardo Secci Contemporary

In questo periodo frenetico di aste – praticamente una al giorno – è bene non perdere di vista la proposta delle nostre gallerie d’arte, punto di riferimento per ogni collezionista e appassionato d’arte interessato a scoprire novità o ad approfondire la propria conoscenza di artisti storici. E così anche questo sabato vi proponiamo una selezione di 8 mostre in apertura, o inaugurate da poco, che secondo noi dovreste proprio vedere. Iniziamo da Tensioni strutturali #2, inaugurata ieri a Firenze presso lo spazio espositivo della galleria Eduardo Secci Contemporary e che analizza le diverse possibilità della materia come elemento di rappresentazione. Curata da Angel Moya Garcia, Co-Direttore per le Arti Visive della Tenuta dello Scompiglio di  Lucca – la mostra mette insieme i lavori Davide Dormino, Diamante Faraldo, Andrea Nacciarriti, Marzia Corinne Rossi e Aeneas Wilder. Cinque artisti che propongono allo spettatore un’analisi delle possibilità e dei limiti della materia nelle sue diverse strutturazioni, declinazioni e accezioni. In mostra vengono presentati una serie di lavori che si interrogano, in modalità nettamente contrastanti, sulle sfumature e sulle gradazioni che si nascondono negli interstizi delle ataviche dicotomie tra fisicità e astrazione, tangibilità e indefinitezza e stabilità e precarietà. Un’indagine fenomenica in cui il reale appare e si mostra attraverso tracce, rimandi e segni e in cui l’individuo può arrivare a riconoscerlo e a comprenderlo solo ed esclusivamente attraverso la propria esperienza. In questo modo, la mostra è concepita come una successione di impulsi, di indizi e di accenni in cui le opere rallentano, rivelandosi, e in cui la materia prova a emergere nella sua completa diversità, frammentazione e aleatorietà, annullando qualunque tentativo di classificazione o categorizzazione tassonomica e respingendo qualsiasi oggettivizzazione del reale. Ma ecco le altre 7 mostre che abbiamo selezionato per voi.

 

Reinhard Mucha – Schneller werden ohne Zeitverlust

Galleria Lia Rumma – Milano

Reinhard Mucha, Island of the Blessed, 2016. Sculptural room installation with sound UV-protection glass, mat, archival pigment print. Courtesy: Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli

Reinhard Mucha, Island of the Blessed, 2016. Sculptural room installation with sound UV-protection glass, mat, archival pigment print. Courtesy: Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli

Sempre ieri, ma a Milano, la Galleria Lia Rumma ha inaugurato la mostra Schneller werden ohne Zeitverlust (Accelerare senza perdere tempo) di Reinhard Mucha. Un evento che di riporta alla prima personale dell’artista, Mutterseelenallein (Solitudine), inaugurata il 29 giugno 1989 nella sede di Napoli della gallerie e che ha segnato la lunga relazione tra l’artista e la Lia Rumma. Schneller werden ohne Zeitverlust è l’ultimo episodio di un viaggio lungo quasi tre decenni, la fase conclusiva di un percorso che somiglia a un “ritorno a casa”. Reinhard Mucha presenta questo nuovo progetto espositivo al cui centro si colloca “Die Verwandlung” (“La metamorfosi”) il modellino-scultura della storica installazione Mutterseelenalleinal cui interno si condensa la storia dell’opera, visibile nelle stesse immagini trasmesse dai monitor che raccontano le inquadrature e le riprese dell’allestimento dell’opera al museo di Francoforte. Da questo nucleo centrale si dipana tutto il percorso espositivo che dialoga con l’ex area industriale di Milano in cui è stato costruito il nuovo edificio della Galleria.  Un percorso espositivo completo ed esaustivo che testimonia la complessità e la profondità del lavoro di uno dei maggiori artisti europei contemporanei.

 

Le Affinità Elettive: Giovanni Gastel & Ettore Molinario

Galleria Rossella Colombari – Milano

Una vista della mostra Le Affinità Elettive alla Galleria Rossella Colombari.

Una vista della mostra Le Affinità Elettive alla Galleria Rossella Colombari.

Dal 25 novembre al 10 gennaio la Galleria Rossella Colombari a Milano presenta la mostra Le Affinità Elettive: l’opera del grande fotografo milanese Giovanni Gastel in dialogo con una selezione di fotografie della collezione privata di Ettore Molinario. Un’interessante confronto tra l’artista e il collezionista narrato in un susseguirsi di contaminazione con l’ambiente circostante, tra capolavori che hanno scritto la storia del design italiano. L’ambiente pensato per la mostra rievoca, infatti,  la dimora del “Collezionista”, come figura amante dell’estetica e della bellezza, e si divide in due spazi comunicanti: il primo raccoglie alcune immagini della collezione Molinario, con autori quali Erwin Olaf, Cindy Sherman, Inez van Lamsweerde, Nan Golding e Giovanni Gastel che raccontano il “dramma” della donna attraverso l’icona e il gesto della figura femminile in dialogo con il grande tavolo da pranzo “Pozzanghere” disegnato dagli Arch.tti Lazzarini e Pickering. Mentre il secondo spazio, raccoglie invece alcune opere iconiche di Giovanni Gastel, immagini di forte impatto e purezza che creano con il tavolo scultoreo di Renato Bassoli ed il lampadario-installazione di Thierry Dreyfuss un ambiente che pur nel contemporaneo evoca il monumentalismo dell’architettura modernista.

Elena Franco – Cauti racconti immaginari

Studio Cenacchi – Bologna

Elena Franco, Cauti racconti immaginari, serie 1, 2014. Courtesy: l'artista.

Elena Franco, Cauti racconti immaginari, serie 1, 2014. Courtesy: l’artista.

Tra le mostre in apertura oggi, ci piace iniziare le nostre segnalazioni con Cauti racconti immaginari, personale della fotografa Elena Franco che inaugura a Bologna un nuovo luogo per l’arte: lo Studio Cenacchi in via Santo Stefano, 63. Attraverso l’opera di Elena Franco, Studio Cenacchi propone la fotografia come medium di indagine e come strumento culturale dell’epoca contemporanea. Arriva così a Bologna una selezione di immagini tratta dal suo lavoro in progress, dal titolo “Cauti racconti immaginari”, su Palazzo Toni, nei pressi del Lago d’Orta, concepito come una serie di narrazioni che vogliono indagare la storia di un luogo e dei suoi abitanti e offrircene una nuova interpretazione, intrecciando documentazione, indagine storica e suggestioni per una nuova valorizzazione.  I racconti fotografici di Elena Franco –spesso sotto forma di indagini vere e proprie – mostrano, infatti, come, per questa autrice, sia importante proporre e cercare nuovi percorsi documentari e di ricerca, capaci di far emergere anche temi significativi in relazione alla nostra storia, sia essa collettiva o privata e familiare.

Nicola Melinelli – Rovesci Sparsi

A+B contemporary art – Brescia

Nicola Melinelli, Rovesci Sparsi, 2016

Nicola Melinelli, Rovesci Sparsi, 2016

Apre oggi a Brescia, negli spazi della A+B contemporary art la mostra Rovesci Sparsi, seconda personale in galleria di Nicola Melinelli (n. 1988). Le cinque grandi tele presentate in mostra sono frutto dell’inedita produzione dell’artista, da sempre impegnato nel confronto/scontro tra ardimenti cromatici e spazi enigmatici. In queste nuove opere le strutture architettoniche sono collocate all’interno di un orizzonte e di un cielo più vasto, che diventa lo scenario che accoglie degli accadimenti sensuali e pittorici: dove la pittura è più libera, capace di veicolare un contenuto più personale e intimo. In Rovesci Sparsi c’è un contatto più ardito e più spregiudicato con il visibile. La superficie della tela diventa il luogo in cui l’immaginazione dell’artista tenta di penetrare e di unirsi tra le pieghe della realtà. Rovesci Sparsi sono anche dei paesaggi dove non ci sentiamo più respinti ma buttati dentro questa visione di natura che a sua volta sembra rovesciarsi su di noi.

 

Luigi Carboni – La forma, un attimo prima

Studio La Città – Verona

Una delle opere di Luigi Carboni in mostra a Verona negli spazi di Studio La Città.

Una delle opere di Luigi Carboni in mostra a Verona negli spazi di Studio La Città.

Studio la Città di Verona inaugura oggi la personale di Luigi Carboni (n. 1957): La forma, un attimo prima. In mostra una serie di nuovi lavori dell’artista dalla trama intricatissima di segni e intrecci che si addensano e si disperdono sulla superficie, fino a creare piani prospettici nella totale assenza di una spazialità tradizionale. Ai grandi olii e acrilici su tela, si affiancano opere di dimensioni più contenute che richiamano la tridimensionalità e l’utilizzo di forme geometriche catturate dalla pittura reticolare.

 

Made514 – Solo show

MAGMA gallery – Bologna

Made514, Then we thought they were blue, 2016. Smalto e acrilico su pannello d'acciaio. 55x95 cm. Courtesy: MAGMA Gallery.

Made514, Then we thought they were blue,
2016. Smalto e acrilico su pannello d’acciaio. 55×95 cm. Courtesy: MAGMA Gallery.

La bolognese MAGMA Gallery inaugura questo pomeriggio alle 18.30 la personale di Made514 (Alberto Capozzi, Padova, 1975), uno dei nomi più importanti del writing italiano. Le sue grandi opere pubbliche, realizzate in tutto il mondo da oltre vent’anni, raccontano infatti il suo stile inconfondibile: forme morbide, linee taglienti, drippings istintivi e dinamici, in cui le lettere e le figure si scompongono per riassemblarsi nuovamente in frammenti pittorici senza tempo. Contemporaneamente ai grandi murales, Made514 approfondisce lungo il suo percorso, e con successo, la tecnica pittorica e scultorea, ricercando e sviluppando una libera ed instancabile sperimentazione dei materiali. La mostra bolognese presenta opere una serie di opere inedite dell’Artista come la bellissima scultura “Fingers feeling memories”, che si può considerare il primo esemplare di un nuovo percorso creativo. Le forme sinuose delle sue tele sembrano infatti essere qui trattenute e compresse nella materia scultorea. Per la prima volta, inoltre,  saranno presentate al pubblico anche delle opere su particolarissime lastre di marmo; una nuova superficie, un materiale che l’Artista ha scelto per esprimersi, per comporre e raccontare grazie a pochi tratti fluidi le sue tipiche figure antropomorfe e personaggi surreali.

 

Solid Words

Osart Gallery – Milano

Vincenzo Agnetti, Il discorso si apre tra chiusura e chiusura, 1969, bachelite incisa a mano con colore bianco nitro, cm. 70 x 70.

Vincenzo Agnetti, Il discorso si apre tra chiusura e chiusura, 1969, bachelite incisa a mano con colore bianco nitro, cm. 70 x 70. Courtesy: Osart Gallery

Il 30 novembre prossimo, infine, la Osart Gallery di Milano, in occasione del futuro trasferimento della sede espositiva, saluta lo spazio di via Lamarmora 24 con un’ ultima mostra, curata da Daniela Palazzoli, dal titolo Solid Words. L’indagine di Solid Words prende spunto dal rinnovato interesse che la scrittura suscita negli anni Sessanta. Accanto alle ibridazioni tra immagini, trame di parole e segni grafici proposte dagli esponenti della poesia visiva, si assiste ad un progressivo accostamento della parola all’oggetto. Per comprendere l’origine di tale assimilazione concettuale, la galleria milanese ha scelto di analizzare il percorso di cinque artisti italiani – Vincenzo Agnetti, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Emilio Isgrò e Maurizio Nannucci – che, attraverso l’utilizzo di medium differenti, hanno dato vita ad opere che uniscono la scrittura alla materia. All’interno del percorso espositivo, impreziosito da opere storiche realizzate tra il 1970 e il 1985, si alternano oggetti e forme bi e tridimensionali che sviluppandosi nello spazio quasi come fossero sculture sprigionano energie e processi creativi coinvolgenti.

© 2016, Collezione da Tiffany. Tutti i diritti riservati.

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